Testata Prc - Brianza
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SEDE DI MONZA
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FEDERAZIONE MONZA E BRIANZA
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MONZA, 12 DICEMBRE
Il PRC di Monza e Brianza rinnova il proprio sito internet. Per ora ancora in fase sperimentale, il nuovo sito consente i commenti dei visitatori agli argomenti proposti.

Assemblea degli eletti PRCContro la crisi Risponde Ferrero
12 novembre 2009
Da Venerdì 13 novembre (alla faccia della sfiga), per contrastare l'oscuramento mediatico nei confronti di Rifondazione Comunista.
Risponde Ferrero.
PRC - Brianza


Monza, Giovedì 29 ottobre 2009, ore 20:45
Via Borgazzi, 9
Comitato Politico Federale del PRC
Federazione di Monza
odg.
  • Assunzione Simbolo e lista per le prossime elezioni .
  • Aggiornamento situazione finanziaria (Aggiornamento tesseramento 2009)
  • Assunzione Simbolo e lista per le prossime elezioni .
  • Definizione modi e tempi Conferenza di Organizzazione della Federazione di Monza e Brianza
  • Definizione e costituzione Federazione della Sinistra d'Alternativa di Monza e Brianza
  • Proposta gruppi di lavoro lavoro e scuola
  • Discussione circa il documento proposto dal Regionale
  • Varie ed eventuali
Ai lavori sarà presente il Segretario Regionale, il compagno Ugo Boghetta.
La segretaria: Anita Giuriato



Festa Liberazione Brianza
Incontro della Sinistra Europea a Milano « »

Ottimo successo dell'iniziativa sulle “Mafie Brianzole” a Muggiò. Sono intervenuti: Giovanni Russo Spena, Vincenzo ascrizzi, Lorenzo Capizzi, Dario Crippa, Jole Garruti e Lorenzo Frigerio.
Mafie Brianzole

Commemorazione di Peppino Impastato

12 DICEMBRE 2008
SCIOPERO GENERALE
CORTEO DI MONZA
Tesseramento 2009

PRC NEWS

Notizie dal Gruppo consiliare in Regione Lombardia - Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
Numero 29 - Venerdì, 19 dicembre 2008

LA FINANZIARIA DI FORMIGONI IGNORA LA CRISI. PRC CHIEDE RISORSE PER LAVORATORI E PERSONE IN DIFFICOLTÀ

Mettere a disposizione 100 milioni di euro per finanziare un apposito capitolo di bilancio a favore dei lavoratori coinvolti dalla crisi, interventi nel campo delle energie rinnovabili, l’innalzamento dei limiti di esenzione per l’addizionale regionale Irpef da 15.493 a 30.987 euro, la sospensione dell’aumento dei canoni degli affitti popolari più l’incremento del fondo per la casa, il blocco degli aumenti delle tariffe ferroviarie di competenza regionale e, infine, misure a sostegno di politiche industriali e progetti di produzione per la mobilità sostenibile.

E’ quanto il Prc ha proposto in Aula, durante la sessione di bilancio, nel tentativo di correggere una finanziaria regionale che, così com’è, ignora irresponsabilmente la grave situazione economica in cui versa già oggi la Lombardia, con danno, in particolare, dei lavoratori e dei pensionati.

Di fronte a 250 mila posti di lavoro a rischio, 200 mila famiglie prossime alla soglia di povertà, 300 mila persone non autosufficienti, la Regione che fa? Continua per la sua strada, favorendo ancora una volta soggetti privati, smantellando il pubblico e sostenendo le solite lobbies degli affari. Il tutto senza trasparenza, tanto che oltre 200 milioni di euro sono accantonati su capitoli posti a totale discrezione della Giunta. E succede pure che si esentino dalle tasse regionali agenzie di viaggio ed enti ecclesiastici, mentre i ticket sanitari continuano a gravare interamente su tutti i lavoratori, compresi i precari.

Alle condizioni date, occorre che ogni risorsa pubblica disponibile sia utilizzata per aiutare le persone in difficoltà, favorire la ripresa economica - non le banche - difendere l’occupazione e sostenere il reddito di chi perde il lavoro: è questo il senso della nostra battaglia.

SCUOLA: NEL BILANCIO, CONFERMATI I SUSSIDI PUBBLICI A CHI GUADAGNA 200 MILA EURO

Il Consiglio regionale è ostaggio di un comitato d’affari. Non ci sono altre parole per descrivere quanto avvenuto durante la sessione di bilancio, con la bocciatura degli ordini del giorno dell’opposizione sul ‘buono scuola’ e sull’edilizia scolastica.

Non avevamo chiesto la luna e nemmeno di eliminare il finanziamento pubblico alla scuola privata, ma semplicemente di applicare a quest’ultima le stesse regole valide per quella pubblica, recuperando in questo modo risorse da destinare all’edilizia scolastica. Eppure, niente da fare. Forza Italia, An e Lega hanno compattamente respinto la proposta di eliminare le disparità di trattamento e i privilegi.

E così, mentre in Aula è risuonato per due giorni il lamento del ‘vorrei, ma non posso’ partito dagli assessori ogniqualvolta si è chiesto di aumentare la spesa a sostegno dei redditi bassi, il centrodestra ha confermato con la massima tranquillità l’erogazione di un sussidio pubblico a chi frequenta la scuola privata e dichiara al fisco 100, 150 e persino 200 mila euro di reddito all’anno.

Pochi cittadini lo sanno, ma il ‘buono scuola’ costa ai contribuenti ogni anno 45 milioni di euro e soltanto il 28% di questa cifra finisce in tasca a famiglie che dispongono di meno di 30 mila euro di reddito annuo. Miracoli di un coefficiente Isee truccato per l’occasione e dello strapotere della lobby di Comunione e Liberazione.

In Aula tutti i consiglieri di centrodestra, compresa la Lega, si sono inchinati in silenzio, senza riuscire ad argomentare il proprio voto, al volere e agli interessi di Cl.

I lombardi sappiano dunque che non c’è un centesimo in più per le scuole che cadono a pezzi perché bisogna continuare a spendere decine di milioni di euro per regalare un privilegio a una clientela politica che non ne avrebbe nemmeno bisogno.

SCUOLA/2: ARRIVA “LOMBARDIA ECCELLENTE”, UN NUOVO ALBO, SENZA REGOLE E TRASPARENZA

Il Consiglio regionale ha approvato con i soli voti del centrodestra una proposta di legge collegata alla legge Finanziaria, che va a modificare la contestata legge regionale sull’istruzione n. 19/2007.

Così, da un lato, il governo regionale rimuove almeno parzialmente le palesi illegittimità di quella legge, da noi denunciate sin dall’inizio, al fine di evitare l’annunciato giudizio negativo della Corte Costituzionale. Infatti, talmente macroscopiche sono le violazioni che nemmeno il governo amico di Berlusconi se l’è sentita di ritirare l’impugnativa del Governo Prodi, costringendo dunque Formigoni alla retromarcia. Ma, dall’altro lato, con un atto degno dei furbetti del quartiere, la Giunta regionale ha approfittato della circostanza per infilare nella l.r. 19 anche una nuova norma che non c’entra nulla e che istituisce un nuovo albo regionale, istituzionalizzando i fondi per le attività di “eccellenza”, finora corrisposti in via sperimentale. D’ora in avanti si chiamerà “Lombardia eccellente” e si tratta di finanziamenti destinati a “valorizzare e sostenere l’eccellenza in ambito educativo e formativo”.

Ebbene, non siamo certamente contrari a discutere dell’argomento, ma - ahinoi - è proprio la discussione che è stata impedita a partire dalla Commissione VII. Miracoli del trucco del “collegato”, dove prevale il principio dell’urgenza e non quello del confronto e della trasparenza. E quindi anche le consuete audizioni con le parti sociali e altre realtà interessate sono state sacrificate e sostituite con un frettoloso scambio di posta elettronica. Chissà perché? Forse perché tutti gli interpellati, dalla Cgil a Confindustria, hanno espresso il loro stupore di fronte all’introduzione della nuova norma?

Il provvedimento è quindi arrivato in Aula a scatola chiusa e lì, di nuovo, Rifondazione ha chiesto lo stralcio della norma, poiché non sussistevano i requisiti d’urgenza, per ritornare invece a un iter legislativo normale e trasparente. Ma niente da fare, l’Assessore Rossoni voleva il voto e l’ha avuto, con tutti i consiglieri di maggioranza incapaci di un minimo di autonomia e pronti ancora una volta ad adeguarsi ai diktat di Comunione e Liberazione.

Nasce così “Lombardia eccellente”, che produrrà nuovi finanziamenti e un nuovo albo regionale, senza regole definite e senza controllo indipendente: farà tutto l’Assessorato: l’individuazione dei progetti finanziabili, l’accesso all’albo, le regole del gioco e pure il controllo.

SANITÀ: NO ALLA TRASPARENZA PERCHÉ METTE IN DISCUSSIONE GLI AFFARI

Tra lo stupore dei consiglieri, l’assessore Bresciani ha spiegato che lo scandalo della clinica Santa Rita non sta in capo ad autentiche e precise responsabilità, ma alla mancata applicazione delle ricette federaliste della Lega. Incredibile!

Rifondazione Comunista ha presentato, nella Regione che si vanta di un servizio sanitario eccellente in quanto separato dal resto d’Italia, emendamenti serissimi al collegato finanziario per avere un osservatorio epidemiologico regionale su cui impostare realisticamente il Piano socio-sanitario e criteri rigorosi di accreditamento perché non abbiano a ripetersi episodi di malasanità.

E ha inoltre cercato di spostare potere e controllo verso i Comuni, anche attraverso la nuova struttura proposta dallo Statuto – il Consiglio delle Autonomie Locali (Cal) – per sottrarre alla Giunta la discrezionalità sulla nomina dei direttori di ospedali e Asl.

Qual è stata la risposta dell’assessore? A parole, che non sono questi i problemi. Nei fatti, un ulteriore rafforzamento del potere decisionale della Giunta.

E così sono state respinte, persino con fastidio, le nostre proposte che subordinano le nomine al parere delle comunità locali; si è rifiutato l’obbligo di un’autorizzazione preventiva per strutture che intervengono sulla vita dei cittadini e che ora possono operare con una semplice dichiarazione di inizio attività; e si è negata la verifica costante dei requisiti di accreditamento, bocciando addirittura un emendamento che ne vincola il rilascio al rispetto della legge 194 sull’interruzione di gravidanza.

La questione di fondo è che Formigoni e i suoi assessori vedono con avversione e paura un sistema sanitario più trasparente e partecipato, perché trasparenza e partecipazione mettono in discussione gli affari.

Sappiano, però, che senza un vero cambio di passo, quello per cui Rifondazione Comunista intende continuare a battersi, la sanità lombarda è destinata a registrare nuovi casi “Santa Rita”, a partire dalle 11 cliniche private milanesi già sotto indagine.

SANITÀ/2: LE PROPOSTE DEL TAVOLO REGIONALE DELLA SALUTE PER CAMBIARE LA LEGGE 31

Il Tavolo regionale della Salute - associazioni, movimenti e forze politiche della sinistra -  in occasione dell’inizio del processo sui gravissimi fatti del S. Rita ha presentato il proprio lavoro e le proprie proposte in tema di sanità, proposte che Rifondazione e le altre forze della sinistra porteranno dentro l’iter istituzionale.  

Innanzitutto, un pdl che prevede la creazione della “Casa della Salute”, cioè di una sede pubblica in cui la comunità locale programma e organizza la promozione della salute e il benessere sociale e dove trovano collocazione in uno spazio fisico i servizi territoriali che erogano prestazioni sanitarie e sociali alla comunità. I medici di medicina generale devono poter trovare la struttura ambulatoriale di lavoro ed essere associati per meglio rispondere alle esigenze dei loro pazienti. Alcuni servizi specialistici connessi alle cure primarie possono essere inseriti nella “Casa della Salute”: il Servizio Materno-infantile, il Consultorio, le attività locali per la Prevenzione e la Protezione Ambientale, il Servizio Geriatrico, il Servizio di Cure Domiciliari, il Servizio di Salute Mentale, il Servizio Sociale, il Servizio delle Cure Dentarie. La Casa della Salute è il luogo della partecipazione dei cittadini e delle forze sociali organizzate e del coinvolgimento delle Municipalità.

In secondo luogo, nuove modalità per le procedure di accreditamento da presentare come modifiche alla legge 31 e/o come emendamenti al progetto della Giunta. Le modalità che indichiamo prevedono una programmazione regionale sanitaria che individui le prestazioni e i servizi da affidare ai privati tramite accreditamento. L’affidamento deve riguardare solo quei servizi e quelle prestazioni che non possono essere svolte dal sistema sanitario pubblico. Inoltre, fra i criteri di accreditamento devono essere inclusi gli standard organizzativi dei servizi e delle prestazioni, con l’indicazione degli organici necessari e l’applicazione dei contratti collettivi di lavoro.

Infine, una mozione da presentare nei Consigli Comunali per una legge regionale sui metodi di distribuzione delle risorse in favore della non autosufficienza, in particolare sulla questione delle rette in RSA. Ricordando che, grazie al decreto interministeriale del precedente governo, la Regione Lombardia  sta ricevendo 58 milioni di euro per gli anni 2008/2009 e ne riceverà altri 58 entro il 2010. Tali risorse devono essere destinate anche al sostegno per il pagamento delle rette in RSA. Non devono, al contrario, essere destinate a coperture di costi sanitari.

CASE POPOLARI: DA FORMIGONI UN PIATTO DI LENTICCHIE E UN BEN SERVITO

Un piatto di lenticchie a chi vive nelle case popolari e un ben servito agli aventi diritto che da anni stanno in graduatoria. E’ questa la morale del voto in Consiglio regionale, con il quale il centro-destra, con il no dell’opposizione, ha dato il via libera al pacchetto di modifiche alle leggi regionali sull’edilizia residenziale pubblica.

L’aumento generalizzato dei canoni, provocato dalla contestata legge regionale n° 27 di un anno fa, viene calmierato soltanto in minima parte e per giunta in maniera differenziata tra quanti vivono nelle case Aler e quelle a gestione comunale. Insomma cambia poco per pochi.

E come se non bastasse, l’abusato slogan del “mix sociale” è stato tradotto nella realtà in una futura riduzione dell’offerta pubblica di alloggi a canone sociale. Infatti, è stato persino respinto il nostro emendamento di salvaguardia, che intendeva escludere la destinazione di patrimonio Erp ad altre tipologie di canone (convenzionato o moderato) in presenza di una domanda sociale insoddisfatta in graduatoria.

Con il voto della sola maggioranza, il giorno prima, sulla scuola, il Consiglio conferma anche per il 2009 l’erogazione di un sussidio regionale a chi guadagna 150-200 mila euro all’anno. Il giorno dopo, la stessa maggioranza manda a dire alle fasce deboli delle nostre città che si arrangino. Complimenti, davvero una scelta di classe.

>IL CONSIGLIO REGIONALE PER LA LIBERTÀ DI LEYLA ZANA E IL DIRITTO ALL’ACQUA DEI CURDI

Il Consiglio regionale della Lombardia, su proposta del Gruppo di Rifondazione Comunista, si è unanimemente impegnato a sostenere la lotta contro la repressione del popolo curdo e la difesa della parlamentare Leyla Zana, straordinaria figura di donna imprigionata per dieci anni dal governo turco, “colpevole” di aver utilizzato la propria lingua in pubblico, dentro il Parlamento.

Un primo passo in favore della causa curda e della libertà civile e politica di Leyla era stato compiuto con il suo ricevimento in Consiglio lo scorso 29 ottobre, in occasione di un suo viaggio di contatto in Europa.

Oggi, l’intero Consiglio ha preso coscienza che - si legge nella mozione approvata - “il governo e l’esercito turco, malgrado i pur deboli impegni presi con l’Ue di democratizzare le relazioni con la popolazione curda, di riconoscere la loro identità e la loro autonomia culturale e amministrativa, persegue nei divieti e nella repressione, contro le leggi comunitarie, negando in tal senso diritti umani fondamentali”.

Si mette quindi a disposizione “la storica vocazione della Lombardia al rispetto per l’autonomia e l’identità dei popoli, al loro diritto di affermazione culturale e a esprimere forme politiche e amministrative proprie, pur interne ai contesti statali”, per impedire che non sia resa esecutiva la nuova condanna di detenzione per ulteriori dieci anni comminata a Leyla Zana – in libertà da due anni - dieci giorni fa, al suo rientro a Diyarbakir, con le identiche motivazioni della volta precedente.

Il Consiglio dà mandato ai propri rappresentanti e in particolare alla Giunta di “attivarsi, attraverso i canali della diplomazia nazionale e europea, per sollecitare il governo turco a un maggior rispetto delle istanze del popolo curdo e dei diritti umani in generale”.

Estremamente significativo è poi il riferimento al radicamento delle battaglie di Leyla Zana nel proprio territorio. Da vent’anni, la popolazione di Asankeyf, città situata nelle gole dell’Eufrate, si batte contro il sequestro dell’acqua del fiume, interessato dalla costruzione di una diga che inonderebbe l’intera regione.

Oggi lo sbarramento è rimesso in discussione e il Consiglio regionale si attiverà affinché “sia resa possibile a movimenti sociali e amministratori curdi la partecipazione al 5° Forum Mondiale dell’acqua che si terrà a Istanbul nel marzo del 2009”.

Finalmente una buona notizia anche dalla Regione Lombardia, spesso in seconda fila quando si tratta dei diritti e delle relazioni con i popoli più emarginati.

RIFUGI ALPINI: COMMISSIONE LICENZIA PROGETTO DI LEGGE, ORA SIA APPROVATO AL PIÙ PRESTO IN CONSIGLIO

La IV Commissione ha approvato all’unanimità il progetto di legge sui rifugi alpini. Il Gruppo del  Prc ha dato un contributo decisivo fin dall’inizio, prima con un proprio pdl accorpato in seguito a quello della maggioranza e, poi, presentando durante tutto l’iter diverse proposte che sono state accolte.

In Lombardia manca una normativa organica sulla regolamentazione dell’attività dei rifugi e questa legge viene a colmare il vuoto.

Tutela, innanzitutto, i gestori stanziando le risorse necessarie all’adeguamento dei servizi offerti. Favorisce gli escursionisti e gli amanti dell’alta montagna prevedendo la messa in sicurezza non solo delle strutture fisse, ma anche dei sentieri. Determina incentivi economici per lo smaltimento dei rifiuti e l’installazione di pannelli solari, occupandosi anche di salvaguardia dell’ambiente.

Questo voto rappresenta un passo importante. Ci auguriamo ora che la legge sia definitivamente approvata quanto prima in Aula e che, come da impegni, entro sei mesi dal varo sia promulgato il regolamento attuativo, in relazione ai requisiti strutturali, igienico-sanitari e dei gestori oltre agli orari di apertura.

REGIONE: UN FORMIGONI ARROGANTE AVOCA A SÉ TUTTE LE NOMINE. RACCOLTI I FRUTTI AVVELENATI DEL NUOVO STATUTO

Nella seduta di Consiglio di martedì 2 dicembre, la nostra regione ha raccolto i primi frutti avvelenati seminati dal nuovo Statuto della Lombardia: con un atto di arroganza politica e istituzionale Formigoni ha avocato a sé tutte le nomine nei consigli d’amministrazione degli enti controllati dalla Regione.

Infatti, il nuovo Statuto, approvato otto mesi fa con un voto bipartisan Centrodestra-Pd, aveva certificato la realtà del presidenzialismo sui generis e squilibrato vigente dalle nostre parti, prevedendo dunque che anche le nomine negli enti, aziende, agenzie e soggetti partecipati dalla Regione non fossero più competenza dell’assemblea legislativa, bensì della sola Giunta.

Ma si sa, la fame vien mangiando, e così il governo regionale ha pensato bene di forzare in Aula l’approvazione di un provvedimento che traducesse questo principio statutario in legge, senza peraltro attendere la ridefinizione complessiva della normativa sulle nomine. Un atto di arroganza talmente palese che la richiesta preliminare dell’opposizione di non procedere alla discussione è stata respinta, nel segreto dell’urna, per un solo voto: 34 a 34.

Formigoni e Cl si sono portati a casa un bel regalo di natale, cioè poter nominare nei consigli d’amministrazione degli enti regionali chi vogliono senza più fastidiose discussioni e votazioni nel Consiglio e annessa pubblicità. Una pessima giornata invece per il Consiglio, ridotto a una corte del principe, e per i cittadini lombardi, che dovranno rinunciare a un’ulteriore fetta di trasparenza.

CRISI FINANZIARIA E LAVORO INDUSTRIALE I TEMI DI UN SEMINARIO DEL GRUPPO PRC CON FAUSTO BERTINOTTI

Lo scorso 2 dicembre si è tenuto, presso l’auditorium del Consiglio regionale il seminario “Crisi finanziaria e lavoro industriale: trasformazioni, conflitti, diritti e rappresentanza”, primo di un ciclo di tre incontri, “Il lavoro nelle contraddizioni dell’oggi”, promosso dall’Osservatorio “Lavoro e Economia” del Gruppo consiliare del Prc.

Si sono confrontati sul tema Fausto Bertinotti, gli economisti Francesco Giavazzi e Riccardo Bellofiore, Maurizio Zipponi della Direzione nazionale del Prc, la Segretaria generale della Fiom di Milano, Maria Sciancati e il vicedirettore del Corriere della Sera, Massimo Mucchetti, introdotti da Osvaldo Squassina e coordinati Nicoletta Pirotta.


Sciopero generale
Monza, 27 novembre 2008
Elezioni provinciali 2009: “Il PRC come sempre antepone a qualsiasi cosa la creazione di un programma quanto più condiviso e partecipato, non abbiamo mai posto altre questioni”(...) “Ancora non ho parlato con nessun esponente del PD e già compaiono sui giornali dichiarazioni che vedono il PRC ed il PD inconciliabili. Così ha deciso il PD”.
Giovane, donna, di sinistra. Il neo-segretario di Rifondazione.
Antonio Cornacchia (“La rivista che correi”)

Sandro Curzi
Roma, 22 novembre 2008
È morto a Roma dopo una lunga malattia Sandro Curzi. Aveva 78 anni, essendo nato a Roma il 4 marzo 1930.
Militante del Partito Comunista, poi Rifondazione Comunista con Fausto Bertinotti, Curzi è stato storico direttore del Tg3 alla fine degli anni '80, poi direttore del quotidiano di Rifondazione Comunista «Liberazione». Attualmente era consigliere d'amministrazione della Rai. Alessandro Curzi detto Sandro era dal 2005 consigliere di amministrazione della Rai, di cui per tre mesi - in attesa della nomina del presidente da parte della Commissione di Vigilianza - è stato anche presidente, in quanto consigliere anziano. Curzi aveva diretto dal 1987 al 1993 il Tg3.
Ciao Sandro.
Maria Rosa Calderoni

Anita Giuriato
Monza, 14 novembre 2008
Anita Giuriato, 32 anni di Carnate, è la nuova Segretaria del Partito della Rifondazione Comunista della Brianza.
Siamo tutti consapevoli dei limiti della forma partito e le difficoltà del momento ma dobbiamo aver chiaro il bisogno di un partito radicato nella società e nei territori, che organizzi vertenze che sia aperto alla relazione con la realtà sociale e che sia soprattutto interno alle reti di movimento.
Anita Giuriato

«ROMA, 11 OTTOBRE 2008
250.000 MANIFESTANTI CONTRO IL GOVERNO. RIFONDAZIONE C'E'»L'opposizione è nelle nostre mani

Monza, 12 luglio 2008
Documento approvato a conclusione del VII Congresso del PRC - Brianza, 11 - 12 Luglio 2008.
Per il Partito della Rifondazione Comunista e per la sinistra è prioritaria la costruzione di una grande opposizione politica e sociale.
Congresso del PRC - Brianza

 
Milano, 10 novembre 2009
Costruiamo insieme a Milano la Federazione della Sinistra. Assemblea per la Federazione della Sinistra, martedì 10 novembre presso la Camera del Lavoro salone Di Vittorio (c.so P.ta Vittoria, 43 - Milano).
PER UN NUOVO INIZIO
Agnoletto Vittorio, Benuzzi Nerina, Bergamaschi Giuseppe, Boatti Giuseppe, Bonalumi Edgardo, Brenna Sergio, Paolo Cagna Ninchi, Cambiaghi Arnaldo, Costa Luca, Di Stefano Andrea, Donati Marco, Faranda Tecla, Ferrari Saverio, Francescaglia Francesco, Gatti Massimo, Giudici Roberto, Lareno Antonio, Mastrodonato Rolando, Mazzali Mirko, Morabito Franco, Natale Emilia, Natale Giuseppe, Nigretti Saverio, Oldrini Guido, Patta Antonello, Pagaria Angelo, Dijana Pavlovic, Perego Elio, Pesce Onorina, Pestalozza Luigi, Prati Mario, Riolo Giorgio, Rizzo Basilio, Serafini Sergio, Sonego Anita, Traversa Libero, Vegetti Mario

Giovani Comunisti di Monza e Brianza

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