ARTICOLO PER SEREGNO NEWS (NUMERO 44 - MARZO 2003)

Fermare la guerra, subito.

Nel momento in cui scriviamo siamo al tredicesimo giorno di guerra, sono state sganciate circa nove mila bombe e settecento missili corrispondenti a due milioni e cinquecentomila chilogrammi di esplosivo. Sono morti almeno seicento civili e diverse migliaia di militari, i feriti si contano a decine di migliaia. Comunque vada questa guerra è già una catastrofe umanitaria.

Una guerra dalle origini certe ma dal futuro oscuro.

Abbiamo già scritto in un'altra parte di Seregno News che la guerra di aggressione scatenata dagli USA e dalla Gran Bretagna non ha l'appoggio della stragrande maggioranza della popolazione.

Perciò non c'è alcun bisogno di scrivere per convincere ma solo per evidenziare gli aspetti che rendono, a nostro parere, probabile un lungo periodo di grave instabilità internazionale.

Non parleremo della possibile ripresa del terrorismo, della limitazione delle libertà personali e dei diritti, dell'informazione imbavagliata, del controllo delle opinioni, della tendenza verso "democrazie" autoritarie e non rappresentative e della prevedibile corsa verso il riarmo di paesi come Russia, Cina, India, ecc. che si sentiranno minacciati.

Non parleremo dell'origine lontana di questa guerra e di come sia stata accuratamente programmata anche prima delle Twin Towers, non degli affari tra la famiglia Bush e Bin Laden e nemmeno del fatto che i concetti di legalità e illegalità internazionale sono a "definizione variabile"  da parte del potere economico e militare.

Sul sito www.brianzapopolare.it abbiamo riportato decine di documenti di diversa provenienza che affrontano questi problemi.

Volevamo citare due aspetti poco dibattuti, uno ideologico e l'altro religioso, che però a ben vedere sono strettamente uniti.

Una guerra ideologica ed economica.

La caduta dei regimi pseudo comunisti dell'est europeo aveva fatto pensare a molti, anche se non a noi, che fosse finita l'epoca delle ideologie ispiratrici delle azioni politiche. Invece la realtà dei fatti dimostra che le cose stanno in modo diverso: non è solo il petrolio, non è solo il desiderio di dominio politico ed economico che ispira la più grande potenza mondiale ma a questi si aggiunge come principio guida la voglia di imporre un modello di vita e cioè quell'American Way of Life al di fuori della quale ci sarebbe solo barbarie.

Non si tratta di esportare "la" democrazia ma "quella" democrazia che consente ad esempio di governare con il venticinque percento dei voti, che permette a Bush padre di passare la presidenza a Bush figlio, che rende intercambiabili democratici e repubblicani e che prima di tutto deve curare gli interessi economici di chi ha finanziato le costosissime campagne elettorali (diverse centinaia di milioni di dollari).

Non si tratta nemmeno di estendere al resto del mondo il benessere della classe media americana ma più prosaicamente di riprodurre su scala planetaria il tipo di controllo ed autocontrollo delle contraddizioni sociali che funziona così bene (per ora) all'interno degli USA ma che senza l'uso della forza è difficile imporre e mantenere nel tempo. Anche se nessuna dominazione può durare senza una egemonia ideologica e la forza delle armi da sola non basta a garantirla.

Un ritorno alla religione di stato.

Il Congresso americano chiede ai suoi concittadini di pregare per la vittoria, Bush inizia ogni riunione con una preghiera collettiva. Nel momento in cui il Papa condanna questa guerra e nessuna religione la appoggia ed anzi Bush e Blair sono stati scomunicati dalla chiesa greco - ortodossa, sembrerebbe solo una contraddizione buona per le polemiche.

Ci sembra ci sia invece di più e cioè il tentativo di condensare nel potere politico anche un aspetto trascendente e cioè ancorare il sistema politico americano a basi di tipo fideistico religiose rendendolo con ciò meno soggetto alle critiche ed ai cambiamenti.  Così come ci dovrebbe essere un unico Dio ed un'unica chiesa ci deve essere un unico presidente ed un unico sistema politico, quello USA. Un sistema autoreferenziale, insindacabile ovvero che non ha bisogno né deve dare spiegazioni.

Infatti, non c'è spiegazione da dare per l'aggressione all'Iraq né la si darà per le guerre future, basti la parola del presidente (USA) di turno.

Una specie di ritorno a prima della rivoluzione (quella francese!) quando il potere assoluto pretendeva di originare direttamente da Dio ed i regnanti avevano voce in capitolo nelle faccende religiose.

Altro che fondamentalismo islamico!

Il movimento pacifista, una possibilità di controtendenza.

Questa guerra nonostante gli orrori e le sofferenze che porta con se ha tuttavia permesso di raggrumare un sentire comune internazionalmente diffuso contro un modello di sviluppo non rispettoso delle esigenze umane, contro l'idea dell'omologazione della società al modello consumistico ed a favore della ripresa del dialogo e della cooperazione.

Le centinaia di milioni di manifestanti in tutto il mondo (USA compresi) non sono una riedizione del '68 sono una cosa diversa anche perché originano da punti di vista ed esperienze diverse che cercano di tracciare un percorso difficile ma non impossibile fatto di mille sentieri. "Ciò che vogliamo è realizzabile", "un nuovo mondo è possibile" queste sono le parole chiave della nuova politica.

La scommessa di Rifondazione Comunista è che questo movimento possa produrre risultati politici durevoli e decisivi nel senso di una svolta epocale ed in questa direzione continueremo ad operare.

Giuseppina Minotti
Capogruppo del PRC al Comune di Seregno
Seregno, 2 aprile 2003
da «Seregno News»