Elezioni comunali del 3 - 4 Aprile 2005

UN’ALTRA SEREGNO È POSSIBILE

Programma di Rifondazione Comunista

INDICE

PREMESSAvai a indice

Rifondazione comunista considera il programma elettorale come un insieme di motivazioni ideali, comportamenti politici e indicazioni concrete.Noi pensiamo di rappresentare un’area democratica e di sinistra che si è formata in molti anni di attività politica e sociale rafforzandosi in particolare con la nascita del movimento per la pace.Quello che affermiamo va perciò visto come un “work in progress” (cantiere aperto) iniziato molti anni fa e soggetto a rivisitazioni ed integrazioni, perché la realtà che ci circonda cambia. Il nostro scopo primario è cercare di modificare la struttura sociale della nostra città non in modo estemporaneo, ma secondo principi di democrazia e uguaglianza.Oggi l’umanità rischia di essere sommersa da un’ondata di violenza, il nuovo secolo si è aperto all’insegna della guerra e del terrorismo e le promesse della globalizzazione neoliberista di “magnifiche sorti progressive” per l’umanità si sono rivelate illusorie.In questo scenario, prima di tutto, è minata alla base la stessa idea di futuro e un profondo senso di insicurezza pervade la nostra ricca società. La precarietà è diventata la condizione più comune e diffusa.

Noi riteniamo che è qui, nella dimensione locale, nel cuore di una regione cosiddetta avanzata che deve partire l’impegno per un’alternativa.

Giuseppina Minotti

L’ATTUALE CONTESTO POLITICOvai a indice

Il 3 e 4 aprile 2005 i cittadini di Seregno voteranno per il rinnovo del Consiglio Comunale di Seregno e contemporaneamente per il rinnovo del Consiglio Regionale della Lombardia.

Nel caso delle regionali si tratta di contrastare il modello “formigoniano” per il quale “tutto ciò che è privato è bello e tutto ciò che è pubblico è inefficiente”.

Dalla sanità ai trasporti, dalla scuola e istruzione alla gestione dei servizi sociali e di pubblica utilità, alle politiche del lavoro, abbiamo così visto e registrato una progressiva ed ormai ingombrante invadenza del privato e la conseguente mercificazione dei diritti dei fondamentali dei cittadini, abbandonati sempre piu' a loro stessi.

Peraltro, la Giunta regionale, anche al di là dei suoi poteri, ha compiuto scelte significative, tutte all'insegna del iper-liberismo, della privatizzazione e della “deregulation”, e le ha imposte al Consiglio stesso:

Le scelte regionali, non bastassero quelle del governo centrale, hanno poi avuto ampie ricadute a livello locale aumentando le difficoltà e sottraendo competenze ai comuni: altro che federalismo, altro che decentramento!

A Seregno il tentativo di riconquista del governo della città da parte del centro – destra si sposa con le difficoltà interne del centro – sinistra sempre più di centro e meno di sinistra come peraltro dimostra il rifiuto di fare accordi elettorali con Rifondazione Comunista per il timore di dover ridiscutere programmi e metodi di lavoro e per una vecchia, ma a Seregno mai morta, pregiudiziale anticomunista.

Così il centro – sinistra seregnese crede di potersi garantire una sopravvivenza estraniandosi dai processi politici provinciali, regionali e nazionali (che invece vedono una forte unità tra tutte le forze di opposizione al centro – destra) e cercando di assomigliare il più possibile alle forze politiche che dovrebbe invece cercare di contrastare a partire dal riferimento ad un modello diverso di società.

Ma, quando la maggioranza teorizza la separazione tra la politica e l’amministrazione, questo ha come conseguenza il “decisionismo” di chi amministra, il progressivo depauperamento degli ambiti di discussione democratica, il distacco dai problemi concreti della popolazione ed il degrado dei comportamenti delle forze politiche.

Questo atteggiamento non è stato indolore: ha diminuito il livello della partecipazione popolare ed è anche stato causa di scelte negative prima fra tutte la costruzione del futuro palazzo comunale.

A noi sembra inoltre che il centro – sinistra abbia una visione statica della società seregnese ritenendola immodificabile e dunque non cercando di modificare a sua volta la propria azione politica.

Nel 2003 si votò per l’estensione dell’art.18. Come è noto quel referendum, che aveva l’appoggio del PRC, del PdCI, dei Verdi e dell’Italia dei valori e l’opposizione di tutte le altre forze politiche comprese Margherita e DS, pur non passando ottenne comunque un ottimo risultato. A Seregno ben 5.607 cittadini votarono SI, quasi tre volte la forza elettorale dei partiti sostenitori ed ancora non si vedevano gli effetti della precarizzazione del lavoro.

Riteniamo dunque che ci siano ampie potenzialità per un cambiamento sociale, culturale e amministrativo : a partire dal coraggio di puntare sul coinvolgimento dei cittadini nella progettazione della città e del suo futuro.

È questo il senso del nostro impegno politico.

PER UN CONTROLLO DEMOCRATICO DELLE POLITICHE DEGLI ENTI LOCALI E PER LO SVILUPPO DELLA PARTECIPAZIONE POPOLAREvai a indice

La crisi della politica nell’era post-industriale e della globalizzazione, ci impone di ripensare il rapporto tra cittadino-istituzione. Nell’ultimo decennio, nonostante le numerose leggi di riforma, si è verificato un marcato allontanamento di fasce sempre più larghe di cittadini dalle istituzioni, determinando un allentamento del tessuto democratico e un indebolimento della capacità di risposta alle complesse questioni che la società contemporanea pone. Nonostante il tentativo di alcune forze politiche, dei movimenti e di tante soggettività sociali, la partecipazione, per molteplici ragioni, si è inaridita, indebolendo lo stesso reticolo democratico e popolare che per alcuni decenni aveva permesso sviluppo, conquiste e riconoscimenti di importanti diritti. La fase che molti comuni stanno vivendo è complessa, diversificata e in molti casi stretta da spinte corporative e localistiche. Le grandi questioni insite nelle città, nei territori e che interessano piccole e grandi comunità si discutono o si decidono fra gruppi sempre più ristretti. Il coinvolgimento dei cittadini è ritenuto fatto residuale di una cultura superata dai tempi e dalle esigenze che il mercato richiede.

Superare questa fase, ricostruire rapporti democratici fra cittadini e istituzioni magari a partire dal bilancio, come ci insegna l’esperienza di Porto Alegre, è un obiettivo che Rifondazione Comunista si pone e pone alle altre forze democratiche e di sinistra attraverso un percorso nel quale il ritorno alla politica permetta l’apertura di una nuova stagione democratica, capace di costruire una responsabile partecipazione sui problemi della società, contrastando anche le demagogiche proposte di democrazia plebiscitaria, rilanciando i valori della democrazia rappresentativa nei quali il cittadino assume un ruolo centrale.

L’elezione diretta dei “sindaci”, la concentrazione di potere nelle mani degli esecutivi unitamente alle tendenze all’esautoramento dei compiti di indirizzo e di controllo dei consigli, non solo ha ristretto gli spazi di partecipazione dei cittadini ma ha minato il basilare principio costruito sul dialettico rapporto cittadino-istituzione. In questa realtà, un punto qualificante della nostra presenza nelle amministrazioni locali è senz’altro il dispiegarsi di iniziative tese a spezzare il concetto di “delega”.

Il tema della partecipazione dei cittadini alle scelte politiche è tra quelli che riteniamo prioritari ed è anche quello che dovrebbe differenziare una forza politica di “sinistra” dalle altre.

Per partecipazione intendiamo quindi:

  1. Costruire percorsi condivisi soprattutto su scelte di grande respiro che coinvolgano ampi settori della popolazione (diritto alla casa, qualità dell'ambiente, difesa del verde, diritto alla salute, diritto al lavoro, difesa dello stato sociale, garanzie ed assistenza per le fasce più deboli come anziani e portatori di handicap.......),
  2. Riconoscere ai cittadini organizzati collettivamente il potere di confrontarsi con le istituzioni pubbliche al fine di negoziare il contenuto dei progetti;
  3. Varare strumenti di partecipazione effettiva del cittadino come i comitati di quartiere le consulte, responsabilizzando gli stessi in ambiti democraticamente formati al fine di prevenire e raffreddare possibili i conflitti (non comitati spontanei, vedi Metalsinter, Metalfer, antenne ecc.).
  4. Governare con i cittadini e non per i cittadini.

In concreto proponiamo:

BISOGNIvai a indice

OBIETIVIvai a indice

I valori fondamentali del nostro progetto amministrativo sono: partecipazione e solidarietà, difesa dell'ambiente, buon andamento dell’amministrazione comunale, autonomia locale, la casa come problema sociale, il lavoro, la scuola, la cultura.

AMBIENTE, TERRITORIO, NUOVA QUALITÀ DELLA VITAvai a indice

La questione ambientale è centrale per una scelta di sviluppo sostenibile.

“la soluzione dei problemi della vita a Seregno deve essere ricercata nella trasformazione del modo di vivere e della struttura sociale, produttiva e urbanistica della nostra città”.Sui problemi collegati all'ambiente, alla qualità della vita, al territorio c'è una grande sensibilità popolare che proviene dalla consapevolezza dei guasti prodotti da un sistema economico che considera solo il profitto e non anche l'impatto che esso ha sull’ambiente e la salute della gente.

Per difesa dell'ambiente intendiamo una politica di controllo del territorio tesa a evitare insediamenti eccessivi e incontrollati, speculazioni edilizie e la sparizione delle residue aree verdi. Gli amministratori comunali e i responsabili tecnici dovranno cioè adottare il punto di vista della difesa del territorio dalla speculazione immobiliare e dai poteri forti.

A tale proposito è opportuno far funzionare la Consulta dell'Ambiente istituita negli anni passati ma che l'attuale amministrazione non ha mai voluto far funzionare (come le altre consulte comunali, perché prive di poteri reali).

Occorre comprendere che le condizioni di vita e di lavoro vanno migliorate laddove si vive e lavora e che quindi il problema dell'uso del territorio riguarda tutti i cittadini.

VERDE PUBBLICO, STRUTTURE SPORTIVEvai a indice

URBANISTICA, VIABILITÀvai a indice

La variante generale del PRG attualmente in vigore è ormai uno strumento acquisito ed in gran parte già attuato, rivelando i limiti che avevamo rimarcato in fase di approvazione e per i quali non ha avuto il nostro consenso.

In sintesi:

PROPOSTEvai a indice

I punti essenziali della nostra proposta possono riassumersi:

INQUINAMENTO, RIFIUTIvai a indice

PORTATORI DI HANDICAPvai a indice

L’integrazione nella vita sociale e produttiva dei portatori di handicap non deve essere solo una questione di diritto costituzionale, ma deve diventare un problema di autodeterminazione e di civiltà.

TOSSICODIPENDENZEvai a indice

Figlia del nostro tempo, dove competizione ed isolamento sociale sono le basi dei comportamenti più comuni, è la droga, sia essa dipendenza da sostanze stupefacenti o da alcolici.

Una vita sociale attiva, uno scambio affettivo, culturale e solidale tra le persone sarebbe la prima medicina preventiva e la più efficace.

Inoltre dobbiamo essere portatori di un'ipotesi culturale diversa e realmente antagonista a quella della mafia, dello spaccio di stupefacenti e delle relative connivenze, poiché siamo convinti che le radici di questo problema affondano proprio in questo modello culturale e sociale.

Il fenomeno dell’utilizzo delle sostanze stupefacenti è in continua evoluzione, e tende a diventare sempre più complesso e veloce. Di sicuro diminuisce l’età media di chi assume stupefacenti, come è da registrare il forte aumento dell’abuso di alcol tra le fasce adolescenziali. Cambiano continuamente sia le abitudini e le modalità di consumo, come del resto è in continua evoluzione il mercato delle sostanze. A Seregno vanno attivate campagne di sensibilizzazione (coinvolgendo i media locali) volte a cambiare la percezione culturale del fenomeno tra i cittadini, occorre proporre interventi alternativi alle fallimentari politiche proibizioniste della tolleranza zero di cui il decreto legge Fini è l’esempio più evidente.

È necessario sviluppare percorsi di promozione della salute, comprendendo:

Nel contempo occorre vigilare che i fondi per la lotta alla droga della 309, che confluiranno nella 328 (piani di zona) vengano effettivamente spesi a tale scopo, ed occorre altresì richiedere che questi vengano aumentati.

DIRITTO ALLA SALUTEvai a indice

Per quanto riguarda le strutture ospedaliere si dovrà operare in modo che i poli di Giussano e Desio siano adeguatamente potenziati.

È necessario rafforzare il legame tra i Comuni dell'ASL al fine di coordinare i servizi sul territorio, perché, così come temevamo, la centralizzazione e concentrazione delle USL nella super azienda ASL ha di fatto allontanato allontanamento i centri decisionali. dalle reali problematiche del territorio La loro trasformazione in aziende economiche inserite nella logica del mercato e del profitto ha reso vana qualunque speranza di interventi nell’ambito della prevenzione.

La sanità pubblica va riformata, non smantellata, ma la “controriforma sanitaria regionale” di Formigoni ha distrutto la sanità pubblica e regalato le risorse.economiche dei cittadini ai privati. Nella gestione dei servizi sanitari è prevalsa una logica meramente economica rispetto ai reali bisogni di salute.

Per quanto riguarda il centro di riabilitazione di Seregno, di cui abbiamo visto con favore l'istituzione, bisognerà operare affinché funzioni al meglio delle sue possibilità e potenzialità.

Per tutte le strutture sanitarie infine è necessario un potenziamento in termini di personale ed attrezzature in modo da abbassare i tempi di attesa, espandere i servizi ed aumentare la qualità.

La residenza per anziani, Fondazione Ronzoni Villa, è sicuramente una struttura importante ma ancora una volta risponde solo alle esigenze degli anziani malati cronici non autosufficienti che, grazie ancora a Formigoni, si troveranno a pesare sulla famiglia con rette da tre a sei milioni al mese.

Particolare attenzione dovrà essere portata alla diffusissima prassi di chiedere contributi ai parenti (o di far concorrere nella determinazione del reddito quello di parenti, anche non conviventi) per i servizi assistenziali e sociosanitari prestati a persone con handicap intellettivo in situazione di gravità e ultra sessantacinquenni colpite da patologie invalidanti e non autosufficienza o dalla malattia di Alzheimer o da altre forme di demenza senile.

Due parole sul Consultorio Familiare: questo, che doveva essere uno strumento importante di educazione sanitaria, e quindi di prevenzione, nel campo della sessualità, della procreazione e della salute infantile, si limita all’aspetto medico del problema trascurando gli altri compiti istituzionali. Senza esagerare possiamo affermare che ha perso man mano il suo significato originario anche culturale per diventare uno dei tanti ambulatori sul territorio pur se efficiente.

Le cause sono da addebitare esclusivamente al potere politico che non ha mai attuato, anche per motivi ideologici, quanto previsto dalla legge. Si dovrà dunque operare una netta inversione di tendenza.

POLITICHE FAMILIARI DEI DIRITTI INDIVIDUALI E DELLE UNIONI CIVILIvai a indice

La nostra società si ricorda della famiglia soltanto quando deve delegare ad essa compiti che non intende sostenere.

Così si inneggia alla donna casalinga che è costretta alla cura dei figli oppure dei parenti non autosufficienti piccoli (poiché mancano o sono troppo costose le strutture pubbliche).

Inoltre non esiste più da tempo la famiglia patriarcale nella quale era possibile una certa suddivisione di compiti. Il concetto stesso di famiglia è attualmente in crisi sia dal punto di vista dei compiti relativi all'educazione dei figli che è perlopiù affidata, consciamente o inconsciamente, alla società dei consumi e del libero mercato sia dal punto di vista delle forme con cui si fonda una famiglia.

Pertanto il nostro punto di vista è quello che le persone vanno trattate partendo dai loro diritti individuali siano esse facenti parte o meno di una famiglia nel senso tradizionale del termine.

In questo contesto sosterremo, nel prossimo Consiglio Comunale, la necessità della costituzione di un registro delle unioni civili.

L'unione civile è il rapporto fra due persone, di maggiore età, di sesso differente o dello stesso sesso, legate da vincoli affettivi, di solidarietà e di reciproca assistenza, morale e materiale, deve essere riconosciuta dalla legge ai fini della costituzione e della pubblica registrazione, dello scioglimento, della disciplina dei rapporti fra le parti, anche in materia di successione.

Il comune di Seregno, per il pieno sviluppo della persona umana e nell'ambito dei principi dell'ordinamento giuridico, dovrà istituire un registro (Elenco) delle unioni civili di persone, coabitanti da almeno un anno ed aventi dimora abituale nel comune di Seregno, presso apposito ufficio comunale.

PER UNA GESTIONE AMMINISTRATIVA EFFICIENTE CHE RILANCI IL RUOLO DELL’INTERVENTO PUBBLICOvai a indice

Nel disegno di riforma della 142/90 si è evidenziata una progressiva tendenza a sostituire il sistema partecipativo delle autonomie locali con un nuovo ceto tecnocratico che tende a farsi ceto politico. Questa situazione trova una classe politica spesso culturalmente impreparata a misurarsi con un sistema economico-sociale che tende sempre di più a valutare la riuscita delle scelte politiche in termini di costi-benefici e rapidità delle decisioni.

È necessario innanzitutto contrastare la tendenza alla riduzione quantitativa e qualitativa del personale comunale, lavorando nel contempo per un'effettiva autonomia gestionale dell' Ente da parte delle strutture, sulla base ovviamente, degli indirizzi programmatici degli organi politici. Senza tale autonomia è impossibile far crescere tali strutture e responsabilizzarle pienamente sugli obiettivi da raggiungere e sui risultati da ottenere nell'interesse dei cittadini e degli utenti dei servizi. Costituisce, infatti, per noi un'effettiva priorità, la costruzione di un'organizzazione delle strutture dei servizi comunali in nome dell'efficienza, dell’effettiva ricomposizione dei processi nel governo dell’erogazione dei servizi e nel controllo dei processi, assumendo il valore della partecipazione nell’avvicinamento del Comune alla vita dei cittadini, del decentramento della macchina comunale e anche delle decisioni della loro trasparenza.

In quest’ottica si rende necessario:

AEBvai a indice

Siamo molto contrari e dunque ci opporremo con ogni mezzo a qualsiasi tentativo di privatizzazione dell’A.E.B. sia diretto, sia attraverso partecipazioni incrociate.

In questi anni l'AMSP è stata trasformata in Azienda Speciale e successivamente in una S.p.A. l’AEB incrementando di molto l’estensione territoriale ed i servizi forniti. Già una S.p.A. ha caratteristiche tali da rendere improbabile il controllo puntuale da parte dei Consigli Comunali ma semmai dei soli azionisti (i Sindaci) e questo rende possibili operazioni finanziarie ed industriali di cui si viene a sapere a cose fatte. Il pericolo sempre incombente è anche una possibile privatizzazione di parti dell’AEB magari attraverso acquisizioni fatte con scambi azionari.

Noi pensiamo che il Consiglio Comunale debba mantenere le funzioni di indirizzo e di controllo consentendo all'assemblea consiliare di deliberare preventivamente, con vincolo di mandato alla rappresentanza comunale in seno al C.d.A. della società, sugli atti fondamentali, sulle scelte di indirizzo politico e di intervento sul territorio, sulla determinazione delle tariffe, sulla programmazione e sull'attuazione dei piani di intervento, sull'acquisizione o la vendita di beni immobiliari.

Per quanto riguarda i servizi forniti è necessario ribadire il loro carattere sociale e dunque ci deve essere una particolare attenzione alla qualità, alla quantità ed alle tariffe degli stessi.

L’uso di certi servizi (es. piscine, spazi sportivi, trasporti,...) non deve essere, per il costo, precluso a larga parte della cittadinanza.

Le farmacie dovrebbero essere gestite tramite una Azienda Speciale e dovrebbero dunque rimanere di proprietà pubblica contrastando la tendenza alla vendita seguita da altri comuni.

Sarà anche necessario una maggiore attenzione, da parte del Consiglio Comunale, ad evitare l'uso indiscriminato di appalti e subappalti ed a riprendere una politica delle assunzioni tale da rilanciare il ruolo “produttivo” dell'AEB. Naturalmente è da contrastare con decisione l’uso di personale precario.

AUTONOMIA LOCALEvai a indice

Per autonomia locale intendiamo la difesa del ruolo e dei poteri dei Comuni, da sempre limitati da una concezione centralistica e burocratica dello Stato. Ciò significa innanzi tutto autonomia impositiva per i Comuni, meno dipendenza dal centro, meno leggi amministrative, più aiuti e strumenti a disposizione delle comunità locali. In buona sostanza più libertà per i Comuni.

C’è infatti tra la popolazione una forte domanda di autonomia dallo stato centralistico visto come centro di corruzione e di dissipazione delle risorse.

A questa domanda si danno, da parte di molte forze politiche, risposte regressive e pericolosamente reazionarie riassunte nella proposta del “federalismo” che altro non significa se non il diritto alla secessione ed alla conseguente distruzione dello stato.

Perché vogliono distruggere lo stato unitario?

Per introdurre il liberismo selvaggio, distruggere lo stato sociale e con esso la possibilità di una politica ridistributiva delle risorse al fine di perseguire obbiettivi di uguaglianza (sulla scuola, la sanità, la previdenza,...).

Ecco perché il movimento operaio è sempre stato contrario al federalismo ma favorevole ad uno stato unitario ed alle autonomie locali.

Dove è la differenza?

Questa consiste nel fatto che all’interno di un quadro legislativo unitario, dove si stabiliscono le regole sulla cui base si amministra, si estenda al massimo la possibilità di autogoverno delle comunità locali.

Con più chiarezza intendiamo per Autonomia degli Enti locali far corrispondere quanto più possibile il livello decisionale (se di quartiere al quartiere, se comunale al Comune...) al livello degli interessi coinvolti. Ciò presuppone la capacità di distinguere il livello dell’interesse coinvolto e di far corrispondere a questo livello un analogo livello di autogoverno.

Deve essere inoltre chiaro che non è tollerabile sostituire al centralismo dello stato il centralismo della regione, che nega ai comuni le competenze loro dovute, e la burocrazia borbonica con l'aziendalismo antisociale.

Come è possibile pensare ad un effettivo rilancio delle autonomie senza un potenziamento delle risorse? Non è possibile senza una riforma del fisco che sia fatta finalmente con forti elementi di equità: si dovrà cioè rapportare l’imposizione al livello patrimoniale di ognuno ed al reddito e stabilire quali saranno le imposizioni di pertinenza locale.

CASA: LEGGI INIQUE, SFRATTI, SPECULAZIONE,...vai a indice

Il problema della casa, pur non comparendo quasi mai sulle pagine dei giornali, non può dirsi risolto poiché il 35% dei cittadini di Seregno non è proprietario della casa in cui abita e che molti sono stati costretti all'acquisto appunto dalla situazione del mercato edilizio.

Le condizioni in cui sono costretti a vivere molti abitanti di Seregno, ed in particolare i pensionati, non sono degne di un paese civile: gli appartamenti senza acqua, senza servizi, senza riscaldamento superano il 10% del patrimonio edilizio.

Contemporaneamente ciò che di nuovo è costruito è rivolto al mercato degli uffici, dei negozi e delle abitazioni in proprietà.

La causa di questa situazione va ricercata nel fatto che in Italia (a differenza del resto dell'Europa) il mercato edile è sempre stato completamente in mano ai privati, quindi rivolto non certo a soddisfare la domanda sociale di case, ma a realizzare il massimo profitto.

Ecco perché le amministrazioni sono piene di professionisti dell'edilizia...costoro non fanno altro che portare avanti i propri interessi.

Il problema della casa si configura dunque come problema essenzialmente politico, di fronte al quale c'è un'unica posizione possibile: salvaguardare gli interessi dei lavoratori e delle categorie più deboli. L’amministrazione comunale dovrà dunque, rispetto ai poteri dello Stato e della Regione:

A livello comunale poco o nulla è stato fatto in questi ultimi anni di amministrazione di centro - sinistra ed è questa una delle principali ragioni di scontento da parte di Rifondazione Comunista. È dunque necessario riaffermare questi obiettivi:

Sul problema casa citiamo alcuni passaggi di un recente documento delle ACLI di Seregno che ci sembrano condivisibili sia per quanto riguarda le critiche che le proposte:

CRITICHE:

PROPOSTE:

DIRITTO ALLA VITA, DIRITTO AL LAVOROvai a indice

È cresciuta la ricchezza complessiva del paese e Seregno si conferma come una delle città più ricche d’Italia, ma sono aumentate contemporaneamente le ineguaglianze e la povertà relativa, sono peggiorate le condizioni di vita e di lavoro dentro e fuori i luoghi di lavoro, come testimonia il considerevole aumento degli infortuni sul lavoro negli ultimi anni, per effetto della caduta delle misure di sicurezza e per l'aumento dei ritmi di lavoro.

Anche nelle cosiddette “nuove professioni” è impressionante il numero di malattie professionali riscontrato.

La produttività è aumentata enormemente ma, mentre sono triplicati i profitti dei padroni, i salari reali sono invece cresciuti ad un tasso inferiore all'inflazione e ciò deriva anche dagli errori dei sindacati confederali.

Troppo si è subito in questi anni a causa della “crisi”, della ristrutturazione delle aziende,...troppo poco si è riusciti a fare per evitare il prevalere delle logiche di impresa, del profitto e dello sfruttamento.

Tra i punti qualificanti che noi proponiamo ci sembra importante segnalare, vista la situazione di Seregno, la situazione dei lavoratori delle piccole aziende.

Si tratta di migliaia di persone cui sono negati i più elementari diritti sindacali e per i quali esiste ancora la possibilità del licenziamento senza giusta causa da parte del padrone.

Per quanto riguarda Seregno crediamo che un'amministrazione comunale attenta ai bisogni dei lavoratori possa fare molto.

In merito alla questione degli interventi a sostegno dei giovani è necessario che l’Amministrazione Comunale ponga in essere ogni forma di pressione affinché la Regione istituisca forme di incentivazione per imprese ed enti locali relative a:

MIGLIORARE E POTENZIARE LA SCUOLA PUBBLICAvai a indice

L'ente comunale ha due impegni fondamentali sul terreno educativo:

Fino ad ora, tuttavia, ci si è limitati alla erogazione di fondi, badando soprattutto a non scontentare le scuole private. Com'è noto, l'istruzione a Seregno vede una massiccia presenza di enti privati a partire dalla scuola di base.

Su dieci scuole materne, otto sono private (e “generosamente” finanziate dal Comune, nell’anno scolastico 2004/2005 575.592 euro), mentre due soltanto sono statali. Attualmente c'è anche una presenza di asili nido privati viste le carenze (ed i costi!) di quello pubblico.

In questi ultimi anni è cresciuta la domanda di iscrizioni alle scuole materne statali e si sono formate lunghissime liste d’attesa.

Pertanto si pone il problema di aprire alcune sezioni staccate di scuola materna pubblica recuperando lo stabile di proprietà comunale a S. Carlo (attualmente occupato dalla materna parrocchiale) oppure dislocarle all’interno dell’edificio Rodari costituendo così il 1° e 2° istituto comprensivo cittadino. Nello stesso tempo registriamo con favore l'ampliamento della scuola materna Andersen del Ceredo.

È inoltre eresia pensare a possibili accordi coi comuni vicini?

L’Amministrazione Comunale dopo aver faticosamente portato a compimento la ristrutturazione della scuola elementare Cadorna e successivamente delle Mercalli (previa convenzione con la Provincia per la suddivisione degli spazi con l’istituto Parini) non deve scordare le opere di manutenzione ed adeguamento degli altri edifici scolastici (in particolare le scuole Alessandro Manzoni e Aldo Moro).

Il comune dovrebbe inoltre intervenire nella riorganizzazione dei servizi scolastici come le mense ed i trasporti anche coordinandosi con gli altri comuni del distretto.

A proposito delle mense va rilevato che l'utenza contribuisce per circa un miliardo all'anno ai costi di gestione: sarebbe dunque logico che abbia una parte nelle decisioni che la riguardano.

A Seregno mancano ancora alcune inoltre le strutture, all'interno delle scuole normali, che consenta un reale e pieno inserimento dei portatori di handicap.

Laboratori specialistici, palestre di fisioterapia, ecc., rimangono ancora “un sogno”...

Per quanto riguarda gli interventi di sostegno didattico a favore degli alunni portatori di handicap o in situazione di grave disagio si richiede la presenza di un numero di educatori comunali adeguato alle necessità ed alle richieste delle scuole. Tale servizio è opportuno che sia gestito non più dai servizi sociali ma dalla pubblica istruzione.

Un discorso a parte merita l’inserimento degli alunni stranieri che al 99% frequentando le scuole pubbliche.

L’istituzione del servizio di mediazione socio – culturale è sicuramente stato utile alle scuole, tuttavia con 165 alunni (dati dell’anno scolastico 2003/2004) stranieri servono maggiori risorse umane ed il passaggio del servizio al settore pubblica istruzione.

L’assessorato alla pubblica istruzione dovrebbe aumentare i finanziamenti ai progetti, possibilmente unitari, delle istituzioni scolastiche cittadine nonché farsi carico di progetti congiunti con l’amministrazione provinciale riferito soprattutto all’inserimento dei medesimi alunni nel biennio delle scuole superiori.

In questa situazione di carenza di interventi è evidente che poco o nulla sia stato fatto per la realizzazione di corsi riservati ai lavoratori o per l'istituzione di attività formative, come risposta ai bisogni di coloro che, conclusa la scuola dell'obbligo, aspirano a una realizzazione professionale, o di quelle donne che, escluse dall'attività extra domestica per molto tempo, tentano un rientro nel mondo del lavoro o anche per quanti intendono elevare il livello delle proprie conoscenze.

Considerando inoltre che i costi scolastici sono comunque assai elevati si ritiene opportuno che i finanziamenti per il diritto allo studio siano aumentati in maniera consistente in modo che le quote individuali per alcuni servizi di fatto obbligatori (mense, trasporti, libri, attività sportive e culturali, …) pesino di meno sulle spalle dei lavoratori. Considerato il fatto che la Regione finanzia dal 1999, con 130 milioni l'anno, le scuole materne private si potrebbero aumentare i fondi comunali per il diritto allo studio almeno in pari proporzione ed in modo indolore per il bilancio.

La riforma dei cicli e l'autonomia scolastica comporteranno nuove responsabilità per gli enti locali ed in particolare per i comuni che diventeranno soggetti attivi ed i referenti più prossimi (come conseguenza dell'abolizione dei provveditorati) delle istituzioni scolastiche. È dunque necessario che il comune si attrezzi per rispondere a questa esigenza in modo qualificato (personale, risorse, ecc.).

Inoltre l'aumento di famiglie di lavoratori immigrati pone con urgenza nuovi e gravi problemi relativi all'integrazione in ambito scolastico, sociale e culturale. Il problema non è certo affrontabile “appaltandolo” al volontariato ancorché benemerito.

CULTURA E BIBLIOTECAvai a indice

Per noi di Rifondazione Comunista la cultura non è un concetto astratto, privo di contenuti o un paravento dietro al quale nascondere interessi molto più venali.

Per noi la cultura è importante in quanto strettamente legata alla conoscenza dei fatti che concorrono a formare idee, consensi, visioni della società, possibilità di modificare lo stato di cose presente.

Sull'ignoranza si basa il qualunquismo, la delega, il decisionismo, la dittatura,...

Sull'ignoranza si basa il razzismo,...

Sull'ignoranza si basa l'indifferenza rispetto ai problemi del mondo: dalla distruzione dell'ambiente, alle questioni del sottosviluppo, dell'imperialismo, delle varie forme di dittatura,...

Per questi motivi abbiamo sempre ritenuto fondamentale il nostro lavoro in campo culturale ed abbiamo, da sempre, offerto il nostro sostegno alle iniziative che vanno nella direzione di un elevamento delle conoscenze generali dei cittadini e delle loro capacità critiche.

A Seregno molti ricordano ancora le nostre battaglie per una Biblioteca più democratica e centro di cultura ed i periodici tentativi, da parte delle varie amministrazioni, compresa quella leghista, di addomesticare questo ente pubblico.

In questi ultimi anni ed anche per merito di Rifondazione Comunista c'è stato un certo miglioramento della situazione con il trasferimento nella sede provvisoria nella Corte del Cotone.

Il trasferimento ha permesso inoltre di rendere visibile ai cittadini un assaggio di cosa potrebbe essere una “vera” biblioteca ed ha stabilito un punto di non ritorno, consolidando, nell'immaginario collettivo, lo “status” di servizio essenziale che è appunto il risultato che si voleva ottenere. Sarà d'ora in poi difficile continuare con le restrizioni di bilancio ed i continui ostacoli che le passate amministrazioni ponevano.

Ora è in dirittura d’arrivo la costruzione della nuova biblioteca che, malgrado alcune nostre riserve sulla localizzazione e sulle funzioni previste, costituirà comunque un notevole passo avanti.

Rimangono validi i punti programmatici seguenti:

In generale in campo culturale:

I CITTADINI BAMBINIvai a indice

È necessario ripensare l'infanzia, riconoscere, accettare e valorizzare la differenza fra condizione infantile e condizione adulta, comprendere che la scuola non può surrogare il compito più vasto che compete invece alla comunità.

 Una comunità che progetti il proprio habitat, che lo voglia modificare o reinterpretare lo deve fare privilegiando i cittadini più piccoli, perché meno rappresentati nelle scelte di utilizzo del territorio.

 Un territorio che si misuri con questa presenza deve progettare strade e percorsi sicuri, ampliare gi spazi verdi nella dimensione e nel numero.

Ma non basta: la comunità deve dare risposte al tempo extrascolastico dei bambini, altrimenti gestito quasi unicamente da iniziative private (discipline sportive, corsi a pagamento, oltretutto non accessibili a tutte le famiglie), con la conseguenza di una rigida strutturazione del tempo dei bambini (scuola - corsi - televisione).

 Esiste una carenza di opportunità comunicative, di esperienze informali che si basano sull'incontro spontaneo nei parchi e nei cortili, nelle biblioteche e nelle ludoteche per stare insieme, fare esperienze, esplorare il territorio, momenti fondamentali per un positivo percorso di crescita.

 È necessario restituire spazi che gli adulti hanno tolto ai bambini, piazze, spazi privati attigui alle abitazioni, giardini, cinema e teatri per ragazzi.

 In ogni quartiere devono essere presenti più luoghi individuabili e sicuri che permettano libere aggregazioni, un uso creativo dello spazio e l'incontro tra le generazioni.

 Tutti i servizi del comune e delle circoscrizioni, da quelli sportivi a quelli alla persona, a quelli connessi all'informazione e alla cultura devono comprendere nicchie per i bambini e i giovani .

 Per progettare interventi efficaci come risposta alle necessità di questo gruppo sociale è necessario coinvolgere profondamente i genitori, le istituzioni e le agenzie educative e gli stessi bambini a partire da un'accurata fase di indagine (essi possono progettare gli spazi che verranno da loro stessi vissuti).

 Le lunghe liste di attesa per accedere agli asili nido costituiscono da sole un punto programmatico .

Il Comune può distaccare inoltre propri operatori da affiancare al personale che opera presso quelle realtà scolastiche che intendono avviare progetti mirati (attività formative, di integrazione o di risposta a fenomeni di disagio).

I CITTADINI GIOVANIvai a indice

Tutti parlano dei giovani ma nessuno fa parlare i giovani.

In realtà i giovani non hanno alcuno spazio in questo tipo di società.

Ecco perché i problemi dell'emarginazione non possono essere risolti in modo assistenziale ma solo innescando dei nuovi meccanismi per far ritrovare ai giovani il gusto della partecipazione alla vita sociale, alla politica, in attività in cui si sentano realmente partecipi.

In realtà gruppo sociale è stato completamente trascurato dall'amministrazione comunale.

È necessario avviare una seria riflessione e un'indagine sulla condizione giovanile in città, per progettare iniziative, servizi e strutture destinate a questa fascia di popolazione, assumendo come interlocutore e protagonista di tutte la fasi di itinerario il mondo giovanile tanto nelle sue forme organizzate quanto, con un lavoro di avvicinamento teso a fare emergere interesse e partecipazione anche nei confronti di chi non impegnato dell'associazionismo.

La condizione di scarso reddito dei giovani rende difficile l'accesso alle nuove tecnologie dell'informazione, dello studio e dell'intrattenimento.

Seregno non può rinunciare ad una larga parte dei suoi abitanti.

Cosa propone Rifondazione Comunista?

I CITTADINI ANZIANIvai a indice

La popolazione anziana arriva a circa 10.000 persone tra autosufficienti e non autosufficienti.

Questo fenomeno demografico che dovrebbe sollecitare riflessioni approfondite sul destino di una società senescente, con le implicazioni in termini di sanità, di assistenza, di previdenza, di barriere architettoniche (e quindi di riprogettazione dello spazio urbano), di organizzazione del tempo, è oggi affrontato esclusivamente in termini di bilanci, di spesa sociale, di debito pubblico.

Il cittadino anziano è considerato un peso per la società perché ormai fuori della logica della produttività e del consumo, perché si ammala di più e curarlo e assisterlo è costoso ed impegnativo, perché le famiglie mononucleari non hanno gli strumenti ed il reddito per occuparsene e quindi per sostituirsi all'ente pubblico nei suoi compiti istituzionali.

RISORSEvai a indice

Le risorse finanziarie del nostro Comune provengono per metà circa dallo Stato e dagli altri enti (Regione, Provincia) e per l'altra metà sono frutto di tasse dei cittadini. Occorre pertanto consolidare questa parziale autonomia finanziaria e al contempo finalizzare le risorse.

Dichiarare in altre parole a quali servizi ed a quali opere esse sono destinate e controllarne infine i risultati. Occorre una gestione più snella delle risorse finanziarie e la fine di una contabilità pubblica burocratica, deviante e incontrollabile.

Occorre una gestione coordinata di tutte le risorse del Comune, cominciando da quelle finanziarie, per giungere a quelle del personale dipendente e a quelle patrimoniali, spesso abbandonate a se stesse.

Occorre contare sulle risorse del volontariato sociale, su quelle dell'associazionismo, su quelle dei gruppi di interesse comunque presenti sul territorio. Spesso, senza di esse, il Comune non è in grado di produrre un'attività qualitativamente apprezzabile.

Occorre contrastare comunque ogni tentativo di ridurre le risorse complessive a disposizione dei Comuni. Lo Stato deve sprecare di meno, i Comuni devono avere di più. Questo perché i Comuni sono più vicini ai cittadini, ne conoscono direttamente i bisogni e possono erogare servizi senza eccessiva burocrazia. Al contempo, i cittadini possono più da vicino controllare il Comune stesso.

Risorsa da non trascurare è la collaborazione con gli altri Comuni vicini e con gli altri livelli istituzionali (Provincia e Regione)

A proposito di risorse chiudo il mio programma rammentando che buona parte delle difficoltà degli enti locali deriva dall'enorme evasione fiscale (oltre 300.000 miliardi l'anno pari a sei milioni l'anno per abitante e a 240 miliardi l'anno per un comune come Seregno).

Da qui l'insistenza di Rifondazione Comunista relativamente al recupero dell'evasione fiscale anche a partire dal nostro comune.

Giuseppina Minotti (Candidata sindaco di Seregno)
Seregno, 2 marzo 2005