Interpellanza a risposta scritta avente per oggetto:

Privacy: telesorveglianza o controllo sociale? Con quale rispetto per la legge?

Egr. Signor Sindaco,

riporto il presente articolo tratto da Infonodo.org del 22 febbraio:

Avevamo già affrontato in passato il tema della videosorveglianza, conseguenza del crescente “allarme sicurezza” che alimenta la spirale del controllo capillare e invasivo nella città panottica. denunciando la trasformazione di un territorio in cui strade, piazze, vicoli, palazzi e giardini si stanno riempiendo di occhi elettronici che scrutano e immagazzinano immagini 24 ore su 24.

Eppure, in diversi luoghi dove si è già da tempo sperimentato un uso massiccio della videosorveglianza, i risultati non sono stati finora all'altezza delle aspettative, vuoi per l'esiguo numero di casi risolti con l'ausilio delle immagini raccolte, vuoi per l'alto costo di installazione dei dispositivi.

A Seregno intere zone sono state “coperte” di telecamere, soprattutto nella zona del centro storico. Se a queste videocamere aggiungiamo quelle dei privati (siano essi comuni cittadini o banche, esercizi commerciali ecc...) è praticamente impossibile camminare per strada senza essere seguiti dallo sguardo di uno di questi sorveglianti elettronici.

E' superfluo dire quanto sia delicata la materia in questione, così quanto sia sbagliato considerare questa forma di controllo una minaccia riservata solo a chi abbia qualcosa da nascondere, tipico errore di chi non considera il problema del controllo nella sua completezza (segreto del voto e dei dati medico-clinici, ad esempio).

Ad ogni modo l'installazione di questi dispositivi è regolata da norme ben precise, elencate dal Garante per la tutela della privacy (http://www.garanteprivacy.it/garante/navig/jsp/index.jsp). L'orientamento della normativa è chiaro ed è quello di limitare l'uso delle videocamere alle sole situazioni di comprovata necessità. Ovvero, niente videocamere se non ci sono fondati motivi di ritenere necessaria una qualche forma di controllo. Così devono essere regolamentati anche i posizionamenti dei dispositivi davanti e sui posti di lavoro, cimiteri, luoghi di culto ecc...

Fondamentale è che nel momento in cui si raccolgono informazioni ci sia l'obbligo di avvertire, chiaramente e in modo continuativo (il garante esclude persino la pubblicazione su manifesti cittadini perché considerato estemporaneo) il soggetto interessato che è sottoposto ad una azione di videosorveglianza, Il garante distribuisce il FAC SIMILE che dovrebbe apparire in bella mostra in prossimità delle videocamere, e questo perché ognuno, informato, potrebbe chiedere conto dei dati che lo riguardano, verificando le procedure di stoccaggio e di accesso ai dati sensibili.

Il Comune di Seregno è in uno stato di evidente illegalità per il fatto che nella quasi totalità dei casi la loro presenza non è neppure segnalata ai cittadini.

Ne abbiamo censite alcune, e non abbiamo mai notato la segnaletica obbligatoria per un loro corretto utilizzo.

Mappa degli impianti di videosorveglianza a Seregno

Mappa degli impianti di videosorveglianza a Seregno.

Photo by Infonodoinfo

Inoltre ci sono non poche perplessità sulle modalità di archiviazione e accesso alle immagini raccolte. Lo sa chi di dovere che dovrebbero essere “distrutte” entro 24 ore? Eppure a noi risulta che a distanza di mesi sia stato possibile ottenere il permesso di visionare alcune immagini raccolte dalla videocamere di sorveglianza e conservate per un periodo di tempo assai più lungo rispetto a quello consentito come dimostra il protocollo del comune nel quale abbiamo rinvenuto una regolare richiesta da parte dell'amministrazione per un esame delle immagini raccolte all'interno del quartiere Pomirolo fino a tre mesi prima! Un quartiere letteralmente e costantemente sotto il controllo delle videocamere di sorveglianza ma nel quale è stata imposta ad un pub della zona una limitazione dell'orario di servizio costringendolo a vigilare nelle zone limitrofe per prevenire eventuali atti vandalici. Ma allora le videocamere a cosa (o a chi) servono? Non rappresentano solo uno spreco di denaro pubblico se persino un esercente, durante il proprio lavoro, deve trasformarsi in poliziotto per svolgere quella funzione di controllo che spetterebbe proprio alle viedocamere di sorveglianza installate con i soldi dei contribuenti?

Sarebbe opportuno che anche il consiglio comunale si facesse promotore di un'azione di verifica su questa questione, verificando la legittimità delle installazioni e verificando la correttezza dei protocolli utlizzati per la gestione e il trattamento dei dati sensibili.

Viene spontaneo chiedersi il perché di questa forsennata rincorsa al controllo e quale prezzo tocchi pagare alla comunità, sia in termini di riduzione dei propri diritti civili sia per quelli legati ai costi della gestione di questi dispositivi la cui utilità è ancora tutta da dimostrare.

Mi sembra che il contenuto dell'articolo metta in evidenza un problema reale che deve essere adeguatamente affrontato e risolto. Chiedo dunque come l'Amministrazione comunale intende procedere.

Distinti saluti

Giuseppina Minotti
(capogruppo del PRC)
Seregno, 27 febbraio 2007
Consiglio Comunale di Seregno
(prov. Monza e Brianza - Italia)