Panchine o strumenti di tortura?

Egregio signor sindaco,

sabato 11 settembre è comparsa su "Il Cittadino" la lettera di un cittadino che, in modo piuttosto documentato e civile, chiede all'Amministrazione una spiegazione relativamente alla scelta delle 404 panchine che sono state collocate in vari punti di Seregno. ,
Ho atteso una settimana la risposta dell'Amministrazione ma questa non è arrivata. Perciò faccio mia la richiesta del signor Trabattoni. ,
Il signor Trabattoni non contesta il fatto che si sia deciso di collocare queste panchine ed anch'io sono del parere che l'arredo urbano debba essere potenziato e curato. ,
Il punto riguarda la scomodità delle suddette panchine che impediscono la sosta prolungata, come ho potuto personalmente controllare. ,
L'eccessiva distanza tra i listelli e l'inclinazione dello schienale (ben più dei 10 gradi che considerazioni ergonomiche consiglierebbero) fanno supporre modalità di scelta un poco affrettate. ,
Tra l'altro mi sembra che le panchine collocate lungo la ciclabile del Dosso siano di qualità migliore delle altre. ,
A conclusione chiedo:

  • Quando i cittadini rivolgono richieste di spiegazioni all'Amministrazione è o non è il caso di rispondere?
  • È esistito un criterio, non esclusivamente economico, che ha fatto propendere per una scelta piuttosto che per un'altra? In caso affermativo desidererei venirne a conoscenza.
  • ,
    Distinti saluti

    Giuseppina Minotti ,
    (capogruppo del PRC)

    Seregno, 20 settembre 1999