A seguito della decisione dell'Amministrazione di costruire una arena estiva al parco 2 giugno.
Alcune associazioni prendono posizione.

L’arena estiva e il parco della Porada sono compatibili?

Apprendiamo che l'amministrazione comunale di Seregno intende realizzare l’arena estiva nel parco della Porada. Tale scelta sarebbe il risultato ultimo di uno scontro che dura da un paio di anni tra maggioranza e opposizione, che ha visto scartare via via altre ipotesi e che lascia un clima surriscaldato sulla questione. Temiamo che sia difficile, in tale situazione, ragionare serenamente sulla cosa e ottenere un ripensamento, ma è quello che vorremmo fare. Ci piacerebbe anche che l’argomento fosse ripreso da altri e perché no anche dai politici che volessero spiegare il loro punto di vista. Se alla fine prevalessero le ragioni non degli uni contro gli altri, ma della città ne saremmo soddisfatti.

L’arena estiva comporta, secondo il progetto già approvato, la pavimentazione dell’area, varie costruzioni, una recinzione e altre conseguenze che, a nostro avviso, farebbero segnare un passo indietro e, temiamo proprio, irreversibile, nel percorso di creazione del parco della Porada.

lì parco, ha una lunga storia nella sua gestazione e ha rischiato di essere invaso da impianti sportivi e cemento (progetto Zoppini) ancor prima di nascere. Per fortuna non è stato del tutto così ed anzi è stato felicemente inaugurato e aperto al pubblico nella scorsa primavera. Vasti spazi prativi, intervallati da macchie di alberi e campi coltivati si sono salvati, così che si può ruotare lo sguardo a 360 gradi fra solo verde e cielo o quasi. Consigliamo di andare a verificare di persona: ne vale la pena. Certamente non tutto è già perfetto. Muri di cinta e condomini all’orizzonte e fili dell’alta tensione sulla testa infrangono l’idillio. Ciò nonostante si può ben godere l’ambiente a piedi o in bicicletta per i vari sentieri, o sostando sulle numerose panchine e si può sempre sperare che fra qualche anno, crescendo la quinta degli alberi, l’effetto natura sarà più completo. Ci sembra che il parco sia stato promosso, da chi lo ha visto e da chi lo frequenta, e sono in molti, a pieni voti. A noi piacerebbe vedere nei prossimi anni piantumazioni di alberi e arbusti, seppur autoctoni, un po’ più variegati di quelli attuali e tante altre cose. Ma questo è un discorso che riprenderemo in un altro momento. Per i miglioramenti c’è sempre tempo, a meno che non si decida di farne altro...

Siamo preoccupati di questa decisione che a noi appare appunto "un farne altro". Non si tratta di un arricchimento delle attrattive del parco, come potrebbe essere un laghetto piuttosto che un chiosco per piccoli spettacoli, si tratta, a nostro avviso, di un uso improprio dei suoi spazi. Qualcuno potrebbe essere indotto a pensare dal termine "arena estiva", a qualche decina di sedie pieghevoli e di un telone che una volta rimossi lascerebbero il prato intatto. Operazioni del genere se ne fanno anche altrove a Seregno. La cosa non ci entusiasma, ma è accettabile. Non così nel nostro caso.

lì progetto prevede infatti strutture permanenti come segue: strada di accesso, pavimentazione di un area di oltre 1000 m2, costruzione di biglietteria, cabina di proiezione, palco e, dietro al palco, una zona servizi (magazzino, spogliatoi, servizi igienici per complessivi 10 per 19 metri). Il tutto sarebbe racchiuso da una recinzione che presumiamo invalicabile alle persone e allo sguardo. Particolare non trascurabile e indicativo è il costo previsto in 700 milioni. Proviamo a immaginare anche le conseguenze: afflusso di pubblico prevalentemente in auto o moto, essendo la zona distante dal centro e gli spettacoli effettuati dopo il tramonto, volume degli altoparlanti alto, essendo l’arena in uno spazio aperto, specie in caso di concerti. Questi dubbi sono acuiti dalla vicinanza al bar della piscina, che d’estate è aperto fino a tarda ora e intrattiene, ci dicono con successo, un abbondante pubblico con la musica. Ma non vogliamo insistere su questi aspetti. La nostra idea di parco, seppur parco urbano e non naturale, ci fa percepire questa arena estiva come qualcosa di estraneo e che starebbe meglio altrove.

Ma dove, ammesso che l’amministrazione accetti di ridiscutere la propria scelta? Noi pensiamo certamente ad aree più integrate al tessuto urbano. Nel dibattito politico erano emerse altre proposte, che sono state scartate. Perché? Si è detto che queste scomodavano la provincia o la regione, che avrebbero posto dei veti. Chiediamo alle forze politiche, tutte, di fare un passo indietro, nell’interesse della città. Se qualcuno ritiene che gli spettacoli estivi non vadano fatti, lo dica chiaramente, che se ne discuta e che si pronunci la città. Una volta presa questa decisione, la vera decisione, se arena dovrà essere, chiediamo che tutti collaborino a trovare la soluzione migliore.

lì problema è nato dal fatto che non è possibile allestire per i prossimi anni l’arena estiva presso le scuole Umberto, come da moltissimo tempo si fa, visto che questo edificio sarà utilizzato come sede provvisoria degli uffici comunali.

Qualora non emergessero alternative valide proponiamo che si valutino, in via provvisoria, le strutture delle scuole Cadorna, dotate di un cortile ampio, completamente chiuso e che d’estate è inutilizzato. Potrebbero offrire una sistemazione economica, dentro la città e quindi raggiungibile a piedi dal centro e utile ad animarla, ma tale da non dare fastidio alle abitazioni circostanti, né per il rumore (è chiusa) né per i parcheggi.

Una volta costruito il nuovo municipio si potrebbe ritornare all’utilizzo della sede abituale, soluzione ideale perché davvero nel cuore della città e comunque in uno spazio chiuso, già in parte attrezzato e, in vista di una soluzione definitiva ulteriormente attrezzabile, anche per un uso più continuativo e per una gamma più ampia di manifestazioni. Se le scuole Umberto saranno in futuro la sede delle associazioni la sinergia con queste potrà essere perfetta.

 

Associazione Ceredo Che (Giuseppe Di Riso),

LegAmbiente Seregno (Antonello Dell'Orto),

WWF - Gruppo di Seregno (Tommaso Vurchio),

Punto Rosso (Romeo Cerri)

Seregno, 12 dicembre 2000