E' morto Giorgio Gaber, il cantautore nemico delle idee trasformate in conformismo

Un menestrello e le sue parole
Alcune canzoni significative di Giorgio Gaber

Indice:

giorgio gaber

IL CONFORMISTAvai a indice

Io sono
un uomo nuovo
talmente nuovo che è da tempo che non sono neanche più fascista
sono sensibile e altruista
orientalista
ed in passato sono stato
un po' sessantottista
da qualche tempo ambientalista
qualche anno fa nell'euforia mi son sentito
come un po' tutti socialista.

Io sono
un uomo nuovo
per carità, lo dico in senso letterale sono progressista
al tempo stesso liberista
antirazzista
e sono molto buono
sono animalista
non sono più assistenzialista
e ultimamente sono un po' controcorrente
son federalista.

Il conformista
è uno che di solito sta sempre dalla parte giusta,
il conformista ha tutte le risposte belle chiare dentro la sua testa
è un concentrato di opinioni
che tiene sotto il braccio due o tre quotidiani
e quando ha voglia di pensare pensa per sentito dire
forse da buon opportunista
si adegua senza farci caso e vive nel suo paradiso.

Il conformista
è un uomo a tutto tondo che volteggia senza consistenza,
il conformista s'allena a scivolare dentro il mare della maggioranza
è un animale assai comune
si nutre di parole da conversazione
di notte sogna e vengon fuori i sogni di altri sognatori.
il giorno esplode la sua festa
che è stare in pace con il mondo
e farsi largo galleggiando
il conformista
il conformista.

Io sono
un uomo nuovo
e con le donne c'ho un rapporto straordinario sono femminista
son disponibile e ottimista
europeista
non alzo mai la voce
sono un pacifista
ero marxista-leninista
e dopo un po' non so perché mi son trovato
cattocomunista.

Il conformista
non ha capito bene che rimbalza meglio di un pallone,
il conformista aerostato evoluto
che è gonfiato dall'informazione
è il risultato di una specie
che vola a bassa quota sempre in superficie
poi sfiora il mondo con un dito e si sente realizzato.
Vive e questo già gli basta
e devo dire che oramai
somiglia molto a tutti noi
il conformista
il conformista.

Io sono
un uomo nuovo
talmente nuovo che si vede a prima vista sono il nuovo conformista.

DESTRA-SINISTRAvai a indice

(da "E pensare che c'era il pensiero" 1995/96, scritta con Sandro Luporini)

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra
quasi tutte le canzoni son di destra
se annoiano son di sinistra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po' di destra
ma portarle tutte sporche e un po' slacciate
è da scemi più che di sinistra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra
il concerto nello stadio è di sinistra
i prezzi sono un po' di destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

La patata per natura è di sinistra
spappolata nel purè è di destra
la pisciata in compagnia è di sinistra
il cesso è sempre in fondo a destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po' di destra
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
son di merda più che sinistra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è la passione, l'ossessione della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa
dove non si sa.

Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra
quasi sempre l'emicrania è di destra
la colite invece è di sinistra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

La tangente per natura è di destra
col permesso di chi sta a sinistra
non si sa se la fortuna sia di destra
la sfiga è sempre di sinistra

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra
quello un po' degli anni '20, un po' romano
è da stronzi oltre che di destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

L' ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è il continuare ad affermare un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c'è,
se c'è chissà dov'è,
se c'è chissà dov'è,.

Canticchiar con la chitarra è di sinistra
con il karaoke è di destra
i collant sono quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

La risposta delle masse è di sinistra
col destino di spostarsi a destra
son sicuro che il bastardo è di sinistra
il figlio di puttana è a destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po' più di destra
ma un figone resta sempre un'attrazione
che va bene per sinistra e destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!

SE FOSSI DIOvai a indice

(1980)

Voi mi direte perché è così parziale il mio personalissimo Giudizio universale?

Perché non suonano le mie trombe per gli attentati, i rapimenti, i giovani drogati e per le bombe?

Perché non è comparsa ancora l'altra faccia della medaglia.

Io come Dio, non è che non ne ho voglia, io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili, ma come uomo come sono e fui ho parlato di noi, comuni mortali, quegli altri non li capisco, mi spavento, non mi sembrano uguali.

Di loro posso dire solamente che dalle masse sono riusciti ad ottenere lo stupido pietismo per il carabiniere, di loro posso dire solamente che mi hanno tolto il gusto di essere incazzato personalmente.

Io come uomo posso dire solo ciò che sento, cioè solo l'immagine del grande smarrimento.

Però se fossi Dio sarei anche invulnerabile e perfetto, allora non avrei paura affatto, così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria, che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia!

Ecco la differenza che c'è tra noi e gli innominabili: di noi posso parlare perché so chi siamo e forse facciamo più schifo che spavento, ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide c'è solo lo sgomento.

Ma io se fossi Dio, non mi farei fregare da questo sgomento e nei confronti dei politicanti sarei severo come all'inizio, perché a Dio i martiri non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.

E se al mio Dio che ancora si accalora, gli fa rabbia chi spara, gli fa anche rabbia il fatto che un politico qualunque se gli ha sparato un brigatista, diventa l'unico statista.

Io se fossi Dio, quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio, c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana è il responsabile maggiore di vent'anni di cancrena italiana.

Io se fossi Dio, un Dio incosciente enormemente saggio, avrei anche il coraggio di andare dritto in galera, ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora quella faccia che era!

Ma in fondo tutto questo è stupido perché logicamente io se fossi Dio, la Terra la vedrei piuttosto da lontano e forse non ce la farei ad accalorarmi in questo scontro quotidiano.

Io se fossi Dio, non mi interesserei di odio o di vendetta e neanche di perdono
perché la lontananza è l'unica vendetta è l'unico perdono!

E allora va a finire che se fossi Dio,
io mi ritirerei in campagna come ho fatto io....

LE NOSTRE SERATEvai a indice

(Ricordi, 1963, scritta con Umberto Simonetta)

Molti mi dicono
sei fortunato
tu che hai trovato
un lavoro sicuro
bello, tranquillo
interessante
e che ti rende
decentemente.

Io penso alle nostre serate
stupide e vuote.

Ti passo a prendere
cosa facciamo
che film vediamo
no, l'ho già visto
tutto previsto.

Molti mi dicono
non hai diritto
di lamentarti
ti puoi permettere
qualche parentesi
qualche evasione
tu che hai un lavoro
di soddisfazione.

Io penso alle nostre serate
stupide e vuote.

Vuoi bere qualcosa
grazie ho già preso
un caffé su in casa
che cosa vuoi
niente, ti annoi?

Molti mi dicono
ma cosa cerchi
cosa pretendi
non fare il nevrotico
hai una ragazza
che ti vuol bene
ti lascia libero
non ti fa scene.

Io penso alle nostre serate
stupide e vuote.

Le nove e un quarto
due passi al centro
destinazione
al solito bar
televisione.

Io penso alle nostre serate
stupide e vuote.

LO SHAMPOOvai a indice

da("Dialogo tra un impegnato e un non so" 1972, scritta con Sandro Luporini

Una brutta giornata
chiuso in casa a pensare
una vita sprecata
non c'è niente da fare
non c'è via di scampo
quasi quasi mi faccio uno shampoo.

Uno shampoo?

Una strana giornata
non si muove una foglia
ho la testa ovattata
non ho neanche una voglia
non c'è via di scampo
sì, devo farmi per forza uno shampoo.

Uno shampoo? Sì, uno shampoo.

Scende l'acqua, scroscia l'acqua
calda, fredda, calda... giusta!

Shampoo rosso, giallo, quale marca mi va meglio?

Questa!

Schiuma, soffice, morbida, bianca, lieve, lieve,
sembra panna, sembra neve...

La schiuma è una cosa buona, come la mamma, che ti
accarezza la testa quando sei triste e stanco, una mamma enorme, una mamma in bianco!

Sciacquo, sciacquo, sciacquo...

Seconda passata.

Son convinto che sia meglio quello giallo senza canfora.

I migliori son più cari perché sono antiforfora.

Schiuma, soffice, morbida, bianca, lieve, lieve,
sembra panna, sembra neve.

La schiuma è una cosa pura, come il latte, purifica di dentro
la schiuma è una cosa sacra, che purifica la persona meschina, abbattuta, oppressa, è una cosa sacra: come la santa messa!

Sciacquo, sciacquo, sciacquo...

Fffffff... fon!

E ALLORA DAIvai a indice

(Rifi 1967)

Questa è una canzone di protesta che non protesta contro nessuno, anzi, siamo tutti d'accordo.

Tu m'insegni che un amico
non si deve mai tradire
«Un amico è un tesoro»
te l'ho già sentito dire.

Ed ognuno l'ha provato
quando solo si è trovato
la parola di un amico
ti può dar quel che non hai.

E allora dai, e allora dai
le cose giuste tu le sai
E allora dai, e allora dai
dimmi perché tu non le fai.

«Il denaro non è tutto»
è una frase che si dice
nella vita c'è ben altro
che può renderti felice.

E lo dicon tutti spesso
ricchi e poveri è lo stesso
il denaro non guarisce
e non da felicità.

E allora dai, e allora dai
le cose giuste tu le sai.

E allora dai, e allora dai
dimmi perché tu non le fai.

Ogni uomo è uguale a un altro
quando viene dalle stelle
non importa la sua lingua
o il colore della pelle.

Lo diceva anche il Vangelo
già duemila anni fa
finalmente siam d'accordo
questa sì che è civiltà.

E allora dai, e allora dai
le cose giuste tu le sai.

E allora dai, e allora dai
dimmi perché tu non le fai.

Tu m'insegni che la guerra
oggi non si può più fare
che le bombe di cannone
sono cose da evitare.

Lo si scrive sui giornali
siamo tutti solidali
che la pace in tutto il mondo
salverà l'umanità.

E allora dai, e allora dai
le cose giuste tu le sai.

E allora dai, e allora dai
dimmi perché tu non le fai.

ELEZIONIvai a indice

Generalmente mi ricordo
una domenica di sole,
una mattina molto bella,
un'aria già primaverile
in cui ti senti più pulito
anche la strada è più pulita
senza schiamazzi e senza suoni,
chissà perché non piove mai
quando ci sono le elezioni.

Una curiosa sensazione
che rassomiglia un po' a un esame
di cui non senti la paura
ma una leggera eccitazione,
e poi le gente per la strada
li vedi tutti più educati
sembrano anche un po' più buoni
ed è più bella anche la scuola
quando ci sono le elezioni.

Persino nei carabinieri
c'è un'aria più rassicurante
ma mi ci vuole un certo sforzo
per presentarmi con coraggio
c'è un gran silenzio nel mio seggio,
un senso d'ordine e di pulizia.
Democrazia.

Mi danno in mano un paio di schede
e una bellissima matita
lunga, sottile, marroncina,
perfettamente temperata
e vado verso la cabina
volutamente disinvolto
per non tradire le emozioni
e faccio un segno sul mio segno
come son giuste le elezioni.

E' proprio vero che fa bene
un po' di partecipazione,
con cura piego le due schede
e guardo ancora la matita
così perfetta è temperata
io quasi quasi mela porto via.
Democrazia.

QUALCUNO ERA COMUNISTAvai a indice

(Scritta con Sandro Luporini)

Uh? No, non è vero, io non ho niente da rimproverarmi. Voglio dire non mi sembra di aver fatto delle cose gravi.
La mia vita? Una vita normale. Non ho mai rubato, neanche in casa da piccolo, non ho ammazzato nessuno figuriamoci, qualche atto impuro ma è normale no?
Lavoro, la famiglia, pago le tasse. Non mi sembra di avere delle colpe, non vado neanche a caccia.
Uh? Ah, voi parlavate di prima. Ah ma prima, ma prima mi sono comportato come tutti.
Come mi vestivo? Mi vestivo, mi vestivo come ora… beh non proprio come ora, un po' più… sì jeans, maglione, l'eskimo. Perché, non va bene? Era comodo.
Cosa cantavo? Questa poi, volete sapere cosa contavo. Ma sì certo, anche canzoni popolari, sì…"Ciao bella ciao". Devo parlar più forte? Sì, "Ciao, bella, ciao" l'ho cantata d'accordo e anche l'Internazionale, però in coro eh, in coro.
Sì, quello sì, lo ammetto, sì, ci sono andato, sì, li ho visto anch'io gli Inti Illimani, però non ho pianto.
Come? Se in camera ho delle foto? Che discorsi, certo, le foto dei miei genitori, mia moglie, mia…
Manifesti? Non mi pare. Forse uno, piccolo però, piccolino: "Che Ghevara". Ma che cos'è un processo questo qui?
No, no, no, io quello no, il pugno non l'ho mai fatto, il pugno no, mai. Beh insomma una volta ma… un pugnettino rapido proprio…
Come? Se ero comunista? Eh. Mi piacciono le domande dirette. Volete sapere se ero comunista? No, no finalmente perché adesso non ne parla più nessuno, tutti fanno finta di niente e invece è giusto chiarirle queste cose, una volta per tutte, ohhh.
Se ero comunista? Mah? In che senso? No voglio dire…
qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà… la mamma no.
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il "Paradiso Terrestre".
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto un'educazione troppo cattolica.
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche… lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perché: "La storia è dalla nostra parte!".
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano ma lontano.
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.
Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l'operaio.
Qualcuno era comunista perché voleva l'aumento di stipendio.
Qualcuno era comunista perché la borghesia - il proletariato - la lotta di classe. Facile no?
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopo domani sicuramente…
Qualcuno era comunista perché: "Viva Marx, viva Lenin, viva Mao Tse-Tung".
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era comunista perché guardava sempre RAI TRE.
Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto.
Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il "materialismo dialettico" per il "Vangelo secondo Lenin".
Qualcuno era comunista perché era convinto d'avere dietro di sé la classe operaia.
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
Qualcuno era comunista perché c'era il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista nonostante ci fosse il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista perché non c'era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo il peggiore Partito Socialista d'Europa.
Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi solo l'Uganda.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant'anni di governi viscidi e ruffiani.
Qualcuno era comunista perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l'Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera.
Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno credeva di essere comunista e forse era qualcos'altro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall'altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani "ipotetici".
E ora? Anche ora ci si sente come in due, da una parte l'uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall'altra il gabbiano, senza più neanche l'intenzione del volo, perché ormai il sogno si era rattrappito.
Due miserie in un corpo solo

FAR FINTA DI ESSERE SANIvai a indice

Vivere, non riesco a vivere,
ma la mente mi autorizza a credere
che una storia mia, positiva o no,
è qualcosa che sta dentro la realtà.

Nel dubbio mi compro una moto,
telaio e manubrio cromato,
con tanti pistoni, bottoni e accessori più strani:
far finta di essere sani,

far finta di essere insieme a una donna normale,
che riesce anche ad esser fedele,
comprando sottane, collane e creme per mani,
far finta di essere sani,
far finta di essere...

liberi, sentirsi liberi
forse per un attimo è possibile
ma che senso ha, se è cosciente in me
la misura della mia inutilità.

Per ora rimando il suicidio
e faccio un gruppo di studio,
le masse, la lotta di classe, i testi gramsciani,
far finta di essere sani,

far finta di essere un uomo con tanta energia
che va a realizzarsi in India o in Turchia,
il suo salvataggio è un viaggio in luoghi lontani,
far finta di essere sani,
far finta di essere...

Vanno, tutte le coppie vanno,
vanno la mano nella mano,
vanno, anche le cose vanno,
vanno, migliorano piano piano:
le fabbriche, gli ospedali,
le autostrade, gli asili comunali,
e vedo bambini cantare,
in fila li portano al mare,
non sanno se ridere o piangere e batton le mani,
far finta di essere sani,
far finta di essere sani,
far finta di essere sani.

È SABATOvai a indice

È sabato, è sabato,
le nove e mezzo di sera, niente di anormale,
ceniamo agli stessi posti eppure c'è qualcosa,
si sente prova a guardarla, c'è un'aria strana,
non facciamo l'amore da una settimana.

È sabato,è sabato,
domani niente lavoro, forse andiamo al mare,
le slaccio la cintura e resto un po' a guardare
la linea armoniosa del collo, la curva delle anche
che per me sono cose risapute e stanche.

Ma è nell'aria,
non so da che cosa ma si sente, è nell'aria,
si vede dai gesti, dai silenzi, è nell'aria.
In fondo è così naturale,
un piccolo sforzo iniziale
poi tutto, tutto va da sé,
tutto va da sé,
senza fatica, senza fatica.

Le mani si muovono, accarezzano i fianchi,
le bocche si avvicinano poi si staccano ancora,
i corpi si sfiorano poi si allontanano,
di scatto si riallacciano poi si comprimono,
il respiro è più forte, incalzante,
più affannoso, morboso, ansimante,
parole sconnesse, frenetiche,
senza pudore, è l'amore,
è l'amore, è l'amore.

È sabato, è sabato,
sdraiati nudi sul letto in asciugamano,
adesso c'è un gran silenzio, un senso d'abbandono,
un letto che cigola piano, si avverte il suo rumore,
nella stanza di sotto stan facendo l'amore.

Più forte,
spaventoso come un treno, si sente più forte,
poi gridi, soffocati mugolii, sempre più forte,
lamenti, respiri affannosi,
signori così rispettosi,
come fanno? Non ce li vedo,
non ce li vedo proprio,
come conigli, come maiali.

Mi alzo, vado in bagno, le mani appiccicose,
rumore di acqua che scorre, la pancia appiccicosa,
dall'appartamento di sopra, dall'appartamento di sotto
rumori di gente che si lava,
rumori di cessi e di sciacquoni,
bellissimo un amore tutti insieme,
l'amore collettivo,
ma sì domani è festa,
i letti che si muovono,
sì, sciacquoni, sciacquoni,
forza cessi è sabato, è sabato, è sabato.

UN'IDEAvai a indice

Un'idea, un concetto, un'idea,
finché resta un' idea, è soltanto un'astrazione,
se potessi mangiare un'idea
avrei fatto la mia rivoluzione.
In Virginia il signor Brown
era l'uomo più antirazzista,
un giorno sua figlia sposò
un uomo di colore,
lui disse: "Bene!",
ma non era di buonumore.

Ad una conferenza
di donne femministe
si parlava di prender coscienza
e di liberazione:
tutte cose giuste
per un'altra generazione.

Un'idea, un concetto, un'idea,
finché resta un' idea, è soltanto un'astrazione,
se potessi mangiare un'idea
avrei fatto la mia rivoluzione.

Su un libro di psicologia
ho imparato a educare mio figlio:
se cresce libero il bimbo
è molto più contento;
l'ho lasciato fare…
m'è venuto l'esaurimento!

Il mio amico voleva impostare
la famiglia in un modo nuovo
e disse alla moglie:
"Se vuoi mi puoi anche tradire.";
lei lo tradì…
lui non riusciva più a dormire

Un'idea, un concetto, un'idea,
finché resta un' idea, è soltanto un'astrazione,
se potessi mangiare un'idea
avrei fatto la mia rivoluzione.

Aveva tante idee,
era un uomo d'avanguardia,
si vestiva di nuova cultura,
cambiava ogni momento,
ma quand'era nudo
era un uomo dell'Ottocento.

Ho voluto andare
ad una manifestazione:
i compagni, la lotta di classe,
tante cose belle
che ho nella testa
ma non ancora nella pelle.

Un'idea, un concetto, un'idea,
finché resta un' idea, è soltanto un'astrazione,
se potessi mangiare un'idea
avrei fatto la mia rivoluzione,
la mia rivoluzione,
la mia rivoluzione...

LA LIBERTA'vai a indice

(da "Dialogo tra un impegnato e un non so", 1972, scritta con Sandro Luporini)

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.
Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un'avventura,
sempre libero e vitale, fa l'amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un'opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Coro: La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l'uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l'entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un'invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Coro: La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

I BORGHESIvai a indice

Quand'ero piccolo non stavo mica bene,
ero anche magrolino, avevo qualche allucinazione
e quando andavo a cena, nel tinello con il tavolo di noce
ci sedevamo tutti e facevamo il segno della croce.

PARLATO: Dopo un po' che li guardavo mi si trasformavano:
i gesti preparati, ripetuti, sempre gli stessi,
degli attori, attori consumati
che dicono la battuta e ascoltano l'effetto.
Ed io, io ero lì come una comparsa,
vivevo la commedia,
anzi no, la farsa,
e chissà perché durante questa allucinazione mi veniva sempre in mente una stranissima canzone:
I borghesi son tutti dei porci,
più sono grassi più sono lerci,
più son lerci e più c'hanno i milioni,
i borghesi son tutti…

Quand'ero piccolo non stavo mica bene,
ero anche molto magro, avevo sempre qualche allucinazione,
e quando andavo a scuola mi ricordo di quel vecchio professore,
bravissima persona che parlava in latino ore e ore.

PARLATO: Dopo un po' che lo guardavo, anche lui,
mi si trasformava,
la bocca si chiudeva stretta, lo sguardo si bloccava,
il colore scompariva, fermo, immobile, bianco,
di pietra, sì, tutto di pietra,
e io vedevo già il suo busto davanti a un'aiuola con su scritto:
"Professor Malipiero – una vita per la scuola",
e chissà perché anche durante questa allucinazione mi ritornava sempre in mente una stranissima canzone:

I borghesi son tutti dei porci,
più sono grassi più sono lerci,
più son lerci e più c'hanno i milioni,
i borghesi son tutti…

Adesso che son grande ringrazio il Signore,
mi è passato ogni disturbo senza bisogno neanche del dottore,
non sono più ammalato, non capisco cosa mi abbia fatto bene,
sono anche un po' ingrassato, non ho più avuto neanche un'allucinazione.

PARLATO: Mio figlio, mio figlio mi preoccupa un po',
è così magro,
e poi ha sempre delle strane allucinazioni,
ogni tanto viene lì, mi guarda e canta,
canta una canzone stranissima che io non ho mai sentito:
I borghesi son tutti dei porci, …un deficiente,
più sono grassi più sono lerci, sì,
più son lerci e più c'hanno i milioni,
i borghesi son tutti… mah!

LA STRANA FAMIGLIAvai a indice

Vi presento la mia famiglia
non si trucca, non si imbroglia
è la più disgraziata d'Italia,
anche se soffriamo molto
noi facciamo un buon ascolto
siamo quelli con l'audience più alto.

I miei genitori due vecchi intronati
per mezz'ora si sono insultati
a "C'eravamo tanto amati",
dalla vergogna lo zio Evaristo
si era nascosto, povero Cristo,
lo han già segnalato a "Chi l'ha visto?".

Il Ginetto dell'Idroscalo
quando la moglie lo manda a "fanculo"
piange in diretta con Sandra Milo,
per non parlare di mio fratello
che gli han rotto l'osso del collo
ora fa il morto a "Telefono giallo".

Come ti chiami, da dove chiami,
ci son per tutti tanti premi,
pronto, pronto, pronto tanti gettoni, tanti milioni,
pronto, pronto, pronto con Berlusconi o con la RAI.

E giù in Aspromonte c'ho dei parenti,
li ho rivisti belli contenti
nello "Speciale rapimenti",
mentre a Roma c'è lo zio Renzo
che è analfabeta ma ha scritto un romanzo
è sempre lì da Maurizio Costanzo.

E la fortuna di nonna Piera
che ha ucciso l'amante con la lupara
ha preso vent'anni in "Un giorno in pretura";
mio zio che ha perso la capra in montagna
che era da anni la sua compagna
ha fatto piangere anche Castagna.

Come ti chiami, da dove chiami,
ci son per tutti tanti premi,
pronto, pronto, pronto tanti gettoni, tanti milioni,
pronto, pronto, pronto con Berlusconi o con la RAI.

E poi chi c'è? Ah già, la Tamara
un mignottone di Viale Zara
che ha dato lezioni a Giuliano Ferrara,
e alla fine c'è nonno Renato
che c'ha l'AIDS da quando è nato
ha avuto un trionfo da Mino D'Amato.

Vi ho presentato la mia famiglia
non si trucca non si imbroglia
è la piu` disgraziata d'Italia.
Il bel paese sorridente
dove si specula allegramente
sulle disgrazie della gente.

Come ti chiami, da dove chiami,
stiam diventando tutti scemi,
pronto, pronto, pronto stiam diventando tutti coglioni,
pronto, pronto, pronto con Berlusconi o con la RAI.

L'AMERICAvai a indice

(Gaber 1996-1997, scritto con Sandro Luporini

A noi ci hanno insegnato tutti gli americani. Se non c'erano gli americani a quest'ora noi eravamo... europei: vecchi, pesanti, sempre pensierosi, con gli abiti grigi e i taxi ancora neri.

Non c'è popolo che sia pieno di spunti nuovi come gli americani. E generosi, e buoni, e giusti.

Non c'è popolo più giusto degli americani. Anche se sono costretti a fare una guerra, per cause di forza maggiore, s'intende, non la fanno mica perché conviene a loro. No! E' perché ci sono dei posti dove non c'è ancora né giustizia né libertà. E loro... Eccola lì... Pum! Te la portano. Sono portatori, gli americani. Sono portatori sani di democrazia nel senso che a loro non gli fa male, però te l'attaccano.

L'America è un arsenale di democrazia. E quello che mi ha sempre colpito degli americani è questo gran desiderio, questo gran bisogno di esportare, divulgare il loro modo di vivere, la loro cultura... no, no la cultura... le innovazioni, i fatti di costume... ecco, sono portatori sani di cose nuove.

Alla fine della Seconda guerra mondiale sono arrivati qui e hanno portato jeep, scatolette, jeans, cultura... no, non la cultura... movimenti dinoccolati, allegria, progresso, cultura... no, non la cultura... la Coca-Cola, il benessere, la tecnologia, lo sviluppo...

E di colpo l'Europa, la vecchia, cara Europa, con i suoi lampioncini fiochi, i suoi silenzi, i suoi fiumi, le sue tradizioni, i violini, i valzer... Di colpo... Splash! Luci, neon, e vita, e colori poi i ponti, autostrade, grattacieli, aerei... Chewing-gum.

Non c'è popolo più stupido degli americani.

La cultura non li ha mai intaccati. Volutamente. Sì, perché hanno ragione di diffidare della nostra cultura vecchia, elaborata: Leonardo, Shakespeare, Voltaire, Hegel, Schopenauer. Ma no, più semplicità, più immediatezza, loro creano così... come andare al cesso.

L'America è un paese di giovanotti. Gli americani sono gli unici al mondo che a Disneyland non si sentono idioti neanche per un attimo. No, io non ce l'ho mica con l'America. E no, anzi, mi piace. Ce l'ho con gli americanisti di tutto il mondo. L'America, si sa, è stato un errore di navigazione. Mica ci volevamo andare, ci siamo cascati. Ecco cos'è l'America. E' uno scivolo, una buca, un'enorme buca con il risucchio: Ssscchhvvvrrumm! No, un momento, mica ci son cascati tutti subito. All'inizio c'era anche il vento dell'Est, che, come dice la parola, tirava un po' di là. Sì, l'Unione Sovietica, con le sue promesse, il suo senso di giustizia, di uguaglianza, l'Internazionale socialista, la sua cultura... la cultura... no, la cultura... anche lì, lasciamo perdere.

E l'Italia, con le sue macerie, ma già con le sue prime luci al neon... Vvvv!... oscillava, oscillava: «Meglio di qui... no, meglio di là...». Chi faceva il tifo per l'uno, chi per l'altro... Insomma, si discuteva, ci si dibatteva tra due culture... Ma no! Quali culture. Tra due superpotenze atomiche.

Poi, a un certo punto, di colpo, all'improvviso, senza preavviso, senza che nemmeno un colonnello dell'Aviazione ce lo dicesse, il vento dell'Est smette. E da quel momento: Ssscchhvvvrrumm! Tutti in buca.

Ma come? Non eravamo diversi? Non si oscillava? Non ci si dibatteva?

Macché, più niente. Tra un imbucato e l'altro non si riconosce più nessuno. Eh sì, quelli di destra, maledizione, mi diventano sempre più democratici. Quelli di sinistra sempre più liberali, e... Ssscchhvvvrrumm! Quelli di centro... no, quelli di centro niente da dire: son sempre stati bucaioli, loro. Ma dagli altri, non me l'aspettavo.

E ora tutti a dire: «Che bella la buca, che bella la buca, non c'è niente di più democratico della buca... a me piace la buca di Reagan... no, io sono per quella di Clinton, kennedyano... Eh già, perché c'è buca e buca... Viva la buca!».

Ed eccoci qui, anche noi liberi, liberali, liberisti, siamo per???????????????????????

ristici e per il liberalesimo, siamo liberaloidi, libertari, libertini, libertinotti. Liberi tutti!

No, a me l'America non mi fa niente bene. Troppa libertà. Non c'è niente che appiattisca l'individuo come quella libertà lì.

Il pensiero, appiattisce. Perché per il resto crea squilibri paurosi.

Eh sì, l'America è fiera della sua enorme e meravigliosa statua della libertà ma non ha mai sentito la mancanza, non si sa per distrazione o per calcolo, di una piccola, modesta statuetta dell'uguaglianza.

NON INSEGNATE AI BAMBINIvai a indice

Questa è l'ultima canzone di Giorgio Gaber che ha chiuso i funerali del cantautore nell'abbazia di Chiaravalle a Milano.

«Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.
Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.
Giro giro tondo cambia il mondo.
Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l'unica cosa sicura è tenerli lontano dalla nostra cultura.
Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di un'antica speranza.
Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore il resto è niente.
Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo».

Romeo Cerri
Seregno, 3 gennaio 2003