Cresce la criminalità organizzata in Brianza

NON VEDO, NON SENTO, NON PARLO.

La mafia in Brianza? Non esiste. Questa per decenni è stata la convinzione di molti e, talvolta, la spudorata affermazione di qualche persona di primo piano nel panorama politico ed istituzionale locale. Le inchieste della magistratura, della Commissione parlamentare antimafia, le storie di speculazione edilizia e finanziaria che hanno attraversato il nostro territorio, alcune serie inchieste giornalistiche ci hanno restituito una diversa immagine, più realistica, della Brianza. Diverse sono state le operazioni contro la criminalità organizzata ("Nord-Sud", "Scilla", ecc.) insediatasi a nord di Milano e che hanno coinvolto diversi personaggi che, in diverse città e paesi brianzoli (Desio, Cesano Maderno, Ceriano Laghetto) hanno costruito una fitta rete di attività criminali, dal narcotraffico al riciclaggio del denaro sporco, dall'usura alle speculazioni edilizie.

Mentre in troppi perseverano nel lanciare gridi d'allarme per la cosiddetta microcriminalità o nel lanciare accuse contro gli extracomunitari, le mafie continuano a costruire il loro impero nella regione più ricca d'Europa, a infittire la rete e a trovare insospettabili complici (politici ed imprenditori locali, grandi finanziatori). La politica, laddove non è omertosa o, addirittura complice, ha delegato tutto alle forze di polizia e alla magistratura.

Ci accorgiamo che noi, i brianzoli, non siamo tanto diversi dai meridionali: anche per noi vale il Non vedo, non sento, non parlo.

Senza coperture, agganci, omertà la criminalità non sarebbe cresciuta così tanto. Se non è stato possibile debellarla dal suo nascere, è almeno possibile cercare di porre degli ostacoli sulla sua strada. Il primo è quello di creare una coscienza e conoscenza del fenomeno, il secondo è quello di sviluppare una cultura di difesa dalla fitta rete della criminalità organizzata, sviluppando, viceversa, il senso di appartenenza alla propria comunità e modificando, in positivo, i rapporti sociali ed economici che caratterizzano il nostro territorio. Una strategia di prevenzione è tanto possibile quanto necessaria. Occorre tessere un rapporto tra politica, istituzioni e cittadini, per rafforzare e diffondere una nuova cultura.

Noi vogliamo provarci! Con un'iniziativa pubblica, il 27 ottobre intendiamo avviare un percorso di conoscenza del fenomeno mafioso in Brianza e costruire, con chi -associazioni, forze politiche, cittadini - è disposto a farlo, un osservatorio sulla mafia e sulla questione morale.

VEDO, SENTO, PARLO!
daniele cassanmagnago
Monza, 18 settembre 2000
Articolo tratto dal numero 0, ottobre 2000, di "Brianza Punto Com", periodico del PRC Brianza