Servizi Pubblici
Federalismo + Privatizzazioni
i paradossi di un provvedimento legislativo che va profondamente modificato, comunque osteggiato nella sua pratica attuazione a livello locale.

Nell'attuale, forzato e strumentale dibattito sul federalismo e sul ruolo degli enti locali, il primo e grande paradosso sta nel fatto che alla richiesta di maggiori poteri da parte delle istituzioni locali fa riscontro lo svuotamento delle loro funzioni.
Ciò vale in particolare con l'istituzione che meglio dovrebbe rappresentare gli interessi delle proprie comunità, cioè i comuni.
Ciò sta avvenendo in particolare e non a caso nel campo di maggiore rilevanza sociale, come quello dei servizi ai cittadini.
Ci riferiamo in particolare al Dl 4014, o anche detto "Vigneri" dalla sotto segretaria che lo ha presentato nella sua attuale veste, licenziato dal Senato prima delle ferie ed attualmente alla Camera.
Decreto legge che, ampiamente trattato nel convegno sui servizi di pubblica utilità che la federazione ha svolto il 26 febbraio scorso presso l'aula consigliare a Seregno, interviene sui servizi a rilevanza imprenditoriale, ( acqua; gas; energia; rifiuti; trasporti).
La portata dei provvedimenti in esso contenuti è tale che se dovessero essere definitivamente approvati e non ci fosse una resistenza da parte delle istituzioni locali, comuni in primo luogo, ne muterebbe profondamente il loro ruolo di soddisfazione delle necessità delle popolazioni rappresentate.
Ruolo che la stessa costituzione sancisce e ad essi riconosciuto fin dal 1903 quando il governo liberale di allora glielo affidò, a fronte di una provata fallimentare e corrotta gestione privata.
Si tratta infatti di un provvedimento animato dall'aspirazione di promuovere, nel campo dei servizi pubblici, un'estesa privatizzazione, reclamata in primo luogo da Confindustria che dichiara come:….." tali servizi rappresentano aree di affari in crescita accelerata, sia per l'evoluzione della tecnologia, sia per la dinamica della domanda"…."con il miglioramento del tono congiunturale deve essere colta l'opportunità di accelerare la loro riforma a partire dal vincolo che oggi impedisce agli enti locali di scendere sotto il 51% del capitale delle aziende da privatizzare".
Una volontà e disponibilità ben presente fra le forze del Centro Sinistra, sulla base di discutibili assunti di efficienza, di regolazione e di superarne l'invasività statale!
Altro paradosso! Si parla di necessità di maggiore efficienza e quindi di concorrenza, ma si vuole togliere di mezzo, senza prima misurarsi, imprese pubbliche che erogano in modo efficiente servizi, (cosa che i privati non hanno voluto o non hanno saputo fare per lo scarso o troppo lungo ritorno economico degli investimenti necessari per un efficiente servizio a costi "sociali") e sono parte determinante dello sviluppo territoriale, da quasi un secolo, come quelle brianzole e lombarde.
E' quindi necessario riaprire il dibattito nelle nostre assemblee elettive, con le organizzazioni sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori delle nostre aziende pubbliche e con i cittadini per far crescere la pressione contro l'ispirazione privatistica di tale provvedimento, demistificandone il suo carattere ideologico ma anche rivendicando la necessità di un miglioramento dei servizi pubblici erogati determinando a livello territoriale anche le necessarie sinergie fra aziende.
Danilo Aluvisetti
responsabile regionale dipartimento sviluppo e lavoro del PRC lombardo.
Monza, 18 settembre 2000
Articolo tratto dal numero 0, ottobre 2000, di "Brianza Punto Com", periodico del PRC Brianza