Le lavoratrici e i lavoratori della Zanussi si sono trovati a fare i conti con
un attacco senza precedenti ai propri diritti...
Molti di noi hanno seguito lo sviluppo della vicenda legata al rinnovo
contrattuale del gruppo Zanussi dalle pagine di Liberazione. Chi non ha
potuto, o voluto, leggere Liberazione si sarà accorto che i media nazionali
hanno dato grande risalto alla vicenda. Un risalto dai toni catastrofici.
Quella che a noi è sembrata una grande vittoria, per i più è stata dipinta
a tinte scure come un duro Stop allo sviluppo del paese. E' utile ripercorrere
i passaggi più significativi per meglio comprendere la portata
dell'avvenimento e i suoi perché.
Il marchio Zanussi è parte del gruppo svedese Electrolux, leader mondiale
nella produzione di elettrodomestici. Electrolux è stato uno dei pionieri in
Italia del sistema partecipativo, già sperimentato in Svezia, introdotto qui
con accordi sindacali che hanno istituito commissioni paritetiche (Padroni +
Sindacati) per la gestione dei problemi in fabbrica e nel gruppo. Oltre alle
commissioni è stata introdotta la pratica, già consolidata nel gruppo, delle
aste fra i vari siti produttivi del mondo Electrolux per l'assegnazione delle
commesse al massimo ribasso. Chi è in grado di produrre un certo prodotto con
il minor costo si accaparra la commessa, sia esso in Polonia, in Italia o in
Svezia.
Questo sistema di rapporti sindacali ha permesso di ottenere risultati di
bilancio in continua crescita attraverso l'aumento della produttività
individuale, dei ritmi di lavoro, della riduzione dei costi, e senza che
questo producesse un aumento del conflitto e delle rivendicazioni addormentate
dalla pratica concertativa. Così, anno dopo anno, accordo dopo accordo, si è
giunti all'attuale rinnovo del contratto integrativo. Come da copione dopo
alcuni mesi di trattativa si giunge ad un a bozza di accordo tra le parti che
prevede sostanziali modifiche dell' accordo esistente. Qui di seguito riassumo
brevemente i punti più controversi:
- 1) JOB ON CALL (lavoro a chiamata):
contratto che prevede 500 ore l'anno retribuite e le restanti in
aspettativa non retribuita nella attesa di una comunicazione della Zanussi
che ti intima di rientrare.
- 2) Aumento della produttività del 15% in
tre anni, senza investimenti da parte dell'azienda.
- 3) Introduzione di alcuni premi legati a
produttività ed efficienza.
La bozza di accordo viene sottoposta al voto nel coordinamento degli eletti
nelle RSU Zanussi e viene approvato con 101 voti a favore e 60 contrari. Gran
parte dei voti contrari vengono dai delegati FIOM-CGIL, cosicché la FIOM si
schiera per il NO all'accordo invitando i lavoratori ad esprimersi di
conseguenza nel referendum convocato per i giorni 18 e 19 luglio. Anche il
nostro Partito decide di sostenere i lavoratori nella loro lotta organizzando
iniziative fuori dalle fabbriche Zanussi.
Il 18 si aprono i seggi e subito l'affluenza è massiccia, al termine
risultano aver partecipato al voto oltre 86% dei lavoratori. Partecipazione
straordinaria così come i risultati: SI 33% NO 67%. Ancora più decisi i
risultati di Solaro, i NO raggiungono il 79%. Diffusi i risultati hanno inizio
le polemiche.
Alte cariche aziendali sbraitano accusando la FIOM e tutti i coloro hanno
espresso parere contrario di essere eversivi. CISL e UIL bacchettati dai
lavoratori rimangono ammutoliti.
Ora si riparte da zero.
I DATI
Il gruppo Electrolux-Zanussi è il primo produttore italiano di
elettrodomestici cosiddetti "bianchi", lavatrici, lavastoviglie,
asciugatrici, frigoriferi, congelatori, cucine e forni, presente sul mercato
dal 1916.
Le fabbriche del gruppo sono distribuite in cinque regioni: Lombardia, Friuli,
Veneto, Emilia-Romagna e Toscana per un totale di 13416 lavoratori impiegati.
Nella fabbrica di Solaro (MI) lavorano attualmente 1089 persone.
Oltre che in Italia il gruppo Electrolux è il leader del mercato mondiale con
quote di tutto rispetto in tutti e 5 i continenti: 50% in Europa, 40% in Nord
America, 10% nel resto del mondo. Bilanci in netta crescita, negli ultimi tre
anni registrano margini di guadagno in progressivo aumento.
IL CASO ZANUSSI:
CONSIDERAZIONI
Le lavoratrici e i lavoratori della Zanussi si sono trovati a fare i conti con
un attacco senza precedenti ai propri diritti.
Richieste come il JOB ON CALL, o l'ulteriore aumento dei ritmi di lavoro, si
sono scontrate con le condizioni reali già al limite della sopportazione e
che hanno spinto le lavoratrici e i lavoratori a respingere quest'accordo. Un
accordo pericoloso non solo per i diretti interessati ma per tutto il mondo
del lavoro. Una volta incrinata la diga dello statuto dei lavoratori si
sarebbe rischiato il crollo. Chi non ha compreso questo è stato travolto dai
risultati schiaccianti del referendum. Quando il mondo del lavoro è messo in
condizione di esprimersi vince. Ha vinto il referendum sui licenziamenti
proposto da Pannella e ha vinto alla Zanussi. Ora certo la partita è ancora
aperta, riprenderà la trattativa tra le parti nel rispetto della volontà
espressa, in altre parole, niente JOB ON CALL e niente aumento di
produttività senza investimenti.
(Arrivederci alla prossima puntata.)
Articolo tratto dal numero 0, ottobre 2000, di "Brianza Punto Com",
periodico del PRC Brianza