ZANUSSI NON SOLO ELETTRODOMESTICI

Le lavoratrici e i lavoratori della Zanussi si sono trovati a fare i conti con un attacco senza precedenti ai propri diritti...

...MA HANNO RESISTITO E VINTO!

Molti di noi hanno seguito lo sviluppo della vicenda legata al rinnovo contrattuale del gruppo Zanussi dalle pagine di Liberazione. Chi non ha potuto, o voluto, leggere Liberazione si sarà accorto che i media nazionali hanno dato grande risalto alla vicenda. Un risalto dai toni catastrofici. Quella che a noi è sembrata una grande vittoria, per i più è stata dipinta a tinte scure come un duro Stop allo sviluppo del paese. E' utile ripercorrere i passaggi più significativi per meglio comprendere la portata dell'avvenimento e i suoi perché.
Il marchio Zanussi è parte del gruppo svedese Electrolux, leader mondiale nella produzione di elettrodomestici. Electrolux è stato uno dei pionieri in Italia del sistema partecipativo, già sperimentato in Svezia, introdotto qui con accordi sindacali che hanno istituito commissioni paritetiche (Padroni + Sindacati) per la gestione dei problemi in fabbrica e nel gruppo. Oltre alle commissioni è stata introdotta la pratica, già consolidata nel gruppo, delle aste fra i vari siti produttivi del mondo Electrolux per l'assegnazione delle commesse al massimo ribasso. Chi è in grado di produrre un certo prodotto con il minor costo si accaparra la commessa, sia esso in Polonia, in Italia o in Svezia.
Questo sistema di rapporti sindacali ha permesso di ottenere risultati di bilancio in continua crescita attraverso l'aumento della produttività individuale, dei ritmi di lavoro, della riduzione dei costi, e senza che questo producesse un aumento del conflitto e delle rivendicazioni addormentate dalla pratica concertativa. Così, anno dopo anno, accordo dopo accordo, si è giunti all'attuale rinnovo del contratto integrativo. Come da copione dopo alcuni mesi di trattativa si giunge ad un a bozza di accordo tra le parti che prevede sostanziali modifiche dell' accordo esistente. Qui di seguito riassumo brevemente i punti più controversi:
La bozza di accordo viene sottoposta al voto nel coordinamento degli eletti nelle RSU Zanussi e viene approvato con 101 voti a favore e 60 contrari. Gran parte dei voti contrari vengono dai delegati FIOM-CGIL, cosicché la FIOM si schiera per il NO all'accordo invitando i lavoratori ad esprimersi di conseguenza nel referendum convocato per i giorni 18 e 19 luglio. Anche il nostro Partito decide di sostenere i lavoratori nella loro lotta organizzando iniziative fuori dalle fabbriche Zanussi.
Il 18 si aprono i seggi e subito l'affluenza è massiccia, al termine risultano aver partecipato al voto oltre 86% dei lavoratori. Partecipazione straordinaria così come i risultati: SI 33% NO 67%. Ancora più decisi i risultati di Solaro, i NO raggiungono il 79%. Diffusi i risultati hanno inizio le polemiche.
Alte cariche aziendali sbraitano accusando la FIOM e tutti i coloro hanno espresso parere contrario di essere eversivi. CISL e UIL bacchettati dai lavoratori rimangono ammutoliti.
Ora si riparte da zero.


I DATI

Il gruppo Electrolux-Zanussi è il primo produttore italiano di elettrodomestici cosiddetti "bianchi", lavatrici, lavastoviglie, asciugatrici, frigoriferi, congelatori, cucine e forni, presente sul mercato dal 1916.
Le fabbriche del gruppo sono distribuite in cinque regioni: Lombardia, Friuli, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana per un totale di 13416 lavoratori impiegati. Nella fabbrica di Solaro (MI) lavorano attualmente 1089 persone.
Oltre che in Italia il gruppo Electrolux è il leader del mercato mondiale con quote di tutto rispetto in tutti e 5 i continenti: 50% in Europa, 40% in Nord America, 10% nel resto del mondo. Bilanci in netta crescita, negli ultimi tre anni registrano margini di guadagno in progressivo aumento.

IL CASO ZANUSSI: CONSIDERAZIONI

Le lavoratrici e i lavoratori della Zanussi si sono trovati a fare i conti con un attacco senza precedenti ai propri diritti.
Richieste come il JOB ON CALL, o l'ulteriore aumento dei ritmi di lavoro, si sono scontrate con le condizioni reali già al limite della sopportazione e che hanno spinto le lavoratrici e i lavoratori a respingere quest'accordo. Un accordo pericoloso non solo per i diretti interessati ma per tutto il mondo del lavoro. Una volta incrinata la diga dello statuto dei lavoratori si sarebbe rischiato il crollo. Chi non ha compreso questo è stato travolto dai risultati schiaccianti del referendum. Quando il mondo del lavoro è messo in condizione di esprimersi vince. Ha vinto il referendum sui licenziamenti proposto da Pannella e ha vinto alla Zanussi. Ora certo la partita è ancora aperta, riprenderà la trattativa tra le parti nel rispetto della volontà espressa, in altre parole, niente JOB ON CALL e niente aumento di produttività senza investimenti.
(Arrivederci alla prossima puntata.)
Simone Pulici
Solaro, 26 settembre 2000
Articolo tratto dal numero 0, ottobre 2000, di "Brianza Punto Com", periodico del PRC Brianza