La Sinistra Sindacale e il XIV Congresso della CGIL

Con Il 27/ 28 del mese di Giugno 2001 il più grande sindacato italiano avvierà il proprio Congresso. Sarà il XIV , e forse il più complicato . La scelta di non averlo svolto nei giusti tempi di scadenza si scontra oggi con un quadro politico del tutto diverso rispetto agli anni passati . Il Congresso si concluderà nella prima decade del mese di Febbraio 02 . Circa 5 milioni e mezzo di lavoratori e di pensionati si potranno confrontare sulle linee strategiche del movimento di massa più imponente del Paese .

Un congresso che si svolgerà con il governo di destra guidato da un Presidente populista che ha saputo aggregare attorno a sé un vero e proprio blocco sociale , che punta a costruire un nuovo potere e un sistema di interessi . Tutto questo non ci può e non ci deve condizionare , la nostra discussione si deve sviluppare in autonomia , senza perdere di vista la politica e il suo quadro di potere istituzionale .

La CGIL è grande parte della sinistra italiana e non può esimersi dal rapporto dialettico con la sinistra politica . Il punto vero è capire dove sono stati commessi gli errori e quale linea politica si dà il maggiore sindacato italiano .

Il congresso serve anche a questo , senza ipocrisie e guardando con obbiettività i risultati di politica economica e sociale realizzata in questi anni . Il bilancio degli ultimi 5 anni è fallimentare per la gente che noi rappresentiamo .

Occorre andare con ordine nell'esporre le questioni che ci portano a dare un giudizio negativo dei risultati ottenuti dalle politiche contrattuali sin qui realizzate . Tuttavia gli iscritti alla CGIL partendo una comune identità , che va difesa e affermata , devono decidere se la lotta contro l'attacco liberista e conservatore ai diritti dei lavoratori possa avvenire rivendicando la continuità con le impostazioni e la pratica degli anni passati , o se sia necessario Cambiare Rotta .

In questi anni abbiamo visto peggiorare le condizioni sociali e di reddito dei lavoratori , compreso il proprio ruolo nella società .

Nel decennio passato oltre 600.000 mila miliardi di tagli e maggiori entrate hanno indebolito la condizione economica degli italiani , in misura maggiore il costo lo hanno pagato i lavoratori e i pensionati , attraverso l'aumento delle tariffe , la riduzione dei salari , i tagli alle pensioni , l'aumento della vita lavorativa .

Nel contempo le rendite finanziarie ed i profitti sono aumentati , allargando il divario tra i ricchi e chi vive del proprio lavoro.

La stessa dinamica dei diritti ha subito processi di arretramento , il lavoro non è più un valore , aumenta il lavoro nero , il lavoro atipico , quello parasubordinato e precario . Non ci sono certezze per i giovani , e per i lavoratori in generale , le flessibilità sono diventate religione , ideologia dello sfruttamento . In questi anni sono aumentati gli infortuni e i morti sul lavoro , le condizioni di sicurezza sono ridotte perché soggiacciono alle necessità produttive . Quelle che , giustamente , venivano considerate conquiste di civiltà sono state ridotte quando non cancellate , nel nome del libero mercato .

LAVORO SOCIETA' Cambiare Rotta rappresenta in CGIL un pensiero alternativo al liberismo che si è insinuato anche in larghi ambienti della sinistra moderata , noi vogliamo cambiare il corso delle cose , riteniamo che si possa avere un diverso modello di sviluppo economico e sociale . Va recuperato il ruolo pubblico nell'economia , occorre una politica a tutela dell'ambiente , del territorio , della salute e una politica industriale che sappia valorizzare le risorse e impedisca i processi irreversibili di degrado e distruzione .

Siamo fortemente convinti che il divario tra il NORD più ricco e il SUD più povero del mondo deve necessariamente passare dalla scelta di azzerare il debito dei paesi poveri , anche con scelte unilaterali del governo italiano . Il sindacato mondiale deve uscire dalla crisi dell'ultimo decennio rilanciando una grande campagna mondiale sui diritti e sulla redistribuzione della ricchezza . Alla globalizzazione del mercato e della finanza , bisogna rispondere con la globalizzazione delle lotte per i diritti e il salario .

Nel congresso della CGIL vogliamo parlare di tutto questo , lo scontro per lo scontro non ci interessa , tuttavia serve anche cambiare il gruppo dirigente perché possa confrontarsi con la nuova realtà senza subordinazione politica e culturale .

Nicola Nicolosi, segretario CGIL Lombardia
Milano, giugno 2001
Articolo tratto dal numero 1, luglio 2001, di "Brianza Punto Com", periodico del PRC Brianza