D: Professor Bianchini intanto qual è la sua prima analisi di questi folli attacchi?
R: "Ciò che temo di più è l'interpretazione che di questi terribili atti può venir data; e cioè che darebbero ragione alle tesi di uno scontro fra civiltà in atto nel mondo e sui relativi pericoli per l'occidente. Se questo accade, sarebbe disastroso per chi da anni tenta al contrario di smontare questo scenario, sostenendo come cerchiamo di fare noi che i nazionalismi sono prodotti interni a tutte le società, e che perciò ognuno deve fare i conti con i propri".
D: Quali sono i rischi che gli attentati comportano per i Balcani?
R:"Se passa la linea che gli attacchi su New York e Washington
confermano l'ipotesi di Huntington, troverebbero una giustificazione a
posteriori anche le guerre promosse da Tudjman e Milosevic (http://www.unimondo.org/balcani/a
pprofondimenti/app-decennaleindex.html).
In realtà la violenza terrorista ha colpito uomini di tutti i tipi: nelle torri
del World Trade Center c'erano bianchi statunitensi come asiatici o arabi, e
tutti sono stati uccisi.
Si tratta di attacchi all'uomo in quanto tale, non ad una particolare
civiltà. Nel sud est Europa come nel resto del mondo il rischio principale ora
è di un'ulteriore chiusura nei propri nazionalismi, seguendo una volontà di
omogeneizzazione alle spinte più I estremiste della società".
D: Ma c'è il rischio di un ulteriore disimpegno statunitense dallo scenario balcanico?
R: "Credo che quello di una riduzione della presenza USA sul campo I sia il pericolo minore, anche perché nei fatti è un processo già in atto da un po' di tempo. Piuttosto serve un'Europa capace di procedere con le sue gambe, e dotata di strumenti e volontà politica adeguati. Bisogna pensare necessariamente ad un'integrazione di queste aree nello spazio europeo [il professor Bianchini è tra i firmatari dell'Appello "l'Europa oltre i confini" (link: news su Sindaci di Roma e Sarajevo) ndr], ma insieme ad una riforma dei suoi organismi e dei meccanismi decisionali interni per dare "maggiore profondità" alle istituzioni comunitarie".
D: Qual è infine il messaggio che gli attacchi terroristici - e le possibili reazioni statunitensi -possono dare ai governi e alle "guerriglie"
R: "Il messaggio che gli arriva è pericoloso: legittima l'uso della violenza e autorizza a colpire con la forza i propri avversari. Se la reazione americana sarà spropositata, il rischio è di innescare ed alimentare ulteriori nuovi fondamentalismi".
*Stefano Bianchini insegna Storia e Istituzioni dell'Europa Orientale all'Università di Bologna (sede di Forlì) ed è specialista di storia balcanica contemporanea. È direttore del Centro per l'Europa Centro-orientale e Balcanica di Bologna e coordinatore del network internazionale "Europe and the Balkans", costituitosi nel 1993 con la partecipazione di oltre 50 docenti di più di 20 paesi dell'Europa, della Russia e degli Stati Uniti. Tra i suoi volumi ricordiamo il fondamentale "Sarajevo, le radici dell'odio", Edizioni Associate, 1996.