RIFONDAZIONE COMUNISTA DENUNCIA: UNA PIOGGIA DI MILIARDI DISTRIBUITI CON
CRITERI DEL TUTTO ARBITRARI
"266 miliardi distribuiti a pioggia, senza una strategia e un
indirizzo legato alla riqualificazione professionale e alla lotta alla
disoccupazione, con una ripartizione incoerente ed arbitraria delle risorse
che non tiene in alcun conto né della qualità dell'offerta formativa né
delle necessità territoriali, ma nella gran parte finalizzati solo a
finanziare soggetti privati". Così ha dichiarato Gianni Confalonieri,
capo-gruppo regionale di Rifondazione Comunista, presentando il Dossier del
Prc sulla gestione del Fondo Sociale Europeo da parte della Giunta regionale
per l'anno 2000-2001.
La ricerca, fatta su un'analisi a campione, mette in luce come la Regione
Lombardia abbia adottato criteri decisamente poco chiari e del tutto
discrezionali sia per quanto riguarda la scelta degli operatori, sia per ciò
che concerne la qualità dell'offerta.
In particolare nel dossier emergono diverse anomalie:
- innanzitutto solo una percentuale trascurabile, il 15,9% degli operatori
finanziati risponde ai criteri di qualità europea (certificazione ISO
9001);
- in secondo luogo si nota una preoccupante discrezionalità nella scelta
dei corsi finanziati; si hanno così alcuni corsi uguali a costo uguale, o
addirittura inferiore, che non vengono inseriti nei finanziamenti. Gli
operatori penalizzati in questi casi sono enti di grande prestigio, quali
l'Università Statale di Milano, il Politecnico, il Teatro alla Scala,
gli enti storici di formazione, i consorzi pubblici di F.P. (Formazione
Professionale, ndr), che sicuramente garantiscono qualità e una solidità
strutturale superiore a quella di alcuni degli altri soggetti finanziati;
- Si nota inoltre una elevata frammentazione dell'offerta formativa: il
44,7% dei corsi sono stati assegnati ad operatori che gestiscono un solo
corso, determinando così una distribuzione di finanziamenti a pioggia che
non depone certamente a favore della qualità dell'offerta formativa;
- La ripartizione territoriale risulta del tutto incoerente ed arbitraria.
La Regione ha chiesto alle Province le priorità territoriali, non tenendo
poi in alcun conto di queste. Si hanno così situazioni assolutamente
inspiegabili: senza alcun criterio né di popolazione, né tanto meno di
priorità territoriale, i budget di alcune province diminuiscono di
parecchi miliardi (Bergamo da 14 a 12, Brescia da 16 a 12); la Provincia
di Como su 38 progetti presentati, per un totale di 11 miliardi, se ne
vede accettati solo 5, per un totale di 980 milioni;
- Vi è, infine, un'anomalia di carattere procedurale: anziché operare
attraverso atti della Giunta regionale, si è scelto di operare con
Decreti del Direttore Generale, il quale ha fornito valutazioni e punteggi
con criteri del tutto personali e, quindi, molto dubbi.
Da questo quadro - conclude Gianni Confalonieri - emerge una situazione
molto preoccupante.
E' grave il fatto che il Fondo Sociale Europeo, uno strumento fra i più
importanti che le regioni hanno per lo sviluppo economico e occupazionale, sia
gestito in modo arbitrario, senza una strategia complessiva e senza un
coordinamento con il territorio.
Tutte queste anomalie pongono la necessità di rivedere profondamente le
modalità e le finalità dell'erogazione degli FSE e più in generale della
Formazione professionale in Lombardia, questo per non trasformare una
straordinaria opportunità formativa in un business solo per privati, magari
amici."
Ufficio Stampa del Gruppo Regionale del PRC