A nome del Prc-Se della Lombardia, esprimo profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie dei soldati caduti nell’attentato di Kabul.
Non possiamo tuttavia nasconderci che questo fatto terribile è la conseguenza di una guerra di aggressione irragionevole che da ben otto anni, oltre a colpire militari e combattenti, porta la morte e la distruzione soprattutto tra i civili: vecchi, donne, bambini.
E’ una guerra cui l’Italia continua a partecipare sotto le false insegne della missione di pace, senza un mandato dell’Onu, e in aperta violazione dell’articolo 11 della Carta Costituzionale.
Da chi questa guerra l’ha voluta e la sostiene, ora si leveranno le solite parole di retorica per coprire le responsabilità dei governanti, fino al prossimo, tragico evento bellico.
Occorre invece che questo lutto apra gli occhi degli italiani e delle istituzioni democratiche su quanto sta avvenendo in Afghanistan. Ipocrita parlare di esportazione della democrazia e di missioni umanitarie in punta di baionetta.
Bisogna dire basta alla guerra, ritirare le armi italiane e avviare una politica di pace.
E’ quanto Rifondazione comunista chiede fin dall’inizio, e continuerà a chiedere insieme al movimento pacifista, con iniziative diffuse in tutta Italia e in tutta la Lombardia.