Gli USA e l'Inghilterra hanno iniziato a bombardare
l'Afghanistan.
Hanno iniziato a bombardare Kabul e Kandahar.
Hanno anche sganciato qualche pacchetto alimentare nella regione.
In questo articolo ci sono alcune delle più diffuse argomentazioni a sostegno
della guerra, e una replica.
Perchè la guerra non è una soluzione
1. Dobbiamo fare qualcosa per combattere la minaccia
immediata.
Nel suo discorso del 7 ottobre, il segretario alla difesa Rumsfeld disse che
non c'è modo per proteggersi da ogni concepibile o inconcepibile attacco
terroristico. E quanto a questo aveva ragione. Poi continuò dicendo che
l'unica soluzione era attaccare i terroristi e distruggerli, di portare a casa
loro la battaglia. E quanto a questo aveva torto. Ritornerò su questo punto
più tardi. La minaccia immediata di altri attentati terroristici può essere
fronteggiata soltanto aumentando le misure di sicurezza. Isolando le cabine di
pilotaggio degli aerei, facendo controlli più accurati, e così via... Un
attacco generalizzato all'Afghanistan non contrasta la minaccia immediata ai
cittadini americani, non aumenta nemmeno la loro sicurezza, e lede
direttamente la sicurezza dei civili afgani. Se i civili afgani hanno lo
stesso valore dei cittadini americani, allora questa guerra non può
continuare. Se le uniche due alternative disponibili fossero di processare in
contumacia l'organizzazione al-Qaeda, emettere mandati di cattura e decidere
di dare la massima priorità all'arresto dei terroristi, e poi aspettare
un'opportunità percorrendo al contempo le strade della diplomazia, oppure di
sferrarre un attacco che ucciderebbe molte altre persone innocenti, quale
sarebbe la sola scelta eticamente sostenibile? Ma queste non sono le uniche
due alternative. La proposta di Monbiot (in Rimedio Indiretto) è di sganciare
molto più cibo che bombe, o piuttosto, soltanto cibo e niente bombe. E
dimostra in modo convincente che questo provocherebbe, assai rapidamente,
proprio quel tipo di cambiamenti che il governo USA sostiene di voler vedere
in Afghanistan.
2. Ci vuole un deterrente per impedire ulteriori
attacchi.
La validità di questa argomentazione dipende dal fatto che i terroristi si
facciano dissuadere da eventuali minacce contro di loro o contro la gente che
opprimono. Ma gli attentati dell'11 settembre sono stati attentati suicidi, e
questo dimostra che la minaccia di morte non è un deterrente per i
responsabili di questi atti. Vi sono ampie prove del fatto che attacchi
violenti e assassinii pianificati contro organizzazioni terroristiche non
trattengono gli attentatori suicidi. Israele ha portato avanti per decenni una
guerra contro i Palestinesi nei territori occupati. Parte integrante di questa
guerra è stato l'assassinio mirato di leader del dissenso palestinese
ritenuti responsabili degli attacchi terroristici. Questo non ha impedito che
in Israele gli attentati suicidi si susseguano regolarmente. Un modo
ragionevole di affrontare il problema sarebbe: portare davanti alla giustizia
i colpevoli di questi crimini, e al contempo rimuovere i motivi di
risentimento e rancore in coloro che altrimenti potrebbero diventare le nuove
reclute dei terroristi. Secondo le parole di Tariq Ali, "L'unica vera
soluzione è quella politica. E' necessario rimuovere le cause dello
scontento. E' la disperazione che alimenta il fanatismo, e la disperazione è
il risultato della politica di Washington in Medio Oriente e nel mondo."
(E' necessaria una soluzione politica, non militare)
3 Gli attacchi sono chirurgici, accurati, non
colpiranno i civili -- e stiamo portando al contempo aiuti umanitari.
I civili sono al sicuro. Consideriamo innanzitutto la questione alimentare. Il
numero di razioni sganciate durante il primo giorno secondo la CNN è stato di
37500. Una razione corrisponde a tre pasti, vale a dire al fabbisogno
giornaliero di una persona. Ci sono tra i 3 e i 7 milioni di persone che
rischiano di morire di fame. Quindi per attenuare il rischio, il numero di
sganci dovrebbe aumentare di cento volte. Bush ha promesso di impiegare 324
milioni di dollari in aiuti umanitari all'Afghanistan. Ciascuna razione costa
4,25 dollari. Assumiamo che ci siano soltanto 3 milioni di afgani che stanno
per morire di fame, che ogni razione raggiungerà una di queste persone e che
ogni dollaro di quei 324 milioni venga speso in razioni (e non per aerei,
combustibile, personale, medicine, o altro). In questa ipotesi generosa ci
sarà abbastanza cibo per dar da mangiare a queste persone per 25 giorni. La
realtà probabilmente è assai peggiore -- dato che molti stanno fuggendo dai
bombardamenti e non semineranno il grano invernale per esempio. Ma perfino in
questo scenario i soldi non bastano per superare l'inverno. Un confronto: 40
miliardi di dollari sono stati stanziati per finanziare gli sforzi bellici, e
un singolo bombardiere B-2 costa 2,1 miliardi di dollari. A proposito della
natura chirurgica dell'attacco, è importante osservare come non ci sia alcun
modo per verificarla. L'unica copertura televisiva avuta finora è una
schermata verde-sfocato della CNN, e note governative strettamente
controllate. Il governo ha dichiarato apertamente che non darà dettagli sulle
proprie operazioni, e così è improbabile che verremo a sapere il vero
impatto della guerra sulla popolazione civile. Se possiamo trarre qualche
indicazione dalle guerre passate e più specificamente della storia delle
operazioni militari degli USA e del Regno Unito, allora la guerra avrà un
impatto devastante sui civili.
4. L'ONU non è degna di fiducia, non è democratica ed
è anti-americana.
Seguire le leggi internazionali e lasciare che l'ONU prenda il controllo
sarebbe un disastro. Utilizzare gli adeguati mezzi legali internazionali
avrebbe forse esiti più ingiusti e meno funzionali alla sicurezza che non
scatenare una guerra? Sembra poco probabile. Considerate il confronto con il
Nicaragua, fatto a più riprese da Noam Chomsky (Chomsky: Intervista a Radio
B92, Chomsky: Interviste in Europa, Parlando con Chomsky): "Dobbiamo
ricordare che ci sono effettivamente dei precedenti in tal senso. Il più
ovvio, perché suffragato da una sentenza della Corte Internazionale e da una
risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, le massime autorità.
Vent'anni fa gli Stati Uniti scatenarono una guerra contro il Nicaragua. Fu
una guerra terribile. Decine di migliaia di persone morirono. Il paese fu
praticamente distrutto. Il Nicaragua non rispose facendo esplodere delle bome
a Washington. Portarono la questione davanti alla Corte Internazionale, la
Corte diede loro ragione e ordinò agli Stati Uniti di fermare il loro
"uso illegittimo della forza" (che significa terrorismo
internazionale) e pagare un considerevole indennizzo. Ebbene, gli Stati Uniti
risposero rigettando il giudizio della Corte con disprezzo e intensificando
immediatamente l'attacco. A quel punto il Nicaragua si rivolse al Consiglio di
Sicurezza dell'ONU che votò una risoluzione nella quale richiamava tutti gli
stati a osservare la legge internazionale. Non indicarono nessuno
esplicitamente, ma tutti sapevano che intendevano gli Stati Uniti. Allora gli
Stati Uniti vi posero il veto. Il Nicaragua andò all'Assemblea Generale delle
Nazioni Unite che per due anni di seguito approvò una risoluzione simile, con
l'opposizione solo degli Stati Uniti e di Israele. Pure El Salvador, un anno.
Ma naturalmente, gli Stati Uniti sono una nazione molto potente. Se si
oppongono alla legge, non possono essere perseguiti." In questo caso
però, il mondo intero sarebbe dalla parte degli Stati Uniti e nessuno
agirebbe in modo da impedire l'uso di tutti i mezzi messi a disposizione dalle
leggi internazionali per assicurare i colpevoli alla giustizia.
5. Il governo talebano è spaventoso e la loro
sostituzione con l'Alleanza del Nord sarebbe un passo avanti.
La prima parte è sicuramente vera, ma la seconda è controversa. Citando
Robert Fisk (Chi sono i nostri alleati?), l'Alleanza del Nord comprende uomini
che "si aprirono la strada attraverso i sobborghi di Kabul negli anni '90
saccheggiando e violentando. Scelsero bambine per matrimoni forzati,
ammazzarono le loro famiglie" ... "E, se la domanda è lecita,
quanti bin Laden prestano servizio tra la nostra nuovi e volonterosa
fanteria?" Se la fine di questa guerra infinita vedrà l'Alleanza del
Nord al potere dopo un lungo bombardamento e molti raid dei commando e
l'assassinio dei principali leader talebani, il popolo afgano, o meglio,
quella parte che sopravvivrà tutto questo, non ci ringrazierà.
Di nuovo, quale sarebbe una soluzione migliore per
l'Afghanistan?
Vijay Prashad fa alcune proposte (La storia si ripete). "Quali sono le
alternative? I Mujahiddin, soprattutto la cricca di Hikmityar, hanno ammazzato
gran parte dell'intelligentsia durante il loro regno del terrore negli anni
'90, il che ha causato la fuga e l'esilio di un numero impressionante di
Afgani ragionevoli, molti dei quali si rifugiarono a Nuova Delhi (e non hanno
alcuna intenzione di ritornare in un posto che ha causato i peggiori incubi
alle loro famiglie). Le organizzazioni dei profughi, come RAWA (Revolutionary
Association of the Women of Afghanistan), l'Associazione delle Donne Afgane e
altre organizzazioni popolari sono al lavoro da anni per ridare inizio a una
dinamica progressista tra i profughi afgani, riuscendo anche ad arrivare
all'interno di questo paese assediato. Questi gruppi non prenderanno parte a
quel tipo di affari capitalistici e corrotti che già stanno prendendo forma
nei sobborghi di Roma e in Uzbekistan: è ora per una moratoria sullo
sfruttamento dell'Afghanistan, i profitti derivanti dalla progettata condotta
per il gas naturale dovranno andare nella ricostruzione delle basi produttive
e delle istituzioni democratiche di questo paese piuttosto che finire nelle
tasche di Unocal o Bridas [compagnie petrolifere statunitensi, ndt]. Questo è
ciò per cui lottiamo, contro la guerra degli USA e i loro nuovi, e al
contempo vecchi, alleati, ma a sostegno di queste organizzazioni popolari che
si oppongono ai Talebani dall'interno delle contraddizioni della vita afgana,
sia dall'esilio che a casa. E' ora di affrontare le contraddizioni."
Justin Podur
Roma, 15 ottobre 2001