Dopo l'articolo su "Il Cortiere della Sera" del 29 settembre 2001
Una risposta a Oriana Fallaci

Oriana Fallaci ha perso un'ottima occasione, l'ultima, per tacere.
Ferruccio De Bortoli si é giocata la dignità propria e della più importante testata italiana.
Non é possibile, in modo coerente e comprensibile, rispondere "agli sputi" messi insieme incoerentemente dalla Fallaci. Nell'orgia xenofoba e razzista (usiamo questo termine consapevoli che l'argomento religioso é solo un alibi per coloro che non hanno il coraggio, neanche la Fallaci, delle proprie idee) scatenatasi dopo l'11 settembre mancava la "firma autorevole" di qualcuno che fosse anche "gradito" ai progressisti che oggi dopo l'articolo della Fallaci "s'indignano, ma...".
Sarebbe troppo semplice snocciolare gli errori fattuali contenuti nello scritto pubblicato dal Corriere della Sera.
Alcuni esempi in breve sintesi: la tanto osannata democrazia statunitense si regge sullo sterminio di circa dieci milioni di nativi, sulla tratta di decine di milioni di esseri umani dall'Africa, sullo sterminio di milioni di latinoamericani, la grande potenza economica statunitense e occidentale si regge sullo strangolamento di milioni di esseri umani nella stragrande maggioranza dei paesi del pianeta.
Ancora, il così vituperato mondo arabo e musulmano accolse la maggioranza degli ebrei scacciati nel 1492 dalla cattolica Spagna.

Ciò che é inaccettabile nel modo più assoluto é la pretesa della Fallaci di parlare dall'alto della sua esperienza di cronista.
Peccato che da questa esperienza non abbia tratto alcuna conclusione e lezione. Lo sa la Fallaci che il popolo palestinese é stato per lunghi decenni il popolo più laico del Medioriente, il più colto, il più scolarizzato? Invece di sparare giudizi dovrebbe chiedersi perché la sponda religiosa sia diventata anche politica.
Quando nel 1972 Arafat era in Libano, la Fallaci dimentica, che il concetto stesso di "martire del Jihad" non esisteva.
Né in Libano, né in Giordania, né Palestina e neanche in Algeria dove la guerra civile scatenata dal Fis ha causato 200.000 morti, tutti algerini!

Le cose raccontate dalla Fallaci sull'Iran di Khomeini rispondono sicuramente a verità, peccato che ella dimentichi che non era così scontato che la dittatura di Rezha Palhavi fosse travolta da Khomeini, le dinamiche precedenti, a partire dal tentativo di Mossadeq del 1953, furono tutte spezzate dalla repressione interna con l'aiuto determinante dell'occidente.

Si chiede la "grande" firma perché in questo anno di rivolta in Palestina gli attentati suicidi sono ripresi solo dopo alcuni mesi dopo il 28 settembre 2000, dopo oltre settecento morti, decine di migliaia di feriti, case abbattute e bombardate a centinaia e dopo che la leadership palestinese é stata presa di mira da atti di terrorismo internazionale? Ovviamente non si chiede alcunché una persona come la Fallaci che ha solo risposte.

Risposte sbagliate a domande sbagliate.

L'odio contro i migranti che oggi premono sui nostri confini (a questo proposito diamo alla Fallaci una notizia: i gommoni su cui giungono in Puglia gli albanesi, i kurdi e tanti altri sono costruiti da un'azienda italiana con sede in Brindisi!) non nasce oggi, oggi é sconfortante il clima che si sta consolidando.
Bossi e Fini non potevano trovare un'alleata migliore.
I leghisti che hanno cosparso con piscio di maiale le moschee in Lombardia, Borghezio che li vuole impallinare con proiettili di gomma, chi li vuole cannoneggiare in Adriatico non potevano sperare di meglio. Chissà se la Fallaci ha festeggiato il venerdì santo del 1997 quando oltre cento albanesi annegarono al largo di Brindisi speronati da una nave militare italiana, la cosa non ci scandalizzerebbe, solo ci fa pena. Le scene di coloro, fossero palestinesi a Gaza o prigionieri del Serraino Vulpitta, che hanno festeggiato l'11 settembre ci intristiscono e profondamente ci preoccupano per il buon motivo che chiunque abbia compiuto le stragi di New York e Washington rende un pessimo servizio ai popoli, e sono tanti, che lottano per la propria emancipazione e liberazione. Dopo l'11 settembre, é stato detto, il mondo é cambiato.
Ma é vero? O é solo che dopo la diretta Cnn abbiamo capito che non siamo al sicuro? Sicuramente la sete di vendetta sarà soddisfatta.
Ma le cause vere che hanno prodotto gli atti terroristici negli Usa rimarranno intatte. Infine ci resta la speranza che gli statunitensi non sono tutti come li descrive la Fallaci.
Le manifestazioni contro la rappresaglia indiscriminata ci dicono che evidentemente ciò che é iniziato a Seattle nel 1999 é proseguito a Porto Alegre ed é passato per Genova nel luglio scorso ha insinuato negli statunitensi la voglia di sognare e costruire un mondo libero da chi semina l'odio per farlo raccogliere agli altri. Le vittime delle Torri gemelle, in gran parte lavoratori e lavoratrici, tutte senza colpa hanno pagato il prezzo più alto.
Le vittime degli aerei dirottati sono state vittime di un "sistema di sicurezza", quello del FBI, in grado di identificare il 12 settembre 19 dirottatori, evidentemente li conosceva anche il 10 settembre.

La Fallaci chiude il suo articolo dicendo che in molti le augureranno di morire presto.
Noi, al contrario, le auguriamo di sconfiggere il cancro e di vivere il più a lungo possibile perché possa vedere con i suoi occhi i risultati dell'impresa cui lei, rinunciando anche alla pietà, si é prestata.

Cinzia Nachira
Milano, 1 ottobre 2001
da "Bandiera Rossa"