Oriana Fallaci ha perso un'ottima occasione, l'ultima, per tacere.
Ferruccio De Bortoli si é giocata la dignità propria e della più importante
testata italiana.
Non é possibile, in modo coerente e comprensibile, rispondere "agli
sputi" messi insieme incoerentemente dalla Fallaci. Nell'orgia xenofoba e
razzista (usiamo questo termine consapevoli che l'argomento religioso é solo
un alibi per coloro che non hanno il coraggio, neanche la Fallaci, delle
proprie idee) scatenatasi dopo l'11 settembre mancava la "firma
autorevole" di qualcuno che fosse anche "gradito" ai
progressisti che oggi dopo l'articolo della Fallaci "s'indignano,
ma...".
Sarebbe troppo semplice snocciolare gli errori fattuali contenuti nello
scritto pubblicato dal Corriere della Sera.
Alcuni esempi in breve sintesi: la tanto osannata democrazia statunitense si
regge sullo sterminio di circa dieci milioni di nativi, sulla tratta di decine
di milioni di esseri umani dall'Africa, sullo sterminio di milioni di
latinoamericani, la grande potenza economica statunitense e occidentale si
regge sullo strangolamento di milioni di esseri umani nella stragrande
maggioranza dei paesi del pianeta.
Ancora, il così vituperato mondo arabo e musulmano accolse la maggioranza
degli ebrei scacciati nel 1492 dalla cattolica Spagna.
Ciò che é inaccettabile nel modo più assoluto é la pretesa della
Fallaci di parlare dall'alto della sua esperienza di cronista.
Peccato che da questa esperienza non abbia tratto alcuna conclusione e
lezione. Lo sa la Fallaci che il popolo palestinese é stato per lunghi
decenni il popolo più laico del Medioriente, il più colto, il più
scolarizzato? Invece di sparare giudizi dovrebbe chiedersi perché la sponda
religiosa sia diventata anche politica.
Quando nel 1972 Arafat era in Libano, la Fallaci dimentica, che il concetto
stesso di "martire del Jihad" non esisteva.
Né in Libano, né in Giordania, né Palestina e neanche in Algeria dove la
guerra civile scatenata dal Fis ha causato 200.000 morti, tutti algerini!
Le cose raccontate dalla Fallaci sull'Iran di Khomeini rispondono sicuramente a verità, peccato che ella dimentichi che non era così scontato che la dittatura di Rezha Palhavi fosse travolta da Khomeini, le dinamiche precedenti, a partire dal tentativo di Mossadeq del 1953, furono tutte spezzate dalla repressione interna con l'aiuto determinante dell'occidente.
Si chiede la "grande" firma perché in questo anno di rivolta in Palestina gli attentati suicidi sono ripresi solo dopo alcuni mesi dopo il 28 settembre 2000, dopo oltre settecento morti, decine di migliaia di feriti, case abbattute e bombardate a centinaia e dopo che la leadership palestinese é stata presa di mira da atti di terrorismo internazionale? Ovviamente non si chiede alcunché una persona come la Fallaci che ha solo risposte.
Risposte sbagliate a domande sbagliate.
L'odio contro i migranti che oggi premono sui nostri confini (a questo
proposito diamo alla Fallaci una notizia: i gommoni su cui giungono in Puglia
gli albanesi, i kurdi e tanti altri sono costruiti da un'azienda italiana con
sede in Brindisi!) non nasce oggi, oggi é sconfortante il clima che si sta
consolidando.
Bossi e Fini non potevano trovare un'alleata migliore.
I leghisti che hanno cosparso con piscio di maiale le moschee in Lombardia,
Borghezio che li vuole impallinare con proiettili di gomma, chi li vuole
cannoneggiare in Adriatico non potevano sperare di meglio. Chissà se la
Fallaci ha festeggiato il venerdì santo del 1997 quando oltre cento albanesi
annegarono al largo di Brindisi speronati da una nave militare italiana, la
cosa non ci scandalizzerebbe, solo ci fa pena. Le scene di coloro, fossero
palestinesi a Gaza o prigionieri del Serraino Vulpitta, che hanno festeggiato
l'11 settembre ci intristiscono e profondamente ci preoccupano per il buon
motivo che chiunque abbia compiuto le stragi di New York e Washington rende un
pessimo servizio ai popoli, e sono tanti, che lottano per la propria
emancipazione e liberazione. Dopo l'11 settembre, é stato detto, il mondo é
cambiato.
Ma é vero? O é solo che dopo la diretta Cnn abbiamo capito che non siamo al
sicuro? Sicuramente la sete di vendetta sarà soddisfatta.
Ma le cause vere che hanno prodotto gli atti terroristici negli Usa rimarranno
intatte. Infine ci resta la speranza che gli statunitensi non sono tutti come
li descrive la Fallaci.
Le manifestazioni contro la rappresaglia indiscriminata ci dicono che
evidentemente ciò che é iniziato a Seattle nel 1999 é proseguito a Porto
Alegre ed é passato per Genova nel luglio scorso ha insinuato negli
statunitensi la voglia di sognare e costruire un mondo libero da chi semina
l'odio per farlo raccogliere agli altri. Le vittime delle Torri gemelle, in
gran parte lavoratori e lavoratrici, tutte senza colpa hanno pagato il prezzo
più alto.
Le vittime degli aerei dirottati sono state vittime di un "sistema di
sicurezza", quello del FBI, in grado di identificare il 12 settembre 19
dirottatori, evidentemente li conosceva anche il 10 settembre.
La Fallaci chiude il suo articolo dicendo che in molti le augureranno di
morire presto.
Noi, al contrario, le auguriamo di sconfiggere il cancro e di vivere il più a
lungo possibile perché possa vedere con i suoi occhi i risultati dell'impresa
cui lei, rinunciando anche alla pietà, si é prestata.