Sono numerose le prese di posizione dei Consigli Comunali Brianzoli in
merito alla situazione internazionale venutasi a creare a seguito degli
attentati di New York e Washington.
Laddove sono presenti consiglieri di Rifondazione si è fatto il possibile per
orientare le prese di posizione verso prospettive di pace. Un esempio tra i
tanti è l'ordine del giorno presentato al Consiglio Comunale di Seregno.
Dopo il terribile atto terroristico che ha colpito Washington e New York facendo migliaia di vittime tra la popolazione civile constata con preoccupazione l'avvicinarsi inesorabile della guerra.
Ai morti rischiano di aggiungersi altri morti, all'atrocità
altra atrocità come ben testimoniano le dichiarazioni bellicose ("non
rinunceremo all'impiego dell'atomica") dell'esercito più potente del
mondo. Troppo timidi appaiono i "distinguo" degli alleati degli USA,
troppo evidente è ancora una volta l'assenza di una politica estera autonoma
da parte del governo italiano.
Ma non è la guerra che ci libererà dal terrorismo. Non è la Nato che
porterà una nuova pace fra i popoli.
Non è l'odio che ci salverà dall'odio.
Per questo diciamo no al terrorismo e alla guerra. Per questo diciamo no al
conflitto fra religioni e etnie.
Per questo diciamo no alla persecuzione dei diversi, alla
emarginazione dei migranti, alla divisione del mondo fra popoli civili e
popoli incivili.
Diciamo no a tutti i fondamentalismi: quello religioso che in nome di Dio
non esita a massacrare; quello del mercato che incrementa
la disuguaglianze, rende più poveri i poveri del mondo, distrugge
la natura e le sue risorse.
Dalla terribile spirale terrorismo-guerra , nuovo terrorismo- nuova
guerra è possibile uscire.
Dobbiamo continuare a incontrarci e dialogare senza avere paura delle
nostre diversità.
La risoluzione del consiglio di sicurezza dell'ONU ha chiesto con grande
nettezza alle autorità competenti l'estradizione di Bin Laden.
E' evidente la piena adesione delle Nazioni Unite alla lotta contro il
terrorismo. Non si capisce quindi, per quale ragione questa risoluzione venga
usata da più parti come una implicita autorizzazione all'uso della forza.
Un conto è perseguire il terrorismo, un altro è scatenare la guerra.
Proprio contro la guerra, al contrario, si levano ogni giorno voci autorevoli
e responsabili. E anche chi prospetta con cinismo e irresponsabilità la
guerra della Nato trova grandi difficoltà persino nel concepirla ed a
valutarne fino in fondo le conseguenze.
Se davvero all'ONU si riconosce una autorevolezza allora bisogna restituire all'ONU l'intera sovranità della lotta contro il terrorismo. Ma questo richiede fin d'ora la rinuncia da parte della Nato ad ogni iniziativa autonoma.
Dobbiamo dunque chiedere che sia l'Onu e non la Nato a risolvere le controversie del mondo. Dobbiamo batterci insieme contro le terribili disuguaglianze del pianeta per una redistribuzione più equa delle ricchezze. Dobbiamo chiedere che i nostri governi riconoscano i diritti dei popoli, di tutti i popoli, alla propria autonomia, alla propria cultura, al proprio benessere.
Oggi mobilitiamoci insieme per la pace. Contro la barbarie che rischia di avvolgere il mondo.Contro lo sfruttamento degli uomini e dei popoli.
Contro l'odio e l'intolleranza. Perché le donne e gli uomini di tutte le razze, religioni e culture continuino a dialogare, a sperare, a costruire insieme un nuovo mondo.