Caro segretario, le scrivo in merito ai disordini avvenuti a Nizza e Ventimiglia, lo sono comunista da sempre ma dopo quello che ho visto il mio orgoglio di comunista è ferito, lo sono d'accordo con la protesta, ma assolutamente contro le violenze che si sono viste. Cosa c'entrano i negozianti con la protesta? Perché spaccare e incendiare negozi, banche o auto? Non si può difendere questa gente, questa non è protesta è vandalismo da stadio! Non si può nemmeno giustificare con le provocazioni della polizia; se la polizia carica rispondete agli attacchi, ma cosa c'entrano i negozi, cosa c'entrano le banche, cosa c'entrano le auto? Sono propenso a non andare più a votare perché, se l'unico partito che consideravo dalla parte dei cittadini difende questi vandali, non c'è nessuno che mi possa rappresentare.
Caro De Marco, lei mi invia il suo messaggio per posta elettronica lo stesso giorno, anzi pochi minuti dopo che le televisioni di stato e private hanno mandato i loro "servizi" sugli incidenti di Nizza e di Ventimiglia. Spero non abbia a risentirsi se anche da questo piccolo dettaglio, oltre che naturalmente dal tono e dal contenuto della sua lettera, traggo la conclusione che lei, ma purtroppo non è stato il solo, è stata vittima di un'accurata quanto volgare opera di falsificazione della verità condotta dai mass media, in particolare televisivi. Infatti, salvo qualche rara e debole eccezione, immagini e commenti hanno cercato di accreditare la tesi di un summit europeo accerchiato e assalito da bande dl estremisti, di una polizia francese a Nizza e italiana alla frontiera di Ventimiglia aggredite da gruppi dl violenti sconsiderati mentre esercitava il proprio legittimo dovere.
Ebbene: non è andata affatto cosi. In primo luogo dobbiamo sapere distinguere i diversi fatti e luoghi.
A Ventimiglia è accaduto che le autorità francesi hanno impedito con intollerabile arroganza, contro ogni diritto e regole Internazionali, al treno italiano di varcare la frontiera. inutili sono state le discussioni con le autorità condotte sul posto da diversi parlamentari europei e italiani, come del tutto inascoltati sono stati gli interventi condotti nella stessa sede del Parlamento italiano nei confronti dei ministri degli Esteri e degli interni.
Dopo un'intera nottata d'attesa i giovani presenti sul treno hanno deciso dì organizzare una manifestazione per le strade dì Ventimiglia, anche ai fine di portare la loro protesta davanti al Consolato francese. immediatamente la polizia italiana ha impedito fisicamente lo svolgimento del corteo e ha caricato con violenza i giovani, che hanno opposto semplicemente la resistenza passiva delle loro mani nude e dei loro corpi. Diversi sono stati feriti, e non metaforicamente fra cui il coordinatore nazionale dei Giovani comunisti - provocati dalle cariche di polizia e carabinieri. Personalmente, durante quella convulsa mattinata, sono stato raggiunto da una telefonata di una cittadina dl Ventimiglia che ha assistito dalla sua finestra alla scena di una carica della polizia, con lacrimogeni sparati ad altezza uomo, contro gruppi di giovani che cercavano di riunirsi semplicemente per svolgere il corteo. Ma non si tratta di una testimonianza isolata. Poiché non sono state compiute violenze su persone e cose, poiché il rapporto tra i giovani ed i negozianti, come i proprietari di bar e panetterie, e nell'insieme la cittadinanza di Ventimiglia, è stato corretto da ogni punte di vista, poiché il treno è stato regolarmente pagato ed è ritornato intatte alla stazione dì partenza, a differenza di molti giovani feriti e malmenati dalle forze dell'ordine, non si capisce davvero come sì possa accusare questi giovani di "vandalismo da stadio".
Invece vi è stata una precisa responsabilità dei governo francese per aver impedito l'ingresso del treno, per aver sospeso l'efficacia degli stessi accordi di Schengen che prevedono la libera circolazione delle persone senza obbligo di controllo dei documenti di identità alle frontiere. A fronte di questa si è manifestato un atteggiamento supino del governo italiano, cui si è ulteriormente aggiunto il comportamento irresponsabile dei questore di Imperia, del quale, infatti, abbiamo chiesto la rimozione dall'incarico.
Ma non ci limiteremo a sottolineare le responsabilità di un funzionario di polizia, visto che esse sono più in alto.
Per questo presenteremo nei prossimi giorni un ricorso alla Corte di Giustizia europea contro il governo francese e italiano per la loro palese violazione dei diritti, quelli veri, dei cittadini europei.
L'obiettivo dei giovani saliti sul treno, come di tanti altri che con altri mezzi e per altre strade sono invece riusciti a pervenire a Nizza, era dei tutto chiaro, noto e pacifico. Era quello di far conoscere alle massime autorità europee obiettivi e richieste diversi, per qualità e finalità, da quelli contenuti nella Carta dei diritti, poi ratificata a Nizza nei giro di pochi minuti, nei disinteresse generale dei governanti e dei mass media, attratti solo dai problema dei braccio dl ferro fra I diversi stati europei su quanto dovessero contare effettivamente i loro voti. Non si è trattato dunque di uno scontro tra propugnatori idealisti dell'Europa e vandali retrogradi anti europeisti, ma tra una pura e spietata logica di potere e una volontà di partecipazione nel nome di un'Europa dei popoli e non dei mercati e dei mercanti.
Per questa ragione l'obiettivo dei manifestanti condiviso dalle molteplici organizzazioni che avevano indetto la mobilitazione, era semplicemente quello di circondare, mano nella mano, il palazzo entro il quale si svolgeva la riunione. La decisione della polizia francese, attuata con brutalità e con ogni mezzo, di impedire ogni avvicinamento dei manifestanti, nonché la circolazione delle persone nella città, ha trasformato una manifestazione pacifica in una continua caccia all'uomo e In ripetuti scontri. Nel corso di questi si sono anche verificati atti di violenza, che non condivido minimamente, contro cose individuate come simboli di un potere finanziario e economico, sordo ad ogni confronto. i mass media si sono gettati su quelle immagini, invadendo così le case di tutta Europa, riducendo quelle giornate di protesta a pochi e limitati episodi.
Eppure, a ben riflettere, quest'inganno è durato poco. Nei giorni successivi è apparso a tutti chiaro che il summit si è risolto in un flop; che seppure con diversi accenti e misure persino ! governi si sono mostrati insoddisfatti, che i problemi veri sono rimandati; che la famosa Carta dei diritti, sui cui testo manteniamo a maggior ragione in giudizio negativo espresso nei Parlamento europeo e in quello italiano, non era altro che la cenerentola dei palazzi di Nizza, senza pero la magia della trasformazione della zucca in carrozza con cavalli.
Sono io allora che le chiedo: non c'è tra l'assenza di un processo di partecipazione democratica nella costruzione dell'Europa e questi pessimi risultati un diretto rapporto di causa e effetto, che la militarizzazione di intere città e la sistematica violazione dei diritto internazionale e delle persone non fanno che aggravare? Se fossi in lei indirizzerei la mia delusione verso questo modo concreto di gestire il processo dl unità europea e il mio orgoglio di comunista verso la costruzione di un movimento europeo che Imponga un'alternativa.