Il presidio: un centinaio di persone, qualche striscione (IL MOVIMENTO NON SI ARRESTA era quello
del Collettivo Monzese), musica ed interventi. siamo stati circa un'ora davanti alla procura, mentre
alcuni di noi attraversavano la strada (avanti e indietro) per rallentare il traffico e permettere
di volantinare alle macchine.
Poi abbiamo fatto un mini-corteo (bloccando il traffico per una mezz'oretta) fino al McDonald (dove
abbiamo appeso uno striscione) e siamo tornati davanti alla procura.
Ancora qualche intervento, e poi tutto si è concluso con un'appuntamento a giovedì prossimo, alle
21,00, nella sede CUB di via Piave (traversa di via Mentana), per pianificare le iniziative tra le
realtà antagoniste della nostra zona.
Al presidio organizzato dal Collettivo Monzese hanno aderito Rifondazione Comunista Brianza, il circolo
Impastato di Monza, i Giovani comunisti e la CUB.
Il Collettivo Monzese condanna i provvedimenti presi
dalla procura di Cosenza, condanna gli arresti della notte scorsa, ed
esprime totale solidarietà con i compagni arrestati. Non possiamo rimanere
indifferenti di fronte a questo attacco, sferrato alla NOSTRA libertà
personale.
Un'azione, quella della notte scorsa, che suona come una
rappresaglia: è evidente il piano di criminalizzazione delle contestazioni
sociali da parte dello Stato. Soprattutto all'indomani del F.S.E. di
Firenze, in cui il movimento ha riportato una netta vittoria su tutti gli
attacchi ed una chiara smentita alle accuse che gli sono state rivolte,
dimostrando finalmente tutta la sua forza ed il suo potenziale
costruttivo. Se Caruso è finito in carcere, tutti noi rischiamo di
raggiungerlo da un momento all'altro. Arresto in piena notte, e capi
d'accusa che ricordano il caro, vecchio, fascista reato d'opinione:
restano solo inquietudine, e rabbia. Per questo vi invitiamo a partecipare
ad un presidio del Collettivo Monzese (insieme a Rifondazione Comunista
Brianza, al Circolo Impastato di Monza, ai Giovani Comunisti ed alla
C.U.B. di Monza) davanti alla procura di Monza. Porteremo i nostri
striscioni, la nostra voce e le nostre idee. Contro la repressione del
movimento dei movimenti, per l'immediata scarcerazione dei compagni del
sud arrestati questa notte. Contro la logica della violenza, per ribadire
che la lotta antiliberista è esercizio di democrazia in un mondo sempre
più autoritario e di guerra. E chissà che non arresteranno anche noi, per
il nuovo reato di “espressione del dissenso premeditata”.