Lega nord e destre radicali, convergenza razzista

Borghezio a comizio con Forza Nuova

Sabato scorso l'On. Mario Borghezio, europarlamentare della Lega Nord, appena condannato a 5 mesi dal tribunale di Torino, insieme ad altri "Volontari verdi", per l'incendio di un ricovero di immigrati sotto un ponte, ha tenuto a Milano, in Piazza del Duomo, un comizio dai toni violentemente razzisti insieme al gruppo neofascista di Forza Nuova. Titolo dell'iniziativa: "Orgoglio padano, orgoglio cristiano". Poche persone, non più di duecento. Ma non è questo il punto. Il fatto è che l'episodio appare meno casuale o estemporaneo di quanto si creda.

A chi segue con attenzione le vicende della Lega Nord, tra la fine di luglio ed i primi di settembre non saranno certo sfuggiti due fatti. Il primo riguardava ancora Borghezio, presente a Klagenfurt, in Austria, ad un convegno internazionale dell'estrema destra populista e xenofoba promosso dal Fpoe, il movimento fondato da Joerg Haider, con la partecipazione dei rappresentanti del partito razzista belga Vlaams Blok, per discutere, tra l'altro, l'eventualità di liste comuni per le prossime elezioni europee del 2004.

Il secondo, più culturale, era invece relativo alla " lezione" tenuta a settembre da Alain de Benoist al convegno di "formazione" del movimento giovanile padano al Passo del Cuvignone ( una località fra il lago Maggiore ed il lago di Varese). Alain de Benoist, per chi non lo sapesse, è oggi unanimemente considerato il riferimento teorico più accreditato dalla destra radicale europea, il padre del cosiddetto "differenzialismo etnico", la nuova frontiera del pensiero razzista apparentemente imperniata sulla preservazione delle diverse identità culturali, nazionali e religiose, ma in realtà costruita per riproporre tutti i vecchi miti e retaggi dell'intolleranza xenofoba.

Una progressiva involuzione quella della Lega Nord. Nel corso del suo ultimo e quarto congresso ha infatti non solo ufficializzato come sua linea politica l'"opposizione alla società multirazziale" in nome della difesa della "purezza della razza padana", ma anche apertamente individuato nell'"invasione extracomunitaria" la causa della progressiva "corruzione dei costumi e delle tradizioni", nonché il veicolo principale della presunta "diffusione di malattie e criminalità". In quello stesso congresso, come è noto, si vendevano negli stand gadget con svastiche e si consigliava da parte dei "Volontari verdi" la lettura dei testi della casa editrice di Franco Freda e del principale teorico neonazista italiano Julius Evola. Lo stesso Mario Borghezio si era impegnato in un dibattito di presentazione di un racconto razzista di fantapolitica che immaginava il crollo dell'occidente sotto la spinta di milioni di clandestini. D'altro canto le frequentazioni di Borghezio con Forza Nuova non sembrano più un fatto saltuario. Prima il 12 luglio scorso a Roma ad un convegno con Roberto Fiore e Agostino Sanfratello ( conosciuto per i suoi trascorsi di amicizia con Freda) sui pericoli derivanti dalla "concessione" di "privilegi all'Islam e alle sette religiose", poi il 28 settembre a Milano contro "l'antifascismo maschera e arma di comunismo e poteri forti". Ora, a sancire definitivamente l'alleanza, è in programma a Roma, per il prossimo 2 novembre in Piazza SS. Apostoli, un comizio unitario con il segretario nazionale di Forza Nuova.

Non vanno dimenticate in questo contesto le foto di Hitler e degli adesivi del Terzo Reich che campeggiavano sugli armadi e sulle scrivanie della redazione de "La Padania" (nella sede centrale della Lega a Milano) documentate fotograficamente a metà luglio da "Liberazione" e da "La Stampa". Un episodio di cronaca da riconsiderare oggi sotto una luce diversa.

Contiguità, collusioni, continue sovrapposizioni tra Lega Nord e formazioni della destra radicale, in particolare Forza Nuova. Questo un dato che sembra emergere sempre meno come il frutto del caso o di particolari contingenze locali.

Tra inni in difesa della razza padana, foto di Hitler, manifestazioni e convegni con vecchi e nuovi teorici del razzismo, inquietanti e sempre più fitte si fanno le occasioni di "unità d'azione", con evidenza ormai punto d'arrivo di comuni percorsi "culturali".

Saverio Ferrari
Milano, 22 ottobre 2002
da "Liberazione"