Il governo Berlusconi sta distruggendo conquiste sociali, diritti e libertà. Noi diciamo
NO al governo unico del capitalismo internazionale, delle banche e della finanza che sacrifica tutto
per difendere i ricchi e la speculazione sia in Italia che in Europa. Vogliamo costruire un'alternativa
a una politica antipopolare che è la stessa, sia per i governi di centrodestra che di centrosinistra!
PER CAMBIARE DAVVERO BISOGNA:
- Non pagare il debito. Colpire a fondo
la speculazione finanziaria e il potere bancario. Vanno nazionalizzate, senza indennizzo,
le grandi banche (salvaguardando i risparmi dei cittadini); va attuata una vera imposta patrimoniale
e tassati i grandi patrimoni, le transazioni finanziarie, colpiti i paradisi fiscali. In sostanza
bisogna attuare una politica alternativa al patto di stabilità imposto dal Fondo Monetario
Internazionale, dall'Unione Europea e dal patto di Maastricht.
- Drastico taglio alle spese militari
e cessazione di ogni missione di guerra. Dalla Libia all'Afghanistan. Tutta le risorse
risparmiate vanno rivolte a finanziare le spese sociali: scuola pubblica, beni comuni (a partire
dall'acqua) sanità. Una politica di pace e accoglienza, apertura a tutti i paesi del Mediterraneo,
sostegno alle rivoluzioni del Nord Africa e alla lotta del popolo palestinese per l'indipendenza
contro l'occupazione israeliana.
- Giustizia e diritti per tutto il mondo
del lavoro. Basta con la precarietà. Abolizione di tutte le leggi sul precariato
e riaffermazione del contratto a tempo indeterminato dentro un contratto nazionale inderogabile.
Riduzione generalizzata dell'orario di lavoro a parità di salario con l'aggancio de salari
all'aumento reale del costo della vita. Parità completa di diritti per il lavoro migrante
col diritto di voto e cittadinanza per i migranti. Eliminazione delle pensioni d'oro e dei bonus
per i super manager. Istituzione di un reddito sociale finalizzato alla ricerca di un posto di
lavoro e ricostruzione di un sistema pensionistico pubblico che garantisca pensioni dignitose
ai lavoratori.
- I beni comuni per uno sviluppo
alternativo. Occorre un piano per il lavoro basato su migliaia di piccole opere, in alternativa
alle grandi opere che dovranno essere (dall'alta velocità in val di Susa allo ponte sullo
stretto di Messina) cancellate. I beni pubblici dovranno tornare sotto la mano pubblica a partire
dall'acqua, l'energia, la rete, i servizi. Bisogna garantire a tutti la casa, la sanità,
la pensione, l'istruzione.
- Una rivoluzione per la democrazia. Prima
di tutto è indispensabile una legge sulla democrazia sindacale che ridia voce ai lavoratori
in alternativa e contro lo sciagurato accordo del 28 giugno siglato fra Confindustria e Cgil-Cisl-Uil. Dovranno
essere drasticamente abbattuti i costi del sistema politico: dal finanziamento ai partiti
agli stipendi dei parlamentari e degli alti burocrati. Dovranno essere aboliti i privilegi e
le esenzioni di cui ancor oggi godono le istituzioni ecclesiastiche. Si dovrà tornare
ad un sistema democratico parlamentare per l'elezione delle rappresentanze. Il fiume di risorse
così risparmiate dovranno essere impiegate per la creazione di nuovi posti di lavoro
nella scuola, nella sanità nella ricerca.
Piena solidarietà ai lavoratori che, anche a Monza e in Brianza, lottano per i lori
diritti e per il posto di lavoro, ai giovani e agli studenti che si battono per la scuola pubblica
(dalle lavoratrici della cooperativa CESED, ai lavoratori della DECATHLON, agli studenti dell'Istituto
d'Arte). Occorre lavorare per unificare il fronte delle lotte a partire dalla
manifestazione nazionale a Roma del prossimo 15 ottobre.
Unione Sindacale di base (Monza e Brianza) - Partito Comunista dei
Lavoratori (sezione Brianza) - F.O.A Boccaccio