Ci sono tre novità nella situazione politica desiana.
Prima: l'assessore alla pubblica istruzione, Maria Cristina Cremonini, si è dimessa.
Seconda: i consiglieri della lista civica "Desio 2000", quella di Giampiero Mariani, che sosteneva la Giunta di centrodestra, si sono dichiarati indipendenti e hanno deciso che d'ora in poi vaglieranno attentamente le scelte della maggioranza prima di votarle.
Terza: un consigliere di Forza Italia si è a sua volta dichiarato indipendente e ha abbandonato il suo gruppo.
Conseguenze di questi fatti sono che la maggioranza si trova con quattro consiglieri in meno, anche se questi non sono passati all'opposizione; la lista "Desio 2000" non è più rappresentata in Consiglio comunale, dato che i suoi consiglieri sono diventati indipendenti; gli assessori Giampiero Mariani e Paolo Galli restano in Giunta senza rappresentare più nessuno.
Con tutto ciò, sarebbe sbagliato buttarla sui numeri: nessuno può pensare (purtroppo) che la maggioranza sia sull'orlo della crisi. I consiglieri "ribelli" hanno detto che daranno ancora il loro appoggio, pur fortemente condizionato, a questa Amministrazione.
La faccenda va al di là dei conticini ed è ben più grave, se si guardano le motivazioni di queste
prese di posizione. L'assessore Cremonini ha denunciato di aver subito offese in Giunta ".dai colleghi
assessori e anche dal più alto dirigente del comune..." senza essere difesa da chi avrebbe dovuto
farlo.
E ha dichiarato che se ne andava perchè il suo programma (asilo nido, mensa della scuola elementare,
museo dello scultore Scalvini) non veniva attuato dalla Giunta. I consiglieri della lista civica e
quello di Forza Italia hanno affermato di non essere stati coinvolti ,dalla Giunta e dal partito,
nelle decisioni che poi dovevano votare. Denunce pesanti.
Ma, se le cose stanno così, è vero quello che ci chiediamo da tempo: chi governa realmente a Desio?
Quelli che sono stati eletti o personaggi che si sono appropriati della cosa pubblica e si nascondono
(neppure tanto) dietro i legittimi rappresentanti dei cittadini? Dove e da chi vengono prese le decisioni?
E perchè c'è chi si presta a questo gioco?
E lo stile di governo è l'aggressione e l'offesa?
Tutte domande che si sussurrano anche in città ormai da tempo, alla quali ne va aggiunta un'altra:
come possono rimanere al loro posto due assessori, Giampiero Mariani e Paolo Galli, che non hanno
più alcun riferimento in Consiglio comunale? O forse le liste si fanno per conquistarsi una poltrona?
Tutte domande che mettono in rilievo l'anomalia di Desio, dove chi ha vinto le elezioni ha abdicato;
dove la dialettica politica è falsata; dove il malcontento, inevitabilmente, continua a crescere.