
Per capire le ragioni per cui cinque partiti nazionali, dal centro a sinistra (Udeur, Sdi, DS, P.d.C.I., PRC) hanno deciso di dar vita ad un’unica lista a livello locale, bisogna fare qualche passo indietro nel tempo e risalire alle precedenti elezioni amministrative del 1999.
Allora il quadro politico appariva tutt’altro che assestato, dopo gli sconvolgimenti della fine degli anni ’80 e dell’inizio degli anni ’90, e a Giussano, come altrove, sembrava che si fosse creato lo spazio non tanto per un nuovo partito (i partiti apparivano già troppi!!!) quanto per un movimento che fosse il più aperto ed articolato possibile e che assumesse decisamente le istanze sentite di un rinnovamento, ne definisse le condizioni, ne fissasse gli impegni conseguenti, ne elaborasse i progetti; quel movimento insomma non avrebbe dovuto abolire i partiti, la cui funzione riteniamo indispensabile, ma appunto incalzarli, spingerli a rinnovarsi e possibilmente a stabilire legami di unità, date le condizioni poste dal sistema elettorale maggioritario. In quella fase ed in quel clima si è affermato uno schieramento, con due liste civiche ed il Partito Repubblicano, che è stato comunemente considerato di centro-sinistra, e non solo a Giussano; infatti uno schieramento politico, anche se per ipotesi non fossero proprio chiari i suoi orientamenti, finisce per essere caratterizzato comunque da chi gli si contrappone: e a Giussano gli si contrapposero addirittura i “Popolari per Giussano” con l’ex sindaco Cassina! E in quell’occasione l’elettorato di sinistra si è certamente riconosciuto in una delle liste civiche, quella di “Giussano Democratica”, anche se qualcuno può essersi perso nelle vie confuse dell’astensionismo.
Poi che cosa è successo? Durante la tornata amministrativa che sta per chiudersi si registrano i seguenti fatti:
E’ evidente che il centro è in ebollizione e questo è comprensibilissimo perché in un sistema maggioritario e bipolare il centro sa di essere determinante; ma quello che non è accettabile, neanche sul piano politico, per non parlare d’altro, è che, sapendo di essere determinanti, si pensi di poter giocare ora a destra ora a sinistra; questa sarebbe la riproposizione riscaldata della politica andreottiana dei due forni mentre il centro, appunto in un sistema bipolare corretto, è chiamato inesorabilmente a schierarsi: o è centro-destra o è centro-sinistra.
In questa confusione è stata avanzata la proposta più chiara e più logica: quella di dar vita ad una lista dell’Ulivo in sintonia con quanto si è verificato a livello provinciale e in tanti comuni. La proposta è subito caduta, soprattutto perché non accetta all’attuale Sindaco e a chi si muoveva per lui.
Quello che si è capito attraverso numerosi incontri con relativi scontri, è che ci si trova ad aver a che fare, nei casi peggiori, con posizioni sedicenti apartitiche, alcune volte con pregiudiziali ormai vecchie verso la sinistra in genere, con la preoccupazione di dare visibilità alla sinistra, mentre nei casi migliori (e questa alla fine sarebbe stata la conclusione) i partiti di sinistra avrebbero dovuto continuare a fare i “portatori d’acqua”.
Al di là di tutte le ambiguità e i tatticismi noi pensiamo di essere in una situazione che presenta queste caratteristiche salienti:
In base a tutte queste considerazioni, i nostri cinque partiti, quasi naturalmente e senza particolari difficoltà, si sono trovati a costituire “Giussano Popolare” che a livello locale si presenta con un’unica lista di candidati, un’unica candidatura a Sindaco, un unico simbolo che riunisce i simboli dei cinque partiti, mentre per le elezioni provinciali “Giussano Popolare” voterà per Filippo Penati, candidato unico di tutto il centro-sinistra, dall’Udeur a Rifondazione Comunista, Margherita, Italia dei Valori e Verdi compresi.
Prima di avanzare proposte particolari, che possono dare il senso della concretezza ma possono anche risultare un po’ parziali e non fornire indicazioni di senso, riteniamo opportuno articolare una visione politica generale che secondo noi dovrebbe caratterizzare l’Amministrazione Comunale.
In questo ambito intendiamo fare rientrare tutte le iniziative e gli interventi volti alla promozione della persona. Già dall’asilo-nido e dalla scuola materna sono aperti dei problemi circa le strutture, con le liste d’attesa che ormai si ripetono ogni anno; ma noi pensiamo che si debbano impegnare ulteriori risorse per una sempre maggior qualificazione del servizio, con particolare riguardo all’integrazione dei bambini diversamente abili e dei bambini stranieri; questo vale anche per la scuola elementare e la scuola media, dove per esempio sempre più frequentemente vengono inseriti alunni già avanti con l’età che non sanno una parola di italiano, con risorse statali già scarse ulteriormente tagliate. Ma scuola elementare e scuola media dal prossimo anno saranno colpite anche dalla contro-riforma Moratti, con la destrutturazione fino alla scomparsa del tempo pieno e soprattutto del tempo prolungato nella media, con la riduzione dell’orario obbligatorio, con il ritorno in buona sostanza al vecchio doposcuola e l’abolizione della legge che portava l’obbligo scolastico a 15 anni (biennio delle superiori); gli Enti Locali dovranno inventare tutto quello che si potrà inventare almeno per “ridurre il danno”, puntando molto sulle possibilità offerte dall’autonomia scolastica.
Ma la promozione della persona comporta anche la possibilità di avere un lavoro degno di questo nome e in quest’ambito l’Amministrazione Comunale può intervenire non solo mettendo in contatto la domanda e l’offerta ma anche orientando la formazione in collaborazione con scuole, forze sindacali, settori produttivi e commerciali.
Infine in una politica per la persona intendiamo rafforzare tutti gli interventi di tutela della persona quando essa è in difficoltà per l’età, per la malattia e per qualsiasi altro motivo; in quest’ambito e con i tempi che corrono riteniamo importante assicurare il mantenimento delle strutture ospedaliere esistenti.
Dagli anni ’70 quando l’Amministrazione Comunale ha sostenuto interventi anche diretti nel settore, di politica per la casa non si è più parlato e non è un caso che questa Amministrazione si chiuda paralizzata dal contrasto nato su questo problema, che nel frattempo si è ingigantito. Noi riteniamo che il problema della casa debba essere centrale nell’immediato futuro e alla sua soluzione debbano essere orientate la politica urbanistica e la politica di bilancio. Ma Giussano con tutta evidenza ha bisogno di ulteriori strutture, oltre quelle esistenti e che pure si sono create negli anni recenti, per la vita comunitaria; in particolare ci chiediamo se un comune di oltre 20.000 abitanti e sicuramente non povero potrà continuare a lungo ad essere privo di una struttura adeguata per teatro, cinema, musica e altre manifestazioni collettive. Particolare attenzione, infine, va riservata, sia per quanto riguarda la manutenzione sia per quanto riguarda il miglioramento e lo sviluppo, alle strutture per lo sport e e il tempo libero.
La persona e la comunità vivono su un determinato territorio, in un certo ambiente; noi riteniamo che l’ambiente in cui si vive debba essere tutelato nei sui valori, migliorato quando ci sono situazioni di degrado, sviluppato a misura d’uomo. Pensiamo quindi ad una gestione della politica urbanistica sottratta ad ogni speculazione e agli interessi di parte o addirittura personali, dinamica e pronta a introdurre tutte le correzioni che si rendessero necessarie. Riteniamo poi che occorra non solo un lavoro continuo di monitoraggio, ma soprattutto una lotta decisa contro tutte le forme di inquinamento (dell’aria, dell’acqua, dei rumori) e una tutela degli spazi verdi e delle strutture pubbliche sotto ogni aspetto, dalla manutenzione alla protezione.
In questo ambito, infine, rientrano gli interventi sempre migliorabili per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e lo sviluppo delle infrastrutture, in particolare riguardo alla viabilità, ai trasporti e alla politica da perseguire negli organismi intercomunali che si sono creati e/o che si dovranno creare.
In pochi anni a Giussano è vistosamente cresciuta la presenza di cittadini stranieri sia comunitari che extra-comunitari e per tutta una serie di ragioni il fenomeno non è certamente destinato ad attenuarsi.
Se sono lodevoli e vanno sostenute le iniziative già in atto per la loro integrazione, è certo che bisogna urgentemente intervenire almeno in tre direzioni:
Per una politica di bilancio corretta e partecipata bisogna definire con rigore le risorse già impegnate, le risorse disponibili sia come risorse dirette sia come possibilità di accesso al credito, gli interventi da promuovere con l’indicazione delle priorità e delle scadenze temporali. Noi, con questi orientamenti generali, crediamo di aver già indicato le scelte a nostro parere qualificanti. Ma in questo ambito non possiamo trascurare di sollevare il problema della politica fiscale, perché la politica governativa di centro-destra finisce inevitabilmente per scaricare sugli Enti Locali tutta una serie di responsabilità. Allora qui sta una delle ragioni fondamentali per cui è importante schierarsi politicamente anche con il voto amministrativo. Quando Formigoni crede di giustificare l’introduzione dei ticket con la necessità di mantenere alto il livello della sanità in Lombardia, non giustifica un bel niente perché dovrebbe prendersela prima con la politica sanitaria del suo governo. Adesso verrà in discussione la cosiddetta riduzione della pressione fiscale: a parte il fatto che sembra seriamente compromesso il criterio democratico della progressività delle imposte, per cui chi più ha più contribuisce (ad esempio se il 33% si paga su una fascia di reddito molto ampia, un reddito di 40.000 euro pagherà il 33% come un reddito più che doppio; sono cose assurde, che solo il centro-destra può pensare, come voleva fare sulle pensioni, creando ingiustizie e privilegi); c’è il serio pericolo che quello che verrà concesso con una mano venga tolto con l’altra e il Comune è in mezzo a questa situazione, con riduzione dei trasferimenti statali e magari necessità di introdurre l’addizionale all’IRPEF, che per ora a Giussano non c’è, di aumentare l’ICI o altro ancora.
Noi chiediamo un voto amministrativo chiaro, sicuro per il centro-sinistra, anche per contrastare fino in fondo questa politica.
Senza pretese di completare la gamma di tutti i possibili interventi che un’Amministrazione comunale si trova a dover adottare e considerando i settori in cui essa comunemente opera, raccogliamo qui di seguito una serie di proposte le più concrete possibili.