Elezioni europee 2009

«Una candidatura *di servizio* cercando di dare voce e rappresentanza alla comunità cui appartengo»

Intervista a Patrizia Colosio, Presidente Lista Lesbica e candidata alla elezioni Europee nella circoscrizione Nord-Ovest.

Patrizia Colosio

Patrizia Colosio, quarant'otto anni, è stata tra le fondatrici della Associazione lesbica Pianeta viola ed è tutt'ora Presidente della Lista Lesbica. Ha speso una vita nella lotta per i diritti alle lesbiche, ma anche ai gay e ai transgender. è candidata per la lista comunista e anticapitalista, nella circoscrizione Nord-Est. Ma è una donna attiva; così a questo ha voluto aggiungere l'insegnamento, la sua professione, e la rappresentanza sindacale a favore della scuola pubblica. Per lei tutto si può cambiare, ma come dice spesso, "bisogna crederci". Per questi motivi ha combattuto a fianco anche degli studenti (contro la riforma reazionaria della Ministra Gelmini), ma anche delle insegnanti che stanno perdendo il posto di lavoro. Patrizia, o patti come si fa chiamare, crede che bisogna parlare con le persone, farsi conoscere come persone e discutere anche di politica.

Così, con questo spirito di vita, una settimana fa a parlato a un signore gay ,che votava a destra, delle sue idee. Dopo una breve discussione lui ha detto “Quasi quasi mi converti...”. L'ho intervistata per voi, perché solo con la conoscenza si può combattere l'indifferenza.

Il movimento gay e lesbico, a rigor di logica, esiste per tutelare i suoi membri. Ora questo dovrebbe venire a prescindere dalla posizione politica dei singoli, o no? Che cosa l'ha spinta quindi a candidarsi per una Lista comunista (anche se come indipendente). Come crede possa contribuire all'esperienza di questa Lista?

Ho accettato questa candidatura dopo aver letto CorpoLibero, il documento espressione del coordimanento lgbt nato all'interno di Rifondazione Comunista Negli ultimi anni il movimento ha fatto rivendicazioni di carattere sempre più settoriale, dalla questione dei Dico alle coppie di fatto. Mentre c’è una parte ben consapevole del fatto che le nostre rivendicazioni non hanno senso, né efficacia, se non si collocano in un contesto più ampio di progresso sociale, in uno spazio più vasto in cui trovare cittadinanza. Una politica dei corpi, insomma: dai migranti alle donne, dai lavoratori alla procreazione assistita al testamento biologico. Si tratta di una serie di questioni che si intrecciano ben più di quanto non venga rappresentato, e attraverso le quali si possono creare forme di solidarietà incrociate.
L'ultimo esempio è stato il Pride di Torino del 16 maggio: la mattina una delegazione ha partecipato alla manifestazione della FIOM e nel pomeriggio una delegazione operaia ha partecipato alla sfilata. Io sono una donna di movimento non ho mai fatto politica partitica, ma ho sentito troppe persone sfiduciate, intenzionate a non votare e così ho deciso di accettare una candidatura *di servizio* cercando di dare voce e rappresentanza alla comunità cui appartengo.
Tanti anni fa ho fondato un'associazione a Brescia Pianeta Viola e avevamo scritto uno statuto molto ambizioso, di sinistra e l'avevamo appeso sulla porta.
Poi hanno cominciato a venire da noi ragazze con l'adesivo della lega sulla moto e così abbiamo deciso: lo statuto poteva stare nel cassetto e abbiamo cominciato a a parlare con queste ragazze partendo dalla loro esperienza e facendo emergere pian piano la contraddizione tra l' essere un soggetto socialmente penalizzato e votare la destra, tra l'essere un'operaia e votare per un governo che ti affama e pian piano il cambiamento è avvenuto.
Penso che sia questa la vera politica, la capacità di creare relazioni e senso di comunità: con gli anni sono diventata presidente di Lista Lesbica Italiana che raggruppa donne di diverse provenienza, età, esperienze; domenica scorsa abbiamo avuto il meeting a Firenze e abbiamo scoperto che molte di noi erano candidate nella sinistra.
C'era anche una giovane di Nola che aveva fondato un comitato per la difesa dell'acqua coinvolgendo la gente della su città e da lì è poi nata una lista civica. Insomma noi che da sempre siamo sulle barricate anche solo per rivendicare il diritto di esistere credo che possiamo in questo momento aiutare chi è più sfiduciato ad alzare la testa. E sono convinta che, rispetto ai nostri diritti, solo in un contesto di progresso sociale collettivo possano crearsi le condizioni perchè sia possibile ottenerli come dimostrano il Sudafrica e le disposizioni degli stati progressisti dell'America Latina.

Quali sono stati gli attacchi da parte del governo che crede abbiano minacciato in modo maggiore i diritti delle coppie (o dei singoli) gay, lesbo e transgender? Come crede possa contrastarle (e quindi contrastare l'azione del governo) nel parlamento europeo? Cosa sarebbe la prima cosa che proporrebbe?

Pochi giorni sul sito delle pari opportunità del ministro Carfagna è stato cancellato il riferimento dlle discriminazioni per l'orientamento sessuale; più eloquente di così: io mi chiedo come una lesbica o un gay possano anche solo pensare di votare per la destra. L'Europa invece dalla dichiarazione di Strasburgo del ' 94 fino all’ultima relazione dell’ agenzia per i diritti fondamentali dell’UE del marzo 2009 che stigmatizza alcuni paesi membri, tra cui l’Italia, per la persistente omofobia, ha da sempre costituito un valido baluardo verso le derive del nostro paese.
Per quanto mi riguarda ho sottoscritto i 10 punti proposti ai candidati da Ilga Europe che prevedono tra l’altro l’adozione di una legislazione ambiziosa in materia di parità di trattamento, la lotta all’omofobia e alla transfobia, la promozione di un concetto inclusivo di famiglia, un impegno esplicito e continuativo dell’UE sui diritti fondamentali.

Non pensa che ci sia anche molta indifferenza da parte della popolazione nei confronti dei vostri diritti? Mi spiego: quante volte sentiamo che singoli hanno attaccato un coppia gay, o magari una ragazza lesbica? Come pensa che possa essere combattuta questa ignoranza e violenza che si sta andando a generalizzare? Come crede possano convivere pacificamente tutte le diversità?

Penso che sia importante renderci visibili a chi ci sta vicino, presentarci come persone per fare cadere i pregiudizi; dobbiamo assumerci la responsabilità della nostra scelta; e devo dire che la risposta che ho avuto finora dalle tante persone che ho conosciuto e incontrato in campagna eletorale è molto positiva. Ho sentito tanta voglia di tornare a combattere insieme pur valorizzando la ricchezza delle proprie esperienza. Penso anche che il campo dell’educazione sia davvero fondamentale; nel ’98 e nel ’99 ho collaborato come formatrice con Azione gay e lesbica al progetto Daphne promosso per combattere la violenza contro i giovani gay e lesbiche e mi sono occupata in particolare del lavoro con gli insegnanti. Ed è anche per questo che curo sul portale www.listalesbica.it una rubrica, la biblioteca segreta, dedicata ai libri per bambini e giovani adulti relativi all’identità di genere; ormai anche in Italia ne abbiamo di bellissimi.

Qual'è il messaggio che vuole dare agli elettori? Perché qualcuno dovrebbe votare lei?

Il mio obiettivo e quello di tante persone di buona volontà con cui sto vivendo quest'avventura è quello di portare la lista Rifondazione e comunisti italiani oltre il 4%; rifondazione ha scelto di lasciare il 50% delle candidature a persone di movimento esterne come me; è un atto coraggioso e aperto al futuro. Ecco perchè chiedo a tutte e a tutti di votare per una lista che, tra l'altro, non si vergogna di definirsi anticapitalista.

Domanda provocatoria: se viene eletta, poi, va all'Isola dei famosi come Luxuria? Che cosa ne pensa di questa esperienza dell'ex parlamentare di Rifondazione?

Non mi sembra proprio di essere adatta all'Isola dei Famosi! Luxuria sì, invece, perchè è una persona che ha vissuto sempre in modo congiunto spettacolo e politica. Si racconta che anche quando era la star della Mucca Assassina, la discoteca gay più trendy d'Italia, fermasse la musica per fare dei piccoli interventi politici. Insomma sa parlare a un pubblico eterogeneo, sa comunicare con persone di diversa classe sociale, di diversa cultura... e su temi come questi non è di sicuro facile. È facile sparare su Wladimir che partecipa all'Isola dei Famosi. Penso però che abbia portato nelle case di milioni di italiani, che hanno figli gay e lesbiche e felicemente continuano ad ignorare questo, un ospite inatteso. La gente ha discusso, si è stupita, si è schierata, a modo suo come succede oggi. Ci vuole però una grande capacità mediatica per stare in situazioni come queste senza farsi divorare. E bisogna conoscere i propri interessi ma anche i propri limiti. Quella esperienza era perfetta per Luxuria che in effetti ha vinto, ma non penso che potrebbe funzionare con altri.

Cosa ne pensa del Berlusconi corruttore e del caso Noemi Letizia?

Penso che il viagra è una gran cosa. Peccato che fra i suoi effetti collaterali, oltre all'infarto del miocardio abbiano dimenticato di aggiungere l'infarto... degli affetti famigliari. Gli studi degli psicoteraupeti si stanno riempiendo di coppie ormai anziane in cui l'uso del viagra ha alterato rapporti affettivi consolidati dal tempo.Trovo che questa vicenda , come quelle delle nomine delle ministre e delle candidate sia molto interessante. Su un graffito in metropolitana c'era scritto "il sesso è una questione di testa". Le case farmaceutiche però non se ne siano accorte e insistono a pensare che sia solo una questione idraulica! Magari se si impegnassero di più su questo fronte, avremmo la possibilità di veder funzionare qualche ganglio neuronale in più.Tutta questa vicenda parla della sessualità maschile, come parlano della sessualità maschile gli stupri etnici e la violenza nelle famiglie. Ma la sessualità maschile è un grande tabù, per cui se ne può parlare solo in modo puritano oppure con le chiacchiere da bar.Mi sembra del resto che le donne si prestino volentieri ad essere un pò il farmaco per gli uomini. Perchè chiaramente il viagra non basta e c'è complicità fra la richiesta degli uomini di trovare sostegno e quella delle donne di farsi zerbino perchè certi uomini possano continuare a ignorare il grande vuoto che c'è al di là dello specchio. Questi sono gli argomenti da indagare piuttosto che i rapporti più o meno leciti con le minorenni. In fondo un uomo , che un tempo si sarebbe onorato di essere definito anziano, adesso si trova a vampirizzare sangue giovane per rimanere ancorato all'immagine di sè che si è costruito. Ma mi chiedo quanta complicità possa trovare in tutti quegli uomini di mezza età che cercano in relazioni o matrimoni con donne più giovani le medesime cose. Che cosa è il sesso? Terra di conquista? E le donne dove stanno? Secondo me, un pò paradossalmente il sesso può essere terra di conquista per gli uomini e le medesime donne sono contente di essere semplicemente delle trasfusioni di vita. Del resto ci hanno sempre dipinto come grandi dispensatrici di vita. Invece di procrere bambini ormai procreiamo vecchi, che cosa cambia?

Ettore Trozzi
Bergamo, 29 maggio 2009
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