I Giovani Comunisti di Monza e Brianza denunciano con forza le irregolarità che quest'anno inficiano il regolare svolgimento delle elezioni. Dopo che le liste di Formigoni sono state escluse per inadempienze formali dalle consultazioni elettorali, ci è stato impedito – cosa inaudita – l'utilizzo dei tabelloni elettorali fino ai risultati del ricorso presentato al Tar da Formigoni. Non possiamo pertanto propagandare normalmente le numerose iniziative attraverso cui avevamo il diritto di comunicare la nostra alternativa di Lombardia alla cittadinanza.
A ciò si aggiunge l'obbrobrio giuridico ch'è l'Articolo 2 del Decreto Salva-Liste, che stabilisce che ci siano 24 ore di tempo, a partire dall'accettazione delle liste, per sanare le eventuali questioni di irregolarità formale. Una norma transitoria stabilisce inoltre che - solo ed unicamente per quanto riguarda le elezioni regionali che si terranno in Lazio e Lombardia -lo start delle 24 ore sia da intendersi non dal momento di accettazione delle liste, ma da quello di attuazione del decreto. Ma dire che “una norma interpretativa ha valore transitorio” non è come dire che “il governo fa un documento ad hoc per Formigoni e Polverini interpretando la legge con l'imparzialità di un imputato che deve sentenziare riguardo la propria colpevolezza”? E “fare una legge in modo da inficiare o determinare una sentenza giuridica” non è come dire “l'esecutivo ha esautorato il potere giudiziario?
E c'è chi dice che senza PdL non c'è rappresentatività. Ma la rappresentatività reale e attuale non la stabiliscono le elezioni? E allora perché i decreti ci sono per il PdL, ma non per i Radicali, per La Destra e per tutti gli altri esclusi? E noi, poveri pirla, che se non rispettiamo le leggi per filo e per segno, siamo fuori?