Le due coalizioni di governo che da 15 anni si alternano alla guida dell’Italia e delle Regioni rappresentano in forme diverse gli interessi dei poteri forti della società contro il mondo del lavoro. Non a caso, sul piano nazionale come sul piano locale, gestiscono in sostanza le stesse politiche di fondo: taglio delle spese sociali, precarizzazione del lavoro, speculazioni ambientali, regalie a scuola privata e sanità privata, tanti soldi pubblici ai padroni. In questo modo industriali, banchieri, Vaticano, hanno potuto servirsi all’uno o all’altro forno, per ritirare, in definitiva, la stessa merce. I gruppi dirigenti delle sinistre invece che porsi in piena autonomia da centrodestra e centrosinistra, schierandosi dalla parte dei lavoratori, si sono ciclicamente accodati al PD e ai suoi governi, nazionali e locali, finendo col sostenere queste politiche antioperaie e antipopolari. Il risultato è stato drammatico: i lavoratori sono stati colpiti e traditi; il padronato si è ulteriormente arricchito e rafforzato; Berlusconi e le destre hanno avuto la strada spianata. Attualmente, la forza di Berlusconi è direttamente proporzionale al disastro compiuto dal centrosinistra.
Affermare l’autonomia e l’unità d’azione delle sinistre politiche e sindacali contro il centrodestra e contro il centrosinistra è dunque un’assoluta necessità. Bisogna battersi fino in fondo e incondizionatamente per cacciare Berlusconi e i suoi governatori. Ma non per ritornare ogni volta a quel centrosinistra che gli ha spianato la via. Bensì per aprire la strada di un’alternativa vera che cacci assieme a Berlusconi le classi dirigenti del Paese e affermi un governo dei lavoratori. Questo è il programma del nostro partito.
Il nostro partito non ha potuto essere presente nelle elezioni della nostra e di altre Regioni per via di una legge elettorale antidemocratica, voluta da centrodestra e centrosinistra, che richiede alle forze fuori dalle istituzioni un numero esorbitante di firme certificate mentre consente ai partiti della “casta” di aggirare questo obbligo in modo truffaldino (come molti episodi, fra cui la vicenda della lista Formigoni, hanno portato alla luce).
La nostra contrapposizione ai due poli può dunque esprimersi, sul piano elettorale, in un solo modo: votando e dando indicazione di voto per la Federazione della Sinistra (PRC-PdCI) che in Lombardia si presenta, alle elezioni in forma autonoma indicando come candidato presidente Vittorio Agnoletto.
Il nostro è un voto necessariamente critico: sia per le politiche nazionali di questi partiti, che ripropongono in quasi tutte le regioni l’internità al centrosinistra, sia perché la stessa presentazione autonoma in Lombardia è stata il prodotto essenzialmente della scelta di Penati.
E' indubbio tuttavia che, nonostante tutto ciò, nelle condizioni date, la presentazione autonoma della Federazione contrasta obiettivamente i due poli borghesi; contraddice la semplificazione bipolare della politica dominante; contribuisce a contenere l’avanzata tra i lavoratori del populismo imbroglione di Di Pietro; può raccogliere l’attenzione di quella parte del mondo del lavoro e dei movimenti di lotta che cerca una propria rappresentanza indipendente. Al tempo stesso non ci facciamo illusioni. Sosteniamo una volta di più la necessità di costruire un partito indipendente del mondo del lavoro che si batta, oggi e domani, per un’alternativa anticapitalistica, in aperta contrapposizione a tutti i partiti padronali. Il PCL è l’unico partito della sinistra italiana che non si limita a criticare le politiche dominanti ma rivendica il potere dei lavoratori. L’unico partito che in ogni lotta parziale, lavora per la rivolta sociale. Proprio per questo l’unico partito che non ha mai tradito gli sfruttati e mai li tradirà. Di questo partito ha bisogno il mondo del lavoro e la sua avanguardie.
E’ con questo spirito che siamo al fianco degli elettori che votano la Federazione della Sinistra e invitiamo a votarla in contrapposizione a Formigoni e a Penati.
