Cara elettrice, Caro elettore delusa/o ed arrabbiata/o,
ti scrivo perché credo sia necessario, in questo periodo difficile per il Paese, dirsi le
cose chiare affinché nessuno si senta autorizzato a chiamarsi fuori, in vista delle elezioni
regionali. Premetto che la sinistra nella quale milito da sempre, comunista-classista e rivoluzionaria,
negli ultimi anni ha commesso degli errori di natura essenzialmente autoreferenziale, e che questi
errori devono avere il peso specifico della consistenza elettorale cioè: piccoli partiti piccole
responsabilità, grandi partiti grandi responsabilità. Dunque responsabilità sì ma
dimensionate alla consistenza. Inoltre dopo il trattamento riservato dal PD a Vendola in Puglia spero
che ti sia chiaro chi erano i soggetti politici più infedeli alle alleanze che hanno sostenuto
i governi Prodi e la natura etero-diretta delle scissioni alle quali è stata sottoposta la “sinistra
classista”.
Detto questo, premetto pure, che la situazione emergenziale in cui ci troviamo non può permette nuove e diffuse diserzioni elettorali. Non fosse altro perché il sistema elettorale delle regionali è in gran parte proporzionale e nel quale puoi esprimere non solo il voto al candidato Presidente, ma anche alla Lista ed esprimere una preferenza. Sarebbe bizzarro che i sostenitori della Costituzione e del suo sistema proporzionale “una testa un voto” se ne stiano a casa perché delusi ed arrabbiati. Perché ti invito ad andare a votare il 28 e il 29 marzo? Perché la situazione è tragica.
In queste ore tutti stanno parlando di tutto meno che di politica; il berlusconismo non solo è riuscito ad affermarsi nel ventre molle della società italiana ma è riuscito nell’impresa di modellare anche l’inopposizione. Bersani e il PD usando l’antiberlusconismo di Santoro e Travaglio hanno potuto nascondere la pochezza di una linea per nulla alternativa al liberismo nazionalmafioso di Berlusconi.
Allora non pensi che di fronte a tanto scempio sia necessaria una reazione forte; non credi che sia utile un’INTIFADA ELETTORALE E CIVILE. Nella regione Lombardia il gruppo mafioso-leghista governa indisturbato da 15 anni. Lo stesso sodalizio criminale governa anche Milano da 17 anni con un vicesindaco sceriffo fascista, che rincorre extracomunitari, graffitari e movidari, ma fallisce tutto su integrazione e sicurezza e ha la faccia tosta di dare la colpa agli altri, alla sinistra.
In regione le mafie dilagano e tolgono il respiro, tanto quanto è mefitica la lega nord con le sue ordinanze antikebab, contro le mosche, per la scuola razziale; il messaggio filo mafioso di togliere la targa di Peppino Impastato alla biblioteca di Ponteranica. Insomma; per darti un motivo per andare a votare e, per votare la sinistra che fa la sinistra, devi vedere i carri armati massmediadici in azione?
Ma guarda che in quel momento non potrai più votare, potrai solo scappare. Dunque ti invito a riflettere: in Lombardia c’è un candidato Presidente che è Vittorio Agnoletto sostenuto dalla Federazione della Sinistra soggetto politico che si propone di rimettere insieme i cocci delle innumerevoli quanto inutili scissioni. Perché non provare, in questa scadenza elettorale, a dare un segnale a tutto il paese, come accadde nella Resistenza al fascismo? Ad aprile in questo paese tutto non sarà come prima, e se il berlusconismo uscirà vincitore e l’unico soggetto che dovrebbe fare opposizione è il PD, capisci che consegnerete la regione al ventennio formigoniano e altri cinque anni alle mafie senza una rappresentanza veramente alternativa al Pirellone.
Nel prossimo quinquennio la Lombardia sarà il centro dell’Expo. Lo vogliamo far gestire, nel silenzio generale, alla CDO e alla ’ndrangheta? Questo è il futuro che si profila, se in Lombardia vincerà il Pdl, la Lega nord e se l’unico digestivo sarà il PD anche in questa regione ci sarà il caos come nel Parlamento.
E allora dalla Lombardia si può e si deve ripartire, e il popolo deluso ed astensionista, può contribuire a dare il segnale, dare un futuro alla Sinistra per dare un futuro al Paese.