A proposito delle polemiche sulla trasmissione di Daniele Luttazzi e sul libro di Marco Travaglia ed Elio Veltri: La Padania, altro che Satyricon
Per la Lega Berlusconi era un mafioso

Minacciosi aerei carichi di querele partono dalla base di Arcore alla volta della capitale. Le domande su Silvio Berlusconi e le sue fortune trasmesse in tivù non sono state gradite e pare che il grande dibattito sulla satira verrà condotto dagli avvocati (la cosa è già satirica di suo, quindi).

Marco Travaglia Daniele Luttazzi
Marco Travaglia Daniele Luttazzi

Se è lecito restare nel merito, però, cioè sui testi, bisogna convenire su un punto: con la satira su Berlusconi non si inventa niente di nuovo, tanto che molto di quanto uscito da Satyricon aveva già deliziato i lettori del più noto quotidiano satirico italiano, la Padania.

Si sa che l'autoreferenzialità è una malattia dei comici, che le battute si montano e smontano a piacere, ma si suggerisce almeno un po' di pudore.

Insomma: non copiate proprio uguale-uguale!

Invece, ecco: tutto ciò che oggi infiamma la Villetta delle Libertà si ritrova papale papale negli archivi del famoso quotidiano pedemontano.

"La Fininvest è nata da Cosa Nostra" , titolava feroce (7.10.98).

E non risparmiava ritratti potentemente satirici sul Cavaliere, ma sempre mischiando alle battute notizie e insinuazioni: "Parla meneghino ma è di Palermo" (22.7.98),

oppure: "Berlusconi, metodi mafiosi" (6.10.1999),

oppure ancora: "Silvio riciclava i soldi della mafia" (7.7.98).

berlusconi e gli appalti
Contro manifesto satirico

Non mancano gli attacchi al Berlusconi politico, altre argomentazioni che la sinistra ha tardivamente copiato:
"C'è una legge inapplicata: Berlusconi è ineleggibile"
(25.11.99).

Con corollario di focosi ultimatum, come "Imprenditore o politico, è il momento della scelta" (9.11.98),

senza contare i richiami all'epopea craxiana: "Fu Craxi a spingere Berlusconi in politica" (10.6.98).

Piange il cuore dirlo, ma oltre al bombardamento di azioni legali, sulla povera devastata Rai potrebbe abbattersi tra capo e collo anche un'accusa di plagio.

La solita sinistra che copia i programmi e i manifesti!

Che fa, si mette a copiare anche i titoli? Sempre titoli de la Padania, naturalmente, come per esempio:

"Un biscione di miliardi in Svizzera" (3.11.98),

ma anche "Le sedici casseforti occulte" (29.9.98),

e persino - mi consenta - "Soldi sporchi nei forzieri del Berlusca" (2.7.98).

A volte, la satira pungente de la Padania, ha usato toni più duri e diretti, titolando ad esempio

"La Fininvest è nata da Cosa Nostra" (27.10.98).

Ma più apprezzati dal pubblico pare siano stati gli articoli più finemente cesellati, ricchi di spirito critico, divertenti e spiritosi come

"Così il Biscione si mise la coppola" (16.7.98).

Imperdibile fin dal titolo, invece, un soave ritrattino, "Le gesta di Lucky Berlusca" (31.8.98).

Questi sono i fatti, per amore di verità, e anche per impedire che la sinistra, i soliti comunisti, la Rai, Freccero, i tagliatori di teste del Borneo, Parisi, Rutelli, Luttazzi, il sub-comandante Zaccheroni e Veltroni, si prendano tutti i meriti della satira sul Cavaliere.

Diamo a Cesare quel che è di Cesare e al la Padania ciò che le spetta, anche per fare un po' di chiarezza sull'eterno dibattito sulla satira, un argomento che, a quanto pare, appassiona tutti.

Alessandro Robecchi
Milano, 17 marzo 2001
da "Piovono Pietre" rubrica di "Radiopopolare"