Contributo al dibattito per la conferenza d’organizzazione del PRC - Brianza

Federazione, circolo, città, giovani e qualità della vita.

Premessa

La Conferenza d'Organizzazione che il PRC. di Monza dovrà essere colta come una grande occasione per un momento di riflessione politica e di bilancio del lavoro svolto dal Circolo in questi anni dall'ultimo Congresso e alla vittoria alle ultime elezioni comunali. Un momento nel quale, fuori dalle scadenze e dalle contingenze poter serenamente tracciare anche i solchi del lavoro da svolgere nei prossimi mesi che sarà davvero molto. Dunque il documento proposto non ha la pretesa di dare precise indicazioni; si vuole dare un quadro esaustivo delle dinamiche politiche e della situazione sociale e politica della terza città della Lombardia che diverrà provincia. Tuttavia non ci si esime dal dover sottolineare con estrema chiarezza che la filosofia di fondo, lo spirito con il quale si propone di affrontare la Conferenza, vuole essere quello dei Comunisti di Rifondazione che lavorano per CAMBIARE LO STATO DELLE COSE ESISTENTI e non di testimoniare soltanto una differenza o un malessere diffuso nel convivere con il neoliberismo capitalista, pur necessari ed importanti. Oggi più di ieri il ruolo dei comunisti diviene decisivo ed importante non tanto e solo per le sorti del Paese ma anche dell'intera Europa e questa deve essere un occasione più unica che rara di sfruttare la "posizione di forza"; anche il neoliberismo di marca riformista e socialista non riesce a dare risposte concrete perché prigioniero del concetto di gradualismo. Ma non avendo un approccio critico al neoliberismo capitalista, ma configurandone solo l'utilizzo del lato buono (che non c'è) il neoriformismo di Blair e D'Alema propone il nulla sul piano strategico all'intero movimento antiliberista. Dunque dobbiamo collocare la fase politica che si presenta in due momenti precisi: il primo nella lotta alle destre in Italia e in Europa; il secondo in una vera lotta politica serrata al riformismo. Ma i due momenti non sono disgiunti; mentre combattiamo la politica neoliberista, razzista e guerrafondaia a livello europeo dobbiamo saper inserire le proposte e le risorse dei comunisti e del movimento newglobal europeo per esercitare non solo una funzione frontista "antibush" o "antiberlusconi" ma anche una funzione socialmente utile alle masse popolari, ai lavoratori ai giovani. Se così non fosse, rischiamo di divenire complici dell'ennesima presa in giro e cioè: che pur di scacciare i fantasmi del filoamericanismo europeo e casereccio, qualunque politica va bene. SU QUESTO PUNTO SI PROPONE DI ESSERE INFLESSIBILI E UNITARI. Su questo scenario si gioca non solo il futuro di un Europa pacifica e solidale, dove sappiano prevalere le istituzioni politiche e non quelle monetarie, ma anche il futuro del PRC. L'esperienza del governo di Monza ci ha fornito un quadro nel quale è sempre più evidente che la coesione politica avviene non solo per battere le destre, ma nel prosieguo del governo, facendo prevalere i programmi e le intese raggiunte, dando il segno del cambiamento. E' opinione diffusa nei monzesi che... "l'aria a Monza è cambiata"... e dunque la strada che abbiamo imboccato è quella giusta. Si è fatto molto e molto si dovrà fare. Anche questa Conferenza dovrà essere un momento di verifica e di contributo alto al miglioramento politico e sociale della città. Con questa impostazione sarà possibile fornire uno strumento per il miglioramento della nostra capacità critica di Circolo del PRC. sia a livello cittadino ma anche contribuendo alla crescita complessiva del partito in Brianza.

LA FEDERAZIONE

Si ritiene che per quanto riguarda la situazione generale lo stato dei rapporti, salvo lodevoli eccezioni, fra il circolo di Monza e la federazione siano e siano stati pessimi. Improntati non al corretto confronto delle opinioni ma all'emarginazione del Circolo. Da questo ne è discesa la totale sottovalutazione del lavoro che stanno svolgendo gli amministratori e i gruppi consiliari, sia dove si governa o si è all'opposizione. Di fronte alla carenza di direzione politica della federazione è corrisposto una micro direzione occulta del partito che per quanto risulta, con Monza, si è arrivati all'interferenza della vita politica. A continue richieste di chiarimento, con particolare riferimento alle questioni giovanili, non abbiamo mai ricevuto soddisfazione. Si pensa che la causa principale sia l'incapacità del "nuovo" gruppo dirigente, uscito dall'ultimo congresso, di dotarsi di una direzione seria e stabile e questo ha nuociuto e nuoce all'intero partito in tutta la Brianza. Da questo punto di vista diviene prioritario dare una risposta rapida a questo stato di cose riducendo al minimo lo stato di vuoto in cui versa la federazione.

IL CIRCOLO

Dopo la vittoria alle amministrative del 2002 il circolo di Monza si è misurato con un modo inedito di vivere la politica e cioè di essere forza politica di governo e non di opposizione. Per cui non vanno sottaciute le oggettive difficoltà di gestione del lavoro consiliare e assessorile ma va detto che sono sempre state risolte nel segno della coesione politica e della continuità. Sul lavoro svolto sia dal Gruppo Consiliare che dell'Assessore rimandiamo ai contributi specifici. Si prende atto che sulle grandi questioni il PRC. ha svolto un ruolo propulsivo e anche di rottura come recentemente sulla questione della scuola pubblica; da un lato abbiamo lavorato sul capitolo urbanistica per estendere la fruibilità delle materne pubbliche aprendo dieci nuove sezioni nelle sei scuole materne statali e sul capitolo pubblica istruzione introducendo elementi di accesso alle scuole paritarie (21) prima impossibile agli esclusi, inserendo anche elementi di controllo dei servizi sociali, prima inesistenti. Per quanto riguarda il rapporto con gli iscritti la situazione è da ritenersi fisiologica rispetto allo stato generale del partito, ridotto per certo versi ad un club di tifosi, che a secondo delle posizioni dei gruppi dirigenti nazionali prendono posizione. Dunque lo stato delle relazioni interne è difficile perché non riusciamo ad attrarre nuova militanza; in compenso chi milita lo fa seguendo più l'istinto, il buon senso che una linea politica vera e propria. Localmente il partito ha cercato di darsi una fisionomia, in parte riuscendo nell'obiettivo di dare un identità al PRC. monzese ma forse per l'alto contenuto innovativo delle scelte rimangono residuali sacche di difficoltà. Se il 2002 era stato l'anno della riscossa politica e il 2003 il rafforzamento del partito (40% di aumento degli iscritti in una federazione dove sono diminuiti) il 2004 vuole essere l'anno della raccolta sul piano della conferma e dello sviluppo delle adesioni al partito ma anche di affermazione e di presenza del PRC. in città. Per tanto sia la Conferenza programmatica del Circolo, sia la prima festa cittadina a giugno vogliono essere due momenti centrali del nostro lavoro. Una conferenza partecipata ed aperta; una festa per riaffermare la centralità della vita di Circolo con i suoi insostituibili iscritte/i.

LA CITTA'

Monza; terza città della Lombardia governata, dopo il ventennio fascista, per sessant'anni, prima dalla DC e poi dalla lega ed infine da forza Italia. Una città desertificata sul piano delle relazioni sociali. Volontariato e Solidarietà sono stati elementi di controtendenza ma spesso ridotti a fatto pietistico e puramente volontaristico. Anche la sinistra monzese da quella più radicale a quella moderata hanno spesso convissuto con la sindrome della sconfitta, riducendo la lotta a fatti spesso episodici, importati dalla grande Milano. L'inaspettata, per molti, vittoria del centrosinistra con Rifondazione alle ultime elezioni ha colto impreparato il movimento democratico monzese. Questa situazione ha provocato reazioni inedite di gioia ma anche di stupore. In questa difficoltà si muove la sinistra che governa la città. Il gruppo dirigente del Circolo, il nostro Assessore, ma anche settori della coalizione sono consapevoli di questa opportunità irripetibile e sulla quale va costruito un vero e proprio ciclo storico alternativo agli ottant'anni che ci hanno preceduto. Questa consapevolezza deve trasformarsi in capacità alternativa del governo. Questa è la sfida alta alla quale siamo chiamati.

GIOVANI E QUALITA' DELLA VITA

La questione giovanile ha sempre avuto un rilievo nelle nostre riflessioni e nelle nostre proposte; rivendichiamo la paternità di aver indicato nelle questioni giovanili una delle priorità politica della sinistra monzese sin dalle elezioni amministrative del 97. Nel programma dell'allora candidato Ambrogio Moccia c'erano nello sviluppo della città policentrica, le proposte dei centri di aggregazione giovanile. Il limite di quella proposta era che non essendoci giovani che LOTTAVANO per gli spazi rimase una formulazione ideale e politicista, ma era una proposta adeguata. E l'adeguatezza di quella proposta l'abbiamo potuta verificare in questi mesi nelle iniziative per gli spazi in città. Questa volta abbiamo dovuto misurarci su due situazioni completamente nuove per il PRC e per il Circolo di Monza. Un gruppo di giovani monzesi hanno creduto e credono che con una giunta con dentro Rifondazione lo spazio sociale sia una meta possibile. Con questa situazione il PRC. di Monza ha vissuto la lotta degli spazi cercando di non perdere il rapporto con l'unica realtà giovanile consistente e credibile di tutta la Brianza, lavorando dentro l'amministrazione per dare serie risposte a questo problema. Abbiamo anche compreso che il ruolo del partito non è quello di supplenza o sussidiario ai movimenti e dunque con molta autorevolezza abbiamo cercato di tenere un atteggiamento di interlocuzione dentro e fuori l'amministrazione che tendesse a far prendere coscienza del problema. Molto da questo punto di vista è stato fatto: il tavolo esclusivo dei giovani con l'amministrazione e i sopraluoghi nei siti; i programmi e le proposte per giungere nel prossimo futuro nei locali delle ex stalle dell'ex macello ha destinare spazi per i giovani stanno a testimoniare l'impegno. Ma tempi e modalità realizzative di questi programmi rischiano di far disperdere la prorompenza della lotta che tutti hanno potuto verificare con l'occupazione della ex conceria De Simone. Diviene a questo punto prioritario che, se pur in maniera provvisoria, in attesa di uno spazio definitivo, nella città di Monza ce ne debba essere uno autogestito da giovani delle varie esperienze politiche, sociali e culturali. Nel raggiungimento di questo obiettivo tutto il Circolo, il Gruppo consiliare e l'Assessore lavoreranno per lanciare questo segnale innovativo a tutta la città e a tutta la Brianza. In questa scelta si gioca non tanto e solo il futuro del PRC. monzese ma anche dell'amministrazione comunale. Un altro segnale, fra quelli già lanciati, che Monza sta cambiando e che in questo cambiamento i comunisti di Rifondazione sono protagonisti. Marco Fraceti Segretario del PRC. Circolo "G. Impastato"

Marco Fraceti (Segretario del Circolo del PRC di Monza "G. Impastato")
Monza, 3 gennaio 2004