La Direzione nazionale del Prc ritiene indispensabile un sostanziale mutamento nella capacità delle opposizioni di condurre una efficace lotta politica e sociale per sconfiggere le politiche del governo Berlusconi.
Per questo, il Prc esprime una decisa contrarietà alle posizioni politiche e programmatiche che parti significative del centrosinistra stanno prendendo sui temi cruciali del conflitto sociale e della pace. In particolare, le posizioni espresse dal Presidente della Margherita sulle pensioni e sui salari si pongono in linea di continuità con quelle del governo e hanno l'effetto di determinare lacerazioni profonde nel rapporto con il movimento dei lavoratori, ancora più gravi nel momento in cui lo scontro sul tema della previdenza è ancora in corso.
Sul tema altrettanto decisivo della pace, l'orientamento dell'astensione sul voto circa la proroga della missione dei militari italiani in Iraq, annunciato dal presidente dei Democratici di sinistra, si pone in contrasto con l'insieme dell'articolato movimento per la pace.
Con queste posizioni, non solo si rende impervio il confronto programmatico con tutte le forze di sinistra dell'opposizione, ma si recide il rapporto tra parti consistenti dell'opposizione e i movimenti che innervano il tessuto sociale del Paese. L'estraneità, quando non una vera ostilità, che parti significative del centrosinistra dimostrano nei confronti delle lotte importanti di intere categorie di lavoratori che sollevano il tema dell'insostenibilità della condizione salariale rappresenta un ostacolo alla crescita del rapporto di fiducia con il mondo del lavoro.
Un'opposizione che non riesce a proporre il nodo di un incremento dei salari e delle pensioni, che non riesce, quindi, a sollevare la questione della distribuzione della ricchezza prodotta è incapace di proporsi credibilmente alla guida del Paese.
Emerge, inoltre, l'incapacità di assumere le spinte che vengono da movimenti imponenti che attraversano l'Italia e che si pongono in rottura con il governo Berlusconi, basti pensare al tema decisivo dell'istruzione pubblica. Per questo è necessario un mutamento qualitativo nella capacità delle opposizioni di costruire un'alternativa al governo.
Intanto la maggioranza, il cui consenso si consuma, risponde alla crisi in modo ancora più rabbioso, acuendo l'offensiva contro l'indipendenza della Magistratura e rendendo più penetranti gli attacchi alla libertà di critica e al pluralismo dell'informazione.
La crisi economica e sociale si fa devastante per i redditi da lavoro e da pensione con una recessione che determina un declino anche del settore economico e produttivo. In questo quadro, gli scandali finanziari sono non la patologia di un corpo sano ma l'espressione di una finanziarizzazione speculativa che è sempre di più la fisiologia della globalizzazione neoliberista.
L'insieme di questi fattori richiederebbe il salto di qualità dell'opposizione per favorire la caduta anticipata del governo, e dare una nuova guida al Paese che dia speranze e prospettive ai movimenti non l'appiattimento che quelle componenti del centrosinistra propongono nell'illusione che l'immobilismo o peggio il continuismo con le politiche delle destre possano favorire, di per sé il ricambio nel governo.
Per questi motivi, Rifondazione comunista si propone di costruire, autonomamente e in rapporto con i movimenti, le organizzazioni dei lavoratori, le forze politiche e sociali disponibili, un insieme di iniziative politiche e di massa per dare impulso all'opposizione e costruire un'identità politica e programmatica di una sinistra di alternativa che dia risposte e prospettive ai movimenti che si esprimono sui terreni del conflitto di lavoro, della pace, dell'ambiente e dei temi del pluralismo e della democrazia.
In particolare, si rende necessaria una iniziativa comune delle forze di sinistra. Una campagna di massa sui temi dei salari e delle pensioni in rapporto al carovita, la raccolta delle firme per il ritiro dei militari italiani dall'Iraq e la preparazione della manifestazione per la pace del 20 marzo promossa dal Forum sociale mondiale, rappresentano le due priorità di lavoro.
Intrecciate ad esse, vanno poste tutto l'arco di iniziative che sui vari temi del conflitto sociale, politico e culturale si svilupperanno nel Paese e nelle istituzioni.
Approvato con 29 voti a favore, 4 contrari e 2 astenuti