
Disponibile con tutti, si è sempre battuto contro ogni forma di guerra e povertà, amava la vita, sempre col sorriso sulle labbra. Franco Sironi, 66 anni, ormai da quindici anni alla guida del circolo ARCI di via Veneto a Macherio, si è spento l'altro sabato. Il destino ha voluto che la sua vita si fermasse proprio tra i soci di quel circolo ha cui dato tanto. Era all'incirca mezzogiorno quando, colto da malore è caduto a terra.
"Era dietro il bancone" ci hanno detto al circolo "Ad un certo punto abbiamo sentito un tonfo. Pensavamo fosse caduto qualcosa quando ci siamo voltati l'abbiamo visto disteso a a terra. Abbiamo immediatamente allertato i soccorsi. I medici intervenuti hanno cercato di rianimarlo per parecchio ma non c'è stato nulla da fare".
Portato all'ospedale di Monza, il suo cuore ha smesso di battere poco dopo. Sironi originario di Biassono, ma da una vita residente a Macherio, da un paio d'anni con la famiglia si era trasferito a Sovico in via Cesare Battisti al civico 18/A. Ed è lì che ora sono rimasti a piangerlo la moglie Umberta ed il figlio Andrea. Al loro dolore si sono stretti i tanti soci ed amici dell'Arci di via Vittorio Veneto a Macherio.
"Siro" come lo chiamavano gli amici, era stato uno dei fondatori negli anni settanta. Da quindici anni ne era il presidente. Non ha mai rivestito incarichi a livello amministrativo. Iscritto a Rifondazione Comunista, si è sempre battuto per promuovere i valori della solidarietà, contro ogni forma di guerra nel mondo.
Era un pacifista convinto, hanno proseguito gli amici dell'Arci che abbiamo incontrato lo scorso venerdì nella sede macheriese. Era contrario al terrorismo, non poteva sopportare la fame nel mondo. La capacità di mediare era una delle sue grandi doti, insieme ad una disponibilità che non aveva eguali.
Per l'Arci ha fatto tanto hanno ricordato, questa è una sede storica per il paese. "Siro" era sempre presente. Tante iniziative che abbiamo promosso qui, sono state merito suo. E' lui che ha inventato la gita sociale in luoghi storici e significativi della resistenza come Marzabotto. Nonostante tutto era un tipo molto schivo a lui non piacevano le medaglie.
Come quando, insieme agli altri siamo riusciti a raccogliere i fondi per costruire un pozzo in Kenya. Niente plausi. La sua vita in fondo era molto semplice, divisa tra la famiglia che amava profondamente e il circolo, a cui dedicava buona parte del suo tempo, soprattutto da quando aveva raggiunto la pensione negli anni novanta. Fin a giovane aveva iniziato le sue battaglie a sostegno dei valori in cui credeva, nei consigli di fabbrica.
Ed ora era lui che al mattino apriva il circolo sempre con il sorriso sulle labbra, con una parola di speranza per i meno fortunati.
E' stata una grossa perdita ci hanno detto i compagni. Per tutti noi, per il circolo era un punto di riferimento, sarà difficile sostituirlo. Ai funerali mercoledì scorso celebrati nella chiesa parrocchiale di Macherio, ai famigliari si sono stretti i tantissimi amici,insieme ai rappresentanti dell'amministrazione comunale macheriese, il sindaco e gli assessori. Don Vittorio Comi, nell'omelia, ha ricordato la sua figura, evidenziando il suo impegno per gli altri e la sua generosità. Al termine delle esequie funebri il corteo l'ha accompagnato nell'ultimo viaggio terreno fino al cimitero. Sironi è stato tumulato a Macherio, il paese che lo ha visto nascere, crescere e maturare nel suo impegno profondo verso la comunità.