1° Congresso dei DS della Brianza, Venerdì 12 - Sabato 13 Gennaio 2007, Monza

Un comune impegno per la difesa della democrazia, della coesione sociale, dei valori del dialogo e della civiltà

Intervento del Segretario del PRC - Brianza

Care compagne e cari compagni del partito dei Democratici di Sinistra,

vi porgo un saluto e un sincero augurio di buon lavoro congressuale da parte della Federazione della Brianza del Partito della Rifondazione Comunista.

Seguiamo con vivo interesse questo vostro Congresso. Il documento congressuale e la relazione introduttiva delineano quelli che saranno gli appuntamenti dell’agenda politica in Brianza e molti dei nodi che dovremo affrontare e che, necessariamente, saranno oggetto di un franco confronto tra le forze politiche della stessa Unione: diritti, democrazia e partecipazione, equità, lavoro, scuola e istruzione, salute e sanità, infrastrutturazione del territorio, servizi, ambiente, qualità della vita, buona gestione pubblica dei beni comuni, antifascismo e legalità, ecc.

Con l’ormai quasi completa costituzione in federazioni o coordinamenti di quasi tutte le forze politiche, il tavolo brianzolo dell’Unione sta acquisendo una forma ben definita.

Però, la dimensione organizzativa di per sé non basta. Dobbiamo saper costruire un progetto comune, consapevoli delle differenze, ma anche della ricchezza delle nostre esperienze, a partire da quelle che ci permettono di rivendicare una capacità di governo riconosciuta e apprezzata dai cittadini che vivono nei tanti comuni amministrati dal centro sinistra.

Questi riconoscimenti non devono comunque farci dimenticare le difficoltà che abbiamo e che continuiamo ad avere in questo territorio, per nostri limiti, per la particolare struttura socio-economica di quest’ultimo e, soprattutto, per l’avvenuta affermazione di un modello, prima che politico, sociale e culturale che noi chiamiamo “modello formigoniano”.

Sarebbe stupido, fuorviante e pericoloso rincorrere il centro destra sul suo campo. Il nostro intento dovrebbe essere invece quello di costruire un’alternativa credibile, un progetto in cui i cittadini della Brianza possano riconoscersi.

Solo così avremo modo di superare in termini per noi positivi quella che è la dicotomia del doppio voto (quello per le elezioni amministrative, da un lato, e quello per le politiche, dall’altro).

La nuova Provincia non nascerà nel 2009, esiste già. Abbiamo il contenitore, dobbiamo riempirlo di contenuti.

Siamo quindi interessati all’avvio di un serrato confronto tra di noi per la costruzione di un programma comune; abbiamo bisogno, tutti quanti, di compiere un salto di qualità.

Nonostante la crisi che il sistema politico e la forma partito stanno attraversando, e che noi di Rifondazione stiamo cercando di affrontare con l’avvio della nostra conferenza di organizzazione, non abbiamo alcun timore nell’affermare che la presenza forte della Politica sia indispensabile affinché vengano prefigurate risposte ai bisogni di questo territorio e venga percepita dai suoi cittadini l’utilità della nuova Provincia.

E’ giunto il momento di dare visibilità all’Unione e a quanto già ci unisce.

Importante sarà – è ovvio, ma utile ripeterlo - il confronto elettorale delle prossime amministrative. Sarà importante come ci presenteremo in tutti i comuni, per fare cosa e come. Non possiamo permetterci il lusso di compiere errori come nel recente passato.

Determinanti per il nostro cammino saranno, in particolare, le elezioni di Monza. La riconferma del Sindaco Faglia e della sua maggioranza, infatti, non solo costituirebbe un premio a cinque anni di buon governo, ma sarebbe un decisivo trampolino di lancio per la nostra azione su tutto il territorio della Brianza, da qui alle amministrative provinciali del 2009.

Una nostra affermazione consentirebbe di sconfiggere il centrodestra in quello che è il suo progetto di accerchiamento dell’amministrazione provinciale di Milano, che rischierebbe così di essere schiacciata tra i due capoluoghi, Monza e Milano, e una Regione sempre più accentratrice e libera di rafforzare il suo modello.

Concludo facendo solo un breve cenno al piano politico: i nostri due partiti sono impegnati in due progetti diversi, quello della Sinistra Europea e quello del Partito democratico, che segnano anche - passatemi il termine - una “sfida” tra la sinistra di trasformazione e la sinistra moderata, tra la cosiddetta sinistra radicale e quella riformista. Una sfida, già presente in passato, che oggi conosce però una nuova fase, quella del riconoscimento della legittimità di progetti qualitativamente differenti tra loro: la sfida di lungo periodo sull’idea di società e di mondo, che parta dalla ricerca di una risposta all’altezza della crisi prodotta dal neoliberismo e dalla guerra. Vi sono idee e progetti che guardano orizzonti diversi e ricercano soluzioni diverse alle grandi contraddizioni, ma che non escludono di attraversare, dentro la crisi contemporanea e i rischi di precipizi, fasi di convergenze e momenti di alleanza. Idee e progetti che si riconoscono autonomi e legittimi e che non si combattono per eliminarsi, ma che possono anche ritrovarsi in un comune impegno per la difesa della democrazia, della coesione sociale, dei valori del dialogo e della civiltà.

Grazie!

Daniele Cassanmagnago (Segretario PRC – Federazione Brianza)
Monza, 12 gennaio 2007