Conferenza di Organizzazione del PRC - Brianza, 16 - 17 Marzo 2007 - Monza

Documenti presentati nel corso delle Conferenze dei Circoli

Circoli di Brugherio, Carnate, Muggiò, Nova Milanese

Brugherio (17 febbraio 2007)

Documento politico della Conferenza di organizzazione del circolo L.Perego PRC Brugherio

Apprezzando, che dopo le tante volte dichiarate, si è finalmente arrivati ad affrontare una Conferenza organizzativa, dove si è potuto evidenziare le necessità e le difficoltà del Partito, riguardo alla Forma Partito.

In questa conferenza di Brugherio, la maggior parte degli interventi hanno posto correttamente ed autocriticamente le cause che hanno determinato in diversi momenti, il degrado e le difficoltà in cui versa il partito, a 2 anni di distanza degli impegni assunti in sede congressiale. Le difficoltà riscontrate ed evidenziate sono state di vario tipo e sensibilità come: la Provincia di Monza e Brianza, dove è stato detto e denunciato il modo con cui si è arrivati alla sua accettazione da parte dei gruppi dirigenti, modalità e decisioni, che avrebbero dovuto avere: percorsi, valutazioni e partecipazione più determinante, chiare e convolgenti, si hanno invece seri dissensi a livello locale.

Solo una base che fa politica produce iniziative, entra in rapporto con i movimenti di massa e con le sedi del conflitto consente la formazione di gruppi dirigenti, non per coperazione, ma in considerazione di concrete esperienze di lotta , sociali e culturali.

I circoli devono recuperare una funzione pienamente politica, con una forte caratterizzazione delle singole strutture, in rapporto alla realtà sociale e territoriale con la quale devono interloquire.

Questo è il territorio sul quale si esercita l’autonomia dell’organizzazione di base.

E’ stato presentato un emendamento aggiuntivo al punto 3 “ il cambiamento necessario”, che che richiama la necessità di costruire il partito di massa, che sia un soggetto politico attivo, che contribuisca alla ricostruzione della democrazia, facendosi portatore fattivo di un nuovo assetto, che deve avere una presenza organizzativa sui luoghi di lavoro, di studio, nei centri di cultura e ricerca, nelle organizzazioni di massa, con la presenza dei circoli.

Votato all’unanimità Circolo L.Perego - Brugherio

Nova Milanese e Muggiò (11 febbraio 2007)

Presenti ai lavori 20 iscritti dei due circoli più il rappresentante della Federazione, Pino Timpani.

INTRODUZIONE

Alla Presidenza hanno preso posto il compagno Caserta Giuseppe (Segretario del circolo di Nova Milanese) e Paleari Piero (Segretario del circolo di Muggiò)

Ha introdotto i lavori il compagno Caserta che ha brevemente riepilogato le scadenze della Conferenza di Organizzazione e le norme che la regolano; si è proceduto alla elezione della Commissione Politica accettando unanimemente la proposta della Presidenza relativa ai compagni Fantuzzo Luisella e Capizzi Lorenzo.

Il compagno Caserta ha illustrato il documento nazionale, rinviando agli interventi dei compagni le considerazioni sullo stato organizzativo del partito a livello locale. Il compagno Paleari ha concluso l’introduzione ricordando che è in discussione anche la “Bozza PROGRAMMA” (MONZA E BRIANZA una nuova Provincia con democrazia, diritti e partecipazione).

LAVORI

Sono intervenuti al dibattito 10 compagni (Paris, Capizzi, Laudicina, Corestini, Paleari, Dossola, Simonetti, Fantuzzo, Acampora e Riccardi).

Il senso complessivo degli interventi è stato di condivisione del documento nazionale con riflessioni ed approfondimenti che hanno affrontato temi nazionali, provinciali e comunali; pur in presenza di questa condivisione di fondo a volte gli approfondimenti dei compagni sono stati critici, se non contrari, a singoli punti presenti nel documento nazionale.

Di seguito, senza alcuna pretesa di rappresentare in modo esaustivo il dibattito svolto, si elencano, raggruppandoli nella gerarchia documento nazionale, documento provinciale, temi locali, gli argomenti organizzativi che hanno evidenziato contributi specifici, differenze di vedute o spunti rispetto al documento nazionale:

documento nazionale – secondo alcuni il documento è troppo generico e non affronta adeguatamente il che fare di un partito che deve essere “di lotta e di governo”; le azioni correttive indicate nel documento sono una forte critica alla precedente segreteria (Bertinotti) e direzione nazionale che evidentemente non è stata in grado di tessere l’organizzazione del partito[separatezza eletti-partito e autoreferenzialità] a che punto e chi decide che la non attuazione degli accordi comporta una rottura delle alleanze da parte degli eletti nelle istituzioni (PACS, AFGANISTAN, Finanziaria…)? “Caso” interpellanza Zipponi su Alfa Romeo.[metodo dell’inchiesta] da praticare[sinistra europea] da organizzare e costruire a livello locale. E’ una “scommessa” nella quale i referenti sono “ceti politici” organizzati. E’ all’interno del progetto della “rifondazione” in quanto progetto che include e non progetto che esclude. E’ un progetto di medio-lungo periodo e non di breve periodo.[alternanza incarichi] Ok alternanza, ma attuarla con intelligenza [democrazia di genere] Ok “quota rosa”, ma attuarle con intelligenza (secondo alcuni). No “quota rosa” perché non risolve i problemi ed è una scorciatoia, creare le condizioni perché le donne non siano considerate una “specie in pericolo” (secondo altri).[circoli tematici] Non sono un’alternativa ai “circoli generalisti”. E’ una provocazione intellettuale specifica di alcune realtà (le grandi città?) da sperimentare senza illuderci sul loro risultato (secondo alcuni). No a circoli tematici perché minano la possibilità di operare in un quadro unitario e coerente (secondo altri).

documento provinciale - ancora troppo generico, fare gruppi di lavoro con gli “istituzionali/eletti” per completarlo; [istituzioni] Presidenza del Consiglio Provinciale e di tutte le Commissioni di Controllo alle minoranze[circondari] le attuali ipotesi non sono basate sulla realtà sociale ed economica, modificare i confini[lavoro] analisi incompleta, mancano indicazioni su extracomunitari e lavoro nero. Il Dipartimento lavoro della Federazione in passato non ha lavorato.

temi locali – [Nova] Segretario di sezione e rinnovo degli incarichi?[Nova-Muggiò] Feste: pensarci ad organizzarle perché anche queste fanno cultura.[Muggiò] Intitolare la sezione e costruire iniziativa politica su questo. Valutare festa di due/tre giorni. Bacheche comunali da realizzare (secondo i tempi dell’amministrazione? secondo i nostri?). Ravizza: operazione strategica che può essere affrontata con il sistema democratico (consultazione compagni, chi prevale si deve assumere la direzione del circolo) oppure inserendolo nel nuovo PGT (tutti gli operatori sono uguali). Sinistra Europea, coinvolgere il consigliere PDCI.

VOTAZIONI

Il compagno Timpani non ho potuto completare il suo intervento a causa dell’orario e si è preferito passare alle votazioni per evitare che alcuni compagni andassero a casa senza votare. Il compagno Paris ha proposto di votare l’emendamento 3 (presentato a livello nazionale dai compagni Crippa-Jorfida-xxx). Il compagno Capizzi, pur condividendone il senso, ha paventato che in qualche modo quel tipo di emendamento serve più a contarsi che ad innovare l’organizzazione, ed ha evidenziato che da quest’ultimo punto di vista è più produttivo l’emendamento 5 relativo a Liberazione ed alle tematiche dell’informazione.

Presenti alle votazioni 16 iscritti.

Emendamento 3 approvato con 10 voti favorevoli e 6 astenuti

Documento finale emendato approvato con 13 voti a favore e 3 astenuti.

COMMISSIONE POLITICA

Luisella Fantuzzo

Lorenzo Capizzi

***

Ad ulteriore arricchimento dei contributi, il compagno Pino Timpani, ha successivamente svolto le seguenti considerazioni:

“A mio parere questa Conferenza è stata voluta in primis proprio da Bertinotti a cui, al contrario di come afferma qualche compagno, non si possono imputare le contraddizioni che oggi attraversano il Partito e anche la società nel suo complesso.

Penso che non sia stato colto, in generale, il vero tema della Conferenza, cioè la crisi della politica; forse le aspettative che motivano l'adesione al Partito di ogni singolo compagno sono, in qualche modo fuorvianti, in ( oppure non) relazione alle culture e alle trasformazioni che imperversano nel corpo sociale, poco permeabilizzate nel seno della struttura militante..

Questa Conferenza era l'occasione per chiedere anche a simpatizzanti, ex militanti e a pezzi di corpo sociale, che cosa ne pensano in materia di forma Partito; anche perchè, filologicamente, ha più coerenza chiedere prima alle "masse" cosa vogliono, e poi magari richiedere anche un'adesione militante (proselitismo).

Quando le Amministrazioni saranno svuotate dalla politica, allora il "professionismo" prenderà il sopravvento e quindi, scusate l'esagerazione grottesca, ma è per capirci, si potrà "esternalizzare" le giunte affidandole in appalto a società specializzate in Amministrazione. Non si tratta di catastrofismo masochista. “

Carnate (10 febbraio 2007)

Proposte di modifica al documento sulla Brianza

LO SPORT

Da sempre questo segmento della vita di decine di migliaia di persone (in Brianza una su tre pratica o è coinvolta in attività sportive) è stato lasciato esclusivamente nelle mani di società sportive, di associazioni volontaristiche quali AVIS, ADMO, ARCI UISP, CSI …., spesso comunque governate dall’alto dagli EPS o da Federazioni di categoria, se non da singoli che spesso coincidevano o con l’animatore dell’Oratorio, o con l’ assessore allo Sport che si costruiva la sua piccola base di consensi. Queste considerazioni, non devono essere intese come critica a chi si impegna ad ogni livello per sostenere strutture atte all’attività sportiva, ma per sottolineare come questo sia avvenuto in totale assenza di un “Sistema Brianza dello sport” In questo modo lo sport, non solo è stato veicolo di consenso politico, ma anche un vero affare per i privati e i centri sportivi convenzionati con i comuni stessi.

Le politiche di continuo taglio alle infrastrutture sportive pubbliche legate alla scuola; l’offerta formativa degli istituti di ogni ordine e grado che ha praticamente cancellato le ore di attività sportiva, aggiunta ad altre scelte sbagliate, alla lunga hanno estraneizzato lo sport dalla scuola, trasferendo la domanda di attività sportiva verso soggetti privati, semipubblici o di natura varia. Questi ultimi, non paghi di avere a disposizione strutture pubbliche a costi irrisori hanno continuato a chiedere risorse, supportando questa o quella amministrazione a seconda del volume di finanziamenti che venivano indirizzati allo sport, cioè alle associazioni e quindi a loro stessi. In tutta questa confusione sarà opportuno non solo fare un inventario del patrimonio pubblico della Provincia, ma anche di chi ne fa uso e a quali condizioni. Non dobbiamo dimenticare che per il PRC, lo sport è una attività che deve in primo luogo vedere i ragazzi protagonisti nelle scuole, un’attività nella quali scoprirsi e dalla quale partire per l’esperienze verso l’agonismo. Le strutture pubbliche e private devono essere messe in grado di competere ma anche di integrarsi attraverso investimenti mirati e controlli costanti.

Gli investimenti futuri nello sport devono essere parte di progetti completi che, tengano conto dall’edilizia scolastica, dell’impiantistica pubblica e di quella privata, mettendo a regime l’esistente, eventualmente integrato da sforzi economici. Tutto questo deve dare la possibilità ad ognuno di cimentarsi nello sport, sia esso a livello di hobby, a livello amatoriale o a livello agonistico.

La futura provincia deve studiare nuovi percorsi anche coraggiosi, mettere in campo nuove esperienze, utilizzando gli eventuali risultati positivi di altre province. Deve fungere da supporto alle società sportive, pur senza avere la pretesa di sostituirsi ad esse, elargendo invece i servizi atti a sostenere e ad allargare l’offerta

In quest’epoca di cementificazione più o meno selvaggia ma certamente possente, particolare attenzione e cura deve necessariamente essere riservata a tutti quegli sport cosiddetti non stadio, ovvero attività che non necessitano di strutture fisse ed invasive.

SICUREZZA

La brianza è un polo economico, industriale, e commerciale di grande importanza dove si manifestano molti fattori da monitorare, prevenire e da gestire costantemente. dall'intenso traffico quotidiano, ai problemi ambientali (fumi, rumori, scarichi), dai problemi sociali (disagi di varia natura) al godimento del tempo libero (attività ricreative).

Per noi il concetto di sicurezza non rappresenta solo la lotta alla microcriminalità, o non solo quella. Significa inoltre affrontare e risolvere i fattori di disagio sociale. dal neoliberismo. È sulla premessa della comprensione ed eliminazione delle prevalenti cause che generano illegalità, pur nella consapevolezza che il liberismo è la causa prima, vive la diversità con la politica della destra, orientata esclusivamente alla repressione, strumento da sempre utilizzato per l'esercizio arbitrario del controllo sociale. In questo contesto e nell'ambito della nuova disciplina sul decentramento va anzitutto evitato, contrariamente a quanto vorrebbe invece la destra, di considerare la Polizia Provinciale come un nuovo ed ulteriore strumento di controllo e di repressione e va, invece, concepita, nel rispetto delle sue prerogative, e per la sua stretto legame col territorio, come risorsa per la tutela dell'ambiente, della sicurezza del lavoro in modo particolare nei cantieri edili della strada, difesa dei consumatori.

In concreto i punti che seguono rappresentano un efficace strumento di prevenzione e riduzione della criminalità:     * Sviluppo della socialità, attraverso il sostegno e la creazione di centri di aggregazione, salvaguardando quelli esistenti, centri sociali autogestiti ed istituzionali, e mettendo a disposizione anche spazi pubblici. Il più efficace strumento per garantire la sicurezza, del resto, è quello di stimolare la “vita” nei quartieri, nelle periferie e nei centri degradati, per permettere ai cittadini di riappropriarsi del territorio e di fare da presidio, con la loro costante attività e presenza, contro criminalità e degrado garantendo loro maggior responsabilità e meno vincoli nella promozione di iniziative o occupazione degli spazi pubblici... è utile a tal fine la creazione di aree feste attrezzate, svincolare e valorizzare gli immobili di proprietà degli enti locali per destinarli a centri di aggregazione per anziani, giovani, bambini, associazioni ecc.., utilizzando come risorse  anche coloro che potenzialmente sono visti come peso o portatori di disagio

  1. Politica di integrazione e accoglienza dei cittadini stranieri con attività a loro destinate (consulenza legale, assistenza, distribuzione di informazioni specifiche utili, insegnamento della lingua italiana) per farli emergere dal substrato in cui spesso sono costretti e che per disperazione e/o per “disorientamento” li porta sulla via dell'illegalità.* Prevedere e favorire le attività serali soprattutto nelle periferie così da stimolare la vita del territorio anche nelle ore serali, predisponendo spazi, fondi e rendendo maggiormente fruibili i mezzi pubblici. A tal proposito sarebbe utile anche consentire a tali mezzi di effettuare fermate libere nelle ore notturne.* Nell'ambito di una più ampia politica sulla giustizia, va sviluppato un sostegno alle vittime dei reati, individuando presidi locali che permettano alla vittima non solo di denunciare l'illecito subito, ma anche di trovare assistenza materiale e psicologica, sostegno questo non fornito dai luoghi istituzionali tradizionali, questure, commissariati e stazioni dei Carabinieri, corpi di polizia locale. * Per arginare la commissione dei piccoli reati per opera di tossicodipendenti, ma, soprattutto, per garantire loro una sopravvivenza dignitosa, istituire presso le ASL, dei centri di monitoraggio ed assistenza che forniscano loro ed alle loro famiglie adeguato sostegno materiale, medico e psicologico per la riduzione del danno, la cura ed il reinserimento.* Come già detto, occorre utilizzare la Polizia Locale, che ha la competenza delle forze di polizia dello stato con finalità preventiva e non solo contro la criminalità, ma anche per garantire la sicurezza nel lavoro ( polizia giudiziaria, infortunistica), sulla strada (migliore viabilità, educazione stradale nelle scuole e tra i cittadini) e per la tutela dell'ambiente (controllo del territorio, vigili di quartiere). per far fronte ad una societa' che si evolve occorre che la polizia locale sia più moderna e al passo con i tempi. Deve essere organizzata in modo tale che venga garantito il rapporto di reciproco rispetto, di fiducia e di collaborazione per la ricerca di una condizione di sicurezza condivisa fra la cittadinanza e la polizia locale. Il personale deve dimostrare solida capacità di giudizio, apertura mentale, maturità imparzialità, capacità di comunicare e competenze gestionali. Per avere questo tipo di personale occorre che gli organi istituzionali (stato, regioni, province, comuni) forniscano risorse aggiuntive sia nel campo degli organici (rispetto degli standard adottati ormai universalmente con un rapporto 1:800 - 1:1000 tra operatori e cittadini), sia nella fornitura dei mezzi e attrezzature adeguate (attivazione di un numero telefonico unico per l'accesso alle centrali operative sull'intero territorio provinciale), sia con programmi di aggiornamento con piani formativi (fornitura di competenze e professionalità adeguate ed omogenee) per soddisfare il fabbisogno di conoscenze e competenze per affrontare il lavoro quotidiano e migliorare i servizi offerti ai cittadini. La formazione della polizia locale deve tenere pienamente conto dei valori fondamentali e propedeutici come quelli della democrazia, dello stato di diritto , della tutela dei diritti umani e della necessità di contrastare il razzismo e la xenofobia (che determinano fattori di insicurezza urbana).A tal proposito si osserva che non è ammissibile la fruizione di tale corpo per fini di tutela dell'ordine pubblico (tendenza già manifestata anche con i Vigili del Fuoco) e, neppure, nell'ambito della riforma sul decentramento, è ammissibile l'attribuzione a soggetti privati di funzioni pubbliche proprie della Polizia Locale così come invece è previsto dalla recente legge della Regione Lombardia n.73/2003 in tema di Polizia Locale e sicurezza urbana.* Attuare una politica di recupero e di reinserimento sociale delle prostitute ridotte in schiavitù.* Incrementare l'illuminazione nelle strade e nei parchi. Per sicurezza va inteso anche la lotta alla grande criminalità organizzata che ha fatto della Brianza terra di riciclaggio del denaro sporco. Denaro proveniente da attività illecite nazionali ma anche al livello internazionale. Dunque è necessario intensificare da un lato gli sforzi per il contrasto al crimine finanziario (si pensi che a Monza ci sono più conti correnti che residenti) ma va anche sviluppata una forte iniziativa di divulgazione in età scolare dell’etica della legalità.

SALUTE E SANITA’

L'impegno prioritario è la difesa ed il rilancio della sanità pubblica, non solo sotto il profilo dell'attività di governo, indirizzo e controllo, ma anche sotto il profilo delle forme di gestione ed erogazione dei servizi. In quest'ottica occorre valorizzare il principio costituzionale del riconoscimento e della tutela della salute come diritto universale da garantire a tutti, anche agli indigenti, con il conseguente impegno ad un progressivo abbassamento dei costi sanitari a carico dei cittadini.

Occorre ridefinire e rilanciare la figura del medico di base, che si è trasformato negli ultimi vent'anni in mero solitario controllore di spesa, come elemento centrale del sistema sanitario territoriale. Con l'incentivazione allo sviluppo di una rete associativa professionale sul territorio, attiva all'interno di strutture quali i distretti sanitari o la casa della salute con compiti di prevenzione, e risorse per la diagnosi strumentale e di laboratorio fondamentale , si può realizzare una sinergia tra competenze, abilità e problematiche diverse a favore delle tematiche proprie dell'anziano, del bambino e delle donne. Riservando alla fase acuta o dell'emergenza il ricovero in ospedale del cittadino.

Dal punto di vista amministrativo, occorre promuovere un maggior decentramento possibile dei servizi socio sanitari, rilanciando il ruolo dei servizi territoriali, dei distretti, e delle ASL, che non possono essere ridotte alla funzione di enti pagatori, e che devono invece ritrovare un rapporto con gli enti locali (Comuni) e con i bisogni reali di prevenzione, diagnosi e cura delle persone, espressi dalla comunità. A tal riguardo, occorre valorizzare il ruolo strategico del servizio di prevenzione (con il supporto di adeguati finanziamenti), fiore all'occhiello della riforma sanitaria del 1978, e oggi sempre più sacrificato dalle leggi del mercato e del profitto imposte dalla controriforma di Formigoni. Non solo: la tutela universale del bene salute significa anche garanzia di cure (gratuite o a costi accessibili) anche per le tante migliaia di persone affette da malattie croniche e da patologie invalidanti: occorre garantire la effettiva applicazione di quanto disposto dal decreto legislativo 130 del 2000, onde consentire a tutti gli ultra sessantacinquenni e ai portatori di handicap gravi di poter accedere alle residenze sanitarie assistenziali o alle altre strutture residenziali protette (nonché agli altri servizi diurni o domiciliari) o gratuitamente o secondo rette o contributi proporzionati alle capacità economiche del singolo assistito. Con questo indirizzo andranno ridisegnate le zone ospedaliere, potenziati i servizi di pronto soccorso e prevenzione.

Occorre il coraggio di restituire agli ospedali il compito di assistenza all'acuto, anche attraverso una ridefinizione d'uso delle strutture obsolete e razionalizzare l'attività quotidiana delle restanti verso gli interventi sanitari non urgenti e programmabili, oltre a sviluppare la comunicazione tra la componente sanitaria ospedaliera e quella di medicina generale che oggi sono completamente isolate l'una dall'altra.

Compatibilmente con l’esistente l’impegno del Prc è quello che gli enti di gestione siano di controllo pubblico e gestiti in stretto raccordo con i comuni e la provincia.

abolire i ticket sanitari perché inutili.

[IN GRASSETTO LE AGGIUNTE]Marco N.

PRC - Brianza
Monza, 15 marzo 2007