Già il 20 ottobre dell’anno scorso, ma ancora di più questo 11 ottobre 2008, dalla capitale è arrivato forte e chiaro il messaggio che nel Paese più che di alchimie aggregative è necessario dotare il Popolo della Sinistra di una rappresentanza politica chiara e precisa sia nei contenuti che nella continuità delle lotte sociali.
Nel 2007 siamo stati sordi, per l’effetto narcotizzante della sindrome da elezioni e purtroppo l’approdo di quella grande manifestazione è stato disastroso. Ciò nonostante l’altro ieri più di 200.000 compagne/i in gran parte del PRC e del PDCI si sono mossi per ribadire quanto sopra.
Dunque lavorare per radicare e rilanciare il PRC è un atto di legittima difesa del nostro Popolo e dobbiamo prendere coscienza di questa nuova e inedita circostanza che la storia ci consegna.
Oggi il capitalismo con le toppe, abbraccia dottrine protezioniste e di intervento dello Stato in economia, quando solo qualche mese fa dal FMI alla Confindustria la parola d’ordine era: “più mercato meno Stato”.
Senza pudore Governo e Capitalisti trovano per incanto risorse di mano pulica per piani di salvataggio, da centinaia di miliardi di euro, per banche e assicurazioni mettendo addirittura in discussione i famigerati parametri di Mastricht.
Invece nemmeno un euro per salari, stipendi e pensioni; tagli alla sanità, alla scuola pubblica e alla sicurezza nazionale tagliano i fondi addirittura alle forze di Polizia che già faticano nell’opera di contrasto della criminalità organizzata. Si taglia sulla Giustizia delegittimando la Magistratura nel suo agire garantendo immunità per i pochi soliti noti e mano dura sul disagio che sia autoctono o extracomunitario.
Le authority e “mister prezzi” invece di controllare e sanzionare gli indebiti aumenti, si guardano l’ombelico e non bofonchiano una relazione che denunci, la speculazione dilagante perpetrata dalla pompa di benzina al banco del pane. Per tanto la situazione richiede, esige la presenza di una opposizione di classe, moderna e innovativa, ma sempre opposizione di classe.
Per fare una opposizione di classe intransigente e permanente serve una Partito strutturato e organizzato diffuso e di massa. A questo sono chiamate/i le/i molti compagne/i che anche dalla Brianza hanno partecipato al grande serpentone rosso di sabato scorso.