La larghissima parte del gruppo dirigente e dei militanti di Rifondazione Comunista in Lombardia, anche quelli che hanno sostenuto e votato al congresso la mozione Vendola, rimangono nel partito e lavorano al suo rilancio. Per domenica prossima abbiamo comunemente indetto una manifestazione regionale degli oltre 250 circoli del partito lombardo, dal titolo “Il cuore della sinistra non si spezza”, nella quale in tanti e in tante vogliamo rinnovare l'adesione e la centralità del nostro collettivo politico per sviluppare l'opposizione alle destre e ricostruire l'utilità sociale della sinistra.
Ho letto la nota diffusa alla stampa dal compagno Osvaldo Squassina e della sua decisione solitaria di lasciare il Prc. Lo invito a confrontarsi con il partito che lo ha eletto in consiglio regionale e non solo con chi si è riunito a Chianciano per separarsi. Mi pare evidente che non si può ricostruire “nessuna speranza condivisa” con la divisione, né basta precisare ad ogni riga di non voler fare l'ennesimo partitinoper evitare questo esito - che lo stesso Osvaldo considera giustamente nefasto.
Il cuore della sinistra oggi è Rifondazione Comunista. Al suo interno, se si è in minoranza o in dissenso, si può lottare per cambiare. Al congresso c'è stato un pronunciamento democratico degli iscritti e delle iscritte che va rispettato, perché la democrazia è un pilastro centrale della nostra idea della Rifondazione Comunista. Separarsi, scegliere nicchie elitarie, significa rendere più difficile ogni processo unitario a sinistra e minare la credibilità che in questi anni il Prc si è guadagnato nella nostra regione come il più fiero e coerente oppositore del formigonismo.
Non si aiutano i lavoratori, i giovani, i precari, chiunque lotta per i propri diritti, con la divisione. Per questo invito Osvaldo ad un confronto vero non fatto sulle pagine dei giornali ma nelle sedi preposte.