La segreteria regionale del Prc della Lombardia intende contrastare drasticamente ogni attacco rivolto
all'applicazione della legge 194/78 nella consapevolezza che ogni strumento volto ad indebolire il
dettato di tale normativa sia fondamentalmente lesivo del principio all'autodeterminazione delle donne.
In questo contesto si collocherà la nostra battaglia politica, una battaglia che ha un valore inevitabilmente
"difensivo" ed esplicitamente disobbediente rispetto all'operazione reazionaria del governo Berlusconi
(attuata a livello nazionale con l'approvazione della legge sulla Procreazione medica assistita),
ma che a livello territoriale intende avvalersi della prerogativa della salvaguardia di un welfare
pubblico che non può essere soggetto ad ulteriori operazioni di smantellamento, siano esse più o meno
esplicite.
Per questi motivi riterremo inaccettabile ogni azione volta a delegare le politiche concernenti l'interruzione
volontaria di gravidanza al cosiddetto principio di sussidiarietà orizzontale, un principio che in
materia sociosanitaria trova la sua massima esponenzialità nell'applicazione della legge 328/00 e
che espone il diritto della donna a decidere su di sé e sul proprio corpo ad un'offensiva che davvero
potrebbe non avere precedenti nella storia della nostra regione.
La legge 194/78 va applicata, difesa e soprattutto rilanciata a fronte di intollerabili tentativi
d'ingerenza già attivati all'interno dei consultori di molte realtà emiliano-romagnole.
In questo senso siamo a contrastare con forza gli indirizzi offerti dalla prima versione della cosiddetta
"direttiva Bissoni", rispetto ai contenuti della quale non possiamo pronunciarci se non in termini
di sfavore e totale negatività. Preoccupati per le difficili situazioni che si potrebbero determinare
nelle varie realtà del territorio regionale, a seguito delle scelte delle singole amministrazioni
locali, il Prc s'impegna a portare avanti una battaglia politico-istituzionale perché le Regione intervenga
su questa materia solo per adottare una delibera coerente ai principi sopra esposti.
Riteniamo a riguardo indispensabile un confronto con tutto il mondo dei movimenti ed in particolar
modo con il movimento delle donne, sollecitando al contempo l'apertura di vertenze territoriali che
abbiano ad oggetto la difesa ed il rilancio della legge 194.