Quello a cui stiamo assistendo, qui come nel resto d'Italia e d'europa,
non è nient'altro che la logica conseguenza di una contrapposizione
culturale tesa ad incrementare il ruolo di alcuni ceti politici che
scoprono ora nella guerra di religioni un alleato prezioso.
Qualche mese fa, in una TV privata, il sig. Abel Smith, fosco
rappresentante di alcune comunità islamiche in Italia e volto
tristemente noto per le sue posizioni religiose integraliste, stringeva
la mano a Borghezio, rappresentante della Lega Nord altrettanto
tristemente noto per le sue posizioni xenofobe e razziste, nonchè
convinto sostenitore del primato della religione cristiana qui come nel
resto d'europa.
Una stretta di mano da molti equivocata come la dimostrazione di un
possibile dialogo tra due caratteri e pensieri apparentemente opposti.
Il vero significato di quella stretta di mano è invece bel altro: essa
rappresenta esplicitamente la consapevolezza che un nuovo elemento sta
subentrando nell'arena politica europea, elemento che catalizzerà
attorno a due poli (quello cristiano e quello islamico) alleanze
politiche e voti da una parte, consenso e potere contrattuale
dall'altra uniti in un comune disegno strategico. Una simbiosi
perfetta, una confluenza tattica da cui entrambi gli attori trarranno
considerevole vantaggio.
Su questa linea si posizionano i nuovi teorici del pensiero
conservatore italiano, in uno scatto che come al solito prende di
contropiede la sinistra tutta, ancora impegnata a sciogliere il nodo
sulla guerra e dell'opportunità di un ritiro dei militari italiani.
Questa
destra aggressiva ma anche propositiva coglie la palla al balzo; la
rielezione di W.Bush è la prova che il radicalismo religioso può
portare un vantaggio politico, almeno finchè esisterà un islam cattivo
e spietato dalla cui minaccia è necessario difendersi; per far questo è
necessario portare l'attacco "alle fondamenta teoriche dello stato
moderno" partendo proprio dall'aspetto più debole ma fondante di
quest'utlimo, ovvero la sua laicità. Niente più che l'idea di ogni
fondamentalismo religioso, attaccare lo stato laico in nome di un nuovo
più attivo e invadente ruolo della religione nella vita politica.
L'azione è concertata e viene condotta su più ambiti, siano essi
politici che culturali. Così si parte da una richiesta avanzata verso
il mondo politico europeo che è una autentica provocazione: inserire
nella costituzione europea un esplicito riferimento alle presunte
radici cristiane. A quale europa fanno riferimento? Non certo all'
europa che scaturisce da quella rivoluzione Francese che tagliò le
teste ai preti prendendo la distanza dalla religione identificata come
uno degli strumenti di oppressione sul popolo e ponendo le basi
teoriche per i moderni stati laici. Nel grido dei rivoluzionari
francesi c'erano la fratellanza, l'uguaglianza e la libertà, non certo
la retorica di dio e la patria.
L'ovvia opposizione della commissione europea a questa richiesta si
interseca con l'avvio della procedura di integrazione della Turchia
nella comunità. Cento milioni di islamici stanno per invadere l'europa
Cristiana?
L'onorevole
Buttiglione si presenta in consiglio europeo per snocciolare una tale
serie di provocazioni sulla donna, la famiglia, l'omosessualità che non
può che scatenare l'ira della sensibilità laica degli europarlmaentari:
la prova che in Europa c'è un complotto (di culattoni scopriremo poi)
anti cristiano. La guerra è formalmente aperta, il messaggio
all'intellghenzia neo cons (anzi teo-cons per dirla alla Ferrara) è
lanciato. Supportate il nostro sforzo perchè su questo terreno
misureremo le nostre capacità di rimanere al potere. D'altronde, se
milioni di americani poveri alla canna del gas votano Bush vuol dire
che in nome di una idea forte (come la fede religiosa) sono disposti
anche ad affrontare disagi fino ad ieri impensabili e madar giù il
boccone amaro di una delle crisi economiche più dure dal secolo.
La lezione è tanto chiara che persino la Lega coglie la palla al balzo,
eleggendosi portavoce della peggiore propaganda anti araba che mai ha
attraversato questo paese dalla fine delle invasioni saracene ad oggi
attraverso un manifesto a firma del Movimento Giovani Padani della Lega
Nord con un titolo che non lascia adito a dubbi: no islam.