Il neonazista pavese Marco Rossella, che da anni a Pavia si rende responsabile delle aggressioni più infami ai danni di giovani militanti di sinistra, azioni criminose per cui ha già ottenuto pesanti condanne penali, sabato era alla manifestazione della Fiamma Tricolore (alleata di Berlusconi) a Milano. Al ritorno dalla manifestazione neofascista, Rossella e altri due pregiudicati, il fascista Luigi Scuro ed Elisa Borlini, hanno aggredito il coordinatore dei Giovani Comunisti di Pavia Mauro Vanetti e un'altra compagna dei GC. Marco Rossella brandiva un coltello a serramanico mentre Luigi Scuro cercava di prendere Vanetti alle spalle. Solo grazie alla prontezza dei compagni che hanno adoperato uno spray anti-aggressione si è evitato il peggio, ma mentre i due GC si allontanavano dal luogo dell'aggressione i tre hanno colpito con calci e pugni l'automobile cercando di sfondarne i vetri.
Sabato 11 marzo tre neonazisti della Fiamma Tricolore hanno schiaffeggiato una militante dei Giovani Comunisti di Pavia e hanno cercato di accoltellare il coordinatore provinciale dei GC, Mauro Vanetti.
Esprimiamo la nostra solidarietà antifascista ai due militanti dei Giovani Comunisti di Pavia.
Questa aggressione è l'ennesima puntata di una serie lunghissima di violenze compiute dal gruppo neonazista Veneto Fronte Skinheads, oggi facente parte della Fiamma Tricolore e pertanto accolto come alleato nella "Casa delle Libertà". Gli esponenti pavesi di questo gruppo hanno già affrontato numerosi processi e subito diverse condanne per le loro azioni violente, in un caso proprio per un'aggressione del tutto analoga ai danni del coordinatore dei Giovani Comunisti di Pavia.
Oggi questi rifiuti del passato si sentono più sicuri: sono stati "sdoganati" dallo stesso Presidente del Consiglio, che ospita la Fiamma Tricolore nella propria coalizione elettorale.
I neofascisti erano ancora più carichi per aver potuto sfilare liberamente dopo oltre vent'anni per le strade di Milano nel pomeriggio di quello stesso giorno. I tre erano di ritorno proprio dal corteo, come dimostrano le immagini mostrate da numerosi telegiornali.
L'aspetto più inquietante dell'aggressione di sabato è che, dopo gli schiaffi alla compagna, un fascista abbia estratto un coltello: solo utilizzando uno spray anti-aggressione è stato possibile per i due giovani comunisti fermare i fascisti e fuggire in automobile. La violenza estrema praticata da questi individui si vede anche dalla loro reazione alla fuga dei due compagni: prima l'automobile, anche se già in movimento, è stata presa a calci e pugni nell'intento di sfondarne i vetri, poi i due ragazzi sono stati inseguiti fin dentro una pizzeria in cui avevano cercato rifugio prima che sopraggiungessero le forze dell'ordine.
Riteniamo scandaloso che, nonostante sia da tempo accertata la pericolosità di questo gruppo e dei suoi membri, in piena campagna elettorale si permetta ai neofascisti di minacciare e tentare di accoltellare i giovani di Rifondazione Comunista di Pavia.