La delibera approvata questa nella notte del 4 dicembre a Padova, che istituisce la certificazione di “famiglia anagrafica”, rappresenta una pagina importante per la battaglia per il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto. Già nel 1988 chi scrive e il professor Giuseppe Caputo, grande ordinario di diritto canonico all'università di Bologna, si approntò un testo dove si faceva riferimento alla legge anagrafica del 1954 e alla definizione di famiglia ivi contenuto che è il seguente; “Agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozioni, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune”.
La mozione patavina è stata approvata a larga maggioranza del centro-sinistra, con l'apporto della lista civica di centro destra, e l' astensione, e non il voto contrario, di alcuni esponenti di Forza Italia. Per questo risulta incomprensibile l'apertura di un aggressivo dibattito, con toni apocalittici sui destini della famiglia tradizionale, in Parlamento, da alcuni esponenti di Lega, Forza Italia e AN, contro la mozione.
La discussione su unioni civili e pacs, infatti, è aperta anche in sede parlamentare da quando è stata calendarizzata, in Commissione giustizia, la mia proposta di legge sui pacs, la numero 33, e riprenderà a gennaio con l' indagine conoscitiva interrotta nella scorsa legislatura. In Italia ci sono alcuni milioni di persone che vivono come conviventi e non è pensabile che il nostro paese resti senza una normativa che riconosca i diritti delle persone che convivono.
Sono ben 17, su 25, i paesi europei che hanno normative che riconoscono i diritti di tutte le famiglie.
Il centro-destra dovrebbe smettere di brandire, come una clava, l'articolo 29 della Costituzione
contro le nuove famiglie. Quell'articolo non da una definizione di famiglia e fu votato dai costituenti
con lo scopo di tutelare la famiglia dalle intromissioni dello Stato.
Quell'articolo non dice che la famiglia è tra un uomo e una donna ma parla di “coniugi” e,
soprattutto, non vieta il riconoscimento di altre forme familiari. La destra italiana interpreta
la Costituzione come uno strumento a geometria variabile: se l'art. 33 dice che non si possono dare
finanziamenti alle scuole confessionali allora la destra stanzia finanziamenti agli istituti privati,
mentre, ipocritamente grida al vulnus alla Costituzione quando si parla di famiglia. Sarebbe meglio
portare il dibattito sul terreno più pacato dei diritti umani, perché di questo si
parla: di persone che condividono e che hanno
una vita in comune.
A Padova, come a Roma sappiamo, che nel centro-destra non ci sono solo i Pedrizzi, le Bertolini e i Volontè, ma anche persone ragionevoli e laiche a cui facciamo appello per un dibattito parlamentare sereno che consideri i bisogni reali delle persone e tralasci ideologie, fanatismi religiosi e razzismi di ogni tipo.
D'altra parte, come ho ricordato intervenendo nel dibattito in aula, la legge sulle “Unioni Civili” è prevista dal programma dell'Unione che parla di diritti delle persone che vivono in una unione di fatto indipendentemente dall'orientamento sessuale dei componenti. Il Governo per bocca del ministro Pollastrini d'intesa con il ministro Bindi ha annunciato un suo disegno di legge. In Italia sono milioni le persone che convivono ed è ormai evidente che non sarà possibile procrastinare oltre la discussione pena la discriminazione evidente che discende dalla mancanza di una legge e le conseguenze negative sulla vita quotidiana di moltissime persone che devono ricorre al giudice per vedersi riconosciuti diritti e prerogative in relazione alla propria unione di fatto.
Questo il titolo del documento approvato dal Consiglio comunale di Padova, che, riconoscendo le coppie di fatto, sta arroventando il dibattito politico nazionale. La mozione e' stata proposta dal centrosinistra, che lo ha votato compatto. Ecco il testo del documento, che ha come firmatari Alessandro Zan, Giuliana Beltrame, Giovanni Battista Di Masi, Antonino Pipitone, Gaetano Sirone, Fabio Verlato, Umberto Zampieri:
impegna il Sindaco e la Giunta Comunale: