Non è per fare facile dietrologia. Non ci piace granché immaginare cose “non reali”. In genere mettiamo i fatti uno dietro l'altro e le risposte arrivano da sole: lo abbiamo fatto per la questione sicurezza, per la legge elettorale, per la questione dei redditi.
Ora, in vista di una verifica che dovrebbe chiarire le idee ai partiti della maggioranza - ma basterebbe far rileggere il programma, sottoscritto prima delle elezioni, ai più “indisciplinati” - guarda caso, si torna a parlare di 194. Di temi eticamente sensibili che, notoriamente, mettono in crisi, prima di tutto il Pd, poi, a seguire potrebbero mettere in crisi il governo.
L'idea di una “moratoria” sull'aborto è un'idea intellettualmente e politicamente sciatta.
Oggi leggerete sul nostro giornale (“Liberazione” ndr) molti articoli su questo tema: le opinioni della politica, quelle della ministra della Sanità, leggerete i risultati (ottimi) dell'ultima indagine ministeriale sulla 194, le “incursioni” del Movimento per la vita nelle maglie della legge, la impossibile convivenza accanto alla legge 40, le manipolazioni confessionali sul corpo delle donne. Leggerete che cosa pensano le donne, soprattutto.
Leggerete cifre, discorsi e dichiarazioni. Tutto molto sensato e verificato. Ma avrà poco a che fare con quanto si vuole fare. L'operazione moratoria sta funzionando, con i risultati che avevamo già previsto ieri: non si parlerà nella verifica né di salari, né di Bossi - Fini né di altro se non si affronterà la questione aborto. Questione che, naturalmente, non è in questo momento tra le priorità della popolazione italiana. Eppure la politica, che avrebbe molte e più serie questioni di cui occuparsi, questioni “praticamente sensibili” nella vita degli esseri umani, si trova costretta ad occuparsi di fondamentalismo cattolico.
E' troppo ipotizzare che questa vicenda dell'aborto, lungi dall'interessare per il merito è, invece, strumentalmente utilizzata come metodo, ovvero come un sasso lanciato nello stagno per provocare onde concentriche sempre più pericolose per le sorti del governo? In un momento in cui è altissima la tensione nel paese per quanto riguarda il lavoro e le condizioni di vita, si decide che i temi fondamentali sono altri: i rom e l'aborto. Non è un esempio di politica “irrazionale”. Al contrario.
E' tutto molto chiaro e lucido: c'è un obiettivo da perseguire che è, ancora e sempre, quello di contrastare una politica di Sinistra.
Con l'operazione moratoria la Chiesa (e i suoi indispensabili “cristiani mediocri”) ha buttato là il suo “ballon d'essai”: se riesce questa, probabilmente, riesce ad avere in mano tutto. In fondo dopo aver impedito una legge avanzata sulla fecondazione assistita, dopo aver impedito una legge tout court sulle unioni civili, colpire la legge sull'aborto è d'obbligo.