In un clima di criminalizzazione della legge 194, del diritto delle donne all’autodeterminazione e a una maternità consapevole, non poteva mancare la discesa in campo di Roberto Formigoni. Noto per le sue posizioni integraliste, che già oggi impediscono la piena attuazione della legge in Lombardia, dove il ricorso all’interruzione di gravidanza è una corsa ad ostacoli, ora Formigoni prova a rendere ancora più tortuosa l’applicazione della 194 con l’imposizione di linee guida.
Dobbiamo ricordare, infatti, che il boicottaggio della 194 è oggi attuato dalla Regione elargendo ai numerosi consultori privati (cresciuti in modo esponenziale in questi anni) contributi non vincolati all’applicazione della legge sull’interruzione di gravidanza, di fatto avallando una sorta di “obiezione di struttura”. Negli ospedali lombardi, inoltre, l’alto ricorso all’obiezione di coscienza dei ginecologi sguarnisce le strutture pubbliche, sovraccaricando i pochi medici disponibili con conseguenze molto negative sulla qualità del servizio.
Va anche sottolineato che, nonostante questo aperto boicottaggio, la 194 dalla sua promulgazione ad oggi ha comunque avuto un effetto positivo nella nostra regione, debellando la piaga degli aborti clandestini a fronte di un numero degli aborti dimezzato rispetto a quelli praticati nei primi anni ’80.
Ma l’insistenza con cui il centrodestra lombardo ha preso di mira la legge sull’aborto, dopo la pessima legge sull’obbligo di sepoltura dei feti, attraverso le parole di Formigoni compie un salto di qualità. Non spetta infatti alla Regione ma al Ministero della Salute l’indicazione agli ospedali e alle strutture convenzionate delle linee guida da adottare in merito al periodo di settimane in cui è ammissibile il ricorso all’aborto terapeutico.
Troviamo poi offensivo per le donne prevedere per l’interruzione di gravidanza per motivi di salute il ricorso a pool di specialisti che includono anche uno psichiatra. Evidentemente il governatore considera le donne che vogliono abortire come affette da problemi psichici, in questo tradendo tutta la sua misoginia, che lo ha portato ad avversare in tutti questi anni le conquiste di civiltà del movimento delle donne, dal divorzio alla fecondazione assistita, per finire alla stessa L. 194.
Formigoni farebbe meglio ad occuparsi delle strutture sanitarie ed ospedaliere che non funzionano in Lombardia o che, come sta drammaticamente dimostrando una nostra inchiesta condotta in questi mesi, mostrano disfunzioni e carenze non degne di una regione che vuole stare in Europa.