Questa mattina alle 7:00, senza alcun tipo di preavviso, una ventina di camionette della polizia e dei carabinieri hanno eseguito lo sgombero del Centro Sociale SOS Fornace di Rho.
Dopo 3 anni in cui abbiamo riportato alla vita una spazio in disuso, riempendolo di iniziative politiche, artistiche e culturali partecipate da centinaia di giovani del territorio, con un’operazione di polizia si è cercato di spegnere i desideri e i bisogni delle forze più vitali della città, per riconsegnare quest’area all’ennesima speculazione.
Nella città vetrina di Expo 2015 non c’è spazio per le voci critiche e per il dissenso verso il modello delle grandi quanto inutili opere, della cementificazione selvaggia, del saccheggio dei beni comuni del territorio e delle politiche securitarie e razziste che colpiscono i rom, i migranti e chiunque sia diverso.
I percorsi politici di autogestione e di difesa del territorio intrapresi in questi anni non si fermano con uno sgombero: le tante aree dismesse di questa città già destinate alle speculazioni di Expo 2015 attendono solo di essere liberate!
Sulla vicenda riportiamo le dichiarazioni di Alfio Nicotra, segretario regionale del Prc Lombardia:
«Lo sgombero di questa mattina del centro sociale Fornace di Rho segnala una precisa volontà delle
destre oggi al governo di cancellare esperienze di lotta e di aggregazione non omologabili al pensiero
unico del mercato.
In questi anni, nell’hinterland milanese la Fornace è stato un prezioso antidoto alla
guerra tra poveri, che oggi si vuole invece incoraggiare alimentando l’ondata xenofoba e razzista.
Lo sgombero è avvenuto con modalità assolutamente anomale, in assenza di ordinanza
della magistratura e senza preavviso, “per ragioni di ordine pubblico” su richiesta del
sindaco Zucchetti.
Motivazione del tutto inconsistente perché il centro sociale ha sempre svolto la sua attività alla
luce del sole e in modo pacifico, interloquendo con la proprietà dello stabile occupato e
con le istituzioni alla ricerca di un accordo.
Ma La Fornace è diventato anche un luogo di elaborazione critica
radicata sul territorio intorno ai problemi derivanti dall’operazione Expo 2015, altrimenti
avvolta da un pernicioso unanimismo politico e da comprensibili euforie affaristiche. Facile pensare
che lo sgombero trovi ispirazione profonda presso i poteri forti, interessati a spazzar via ogni
dissenso, a far sì che “non si distrubi il manovratore”.
Così, il sindaco di Rho, Zucchetti, legato a doppio filo a CL e a Formigoni, spera forse di
cancellare la sinistra sociale dal territorio e di consolidare il suo potere, lanciando un messaggio
evidente: anche l’area dismessa - fino ad oggi occupata dal centro sociale - potrà ora
diventare una ghiotta preda per palazzinari e speculatori di ogni risma.
Il Prc della Lombardia, esprimendo la solidarietà al centro sociale la Fornace, invita i cittadini
alla mobilitazione per salvaguardare gli spazi e l’agibilità democratica oggi fortemente
ristretti, non solo nella città di Rho».