In Europa e nel Mondo industrializzato “occidentale” vige da tempo la LIBERALIZZAZIONE dei servizi telefonici e telematici: cioè la competizione vera, regolata (dallo Stato) tra più gestori -pubblici e privati - sulla offerta di servizi radiotelevisivi , telefonici e telematici.
Lo scopo è quello di promuovere concorrenza ed abbattere i costi dell'utente finale: quindi incentivare la domanda, la produzione, l' innovazione e l'economia di tipo capitalistico.
Strumenti-chiave di questa politica liberale sono:
Si può dire in poche battute, tutte verificabili:
Quello che vediamo ogni giorno di più: sfiducia nei gestori, truffe, arretratezza innovativa e produttiva, diseconomia, disoccupazione, aumento delle sperequazioni. Così anche i gestori telecomunicativi rischiano di fare presto la fine della FIAT, che chiede soldi pubblici mentre licenzia e precarizza lavoro ed occupazione (come nei call centers Telecom). Perciò in Italia subiamo tutti i guasti del capitalismo, senza averne neppure “ritorni” minimi (la vera concorrenza, la trasparenza di qualità-costo, la libertà di scelta). Perciò parliamo di ultimo …MAGLIO, invece che di ultimo miglio: il maglio miope dei trust assistiti che schiaccia sviluppo e competizione su servizi essenziali per il genere umano.
Fastweb è una nuova società che fornisce servizi di telefonia e telematici (Internet) digitali, a velocità più elevate di quelle tradizionali (ora 1,28 Mbit/s da rete ad utente finale).
Usa connessioni di “ultimo miglio“ in fibra ottica (dove esistono) ed apparati digitali, collocati nelle centrali Telecom e presso le abitazioni d'abbonato. E' di proprietà Telecom-Mediaset ed ha sponsorizzato di recente la squadra di calcio della Juventus (campione d'Italia 2001-2002).
Offre tre tipi di contratto domestici, con uguali spese di attivazione pari a 61,97 euro (120.000):
a) “voce senza limiti”: 38,73 euro /mese (75.000). Numero illimitato di telefonate urbane e nazionali su rete fissa + accesso veloce ad Internet. Tariffazione Internet e cellulari a consumo.
b) “Internet senza limiti “: 61,97 euro/mese (120.000 lire) per 24 ore su 24 e 6 caselle E-mail.
c) “Tutto senza limiti”: la somma di a) e b) : Internet più voce senza limiti (cellulari esclusi) per una somma di 73,75 euro/mese (142.800).
(Proporremo infine alcuni rimedi “necessari” per tutelare gli utenti - attuali e futuri - del servizio.)
L'immagine di Fastweb è promossa da pubblicità commerciale su tutti i media e nelle strade. (anche
talloncini con telefono Fastweb da contattare). Incaricati della società chiamano a casa gli utenti
telefoni (Telecom) per informarli delle mirabilia delle nuove tecnologie digitali. Dicono che lasciando
Telecom per Fastweb si hanno una serie di vantaggi:
nessun canone, maggiore trasparenza, migliori prestazioni, costi minori e “fissi”, possibilità di
rinunciare al servizio Fastweb da un giorno all'altro … Pensano loro a sganciarti da Telecom ed entro
40 gg. promettono l'attivazione del servizio.
Una prima stranezza:
Fastweb “ruba utenti” alla sua comproprietaria: la vecchia e cara Telecom!
Se accetti l'offerta, ti arriva a casa l'addetto che ripete a voce le mirabilia (con qualche attenuazione
se sei capace di coglierla); quindi ti sottopone una ipotesi di contratto (da firmare) e dopo un testo
di contratto illeggibile (è scritto così piccolo che non bastano 10/10 di visus per leggerlo!) ti
dice anche che il contratto è pre-stampato e standard per cui non contiene le promozioni dette a voce.
Quando lo avrai ingrandito molte volte, scoprirai che lo scritto è altro dalle parole: esempio 60
gg. per disdire il servizio, pagamento anticipato di due mesi, foro per controversie Milano, ecc.
ecc.
Passano inutilmente i 40 gg., dopo quattro mesi circa, ricevi a casa gli apparati e la connessione
concordata. Scopri subito che i telefoni che hai in casa non funzionano più: chiami ripetutamente
a numeri automatici… dopo qualche giorno riesci ad avere risposta telefonica da un “tecnico” che ti
dice che non tutti i telefoni sono compatibili con Fastweb, devi cambiarli per comunicare… Finalmente
navighi su Internet in modo veloce… ma prima o poi scopri che - anche spegnendo il tuo computer -
Fastweb ti addebita comunque 5 ore di navigazione Internet inesistente! Per evitarlo devi cliccare
su “disattiva” ogni volta che ti connetti su WEB. Così se c'è una interruzione elettrica oppure se
dimentichi di farlo oppure non lo sai… paghi comunque, come se navigassi!.
Chi ha progettato un simile “proficuo” software, ha dimenticato di collegare il “disattiva” con lo
spegnimento del computer (come è ovvio, naturale e logico). Poi scopri che gli addebiti “a consumo”
non possono essere controllati - come promesso dai propagandisti e possibile in altri Paesi - in tempo
reale, ma ogni due mesi (non con la fattura, ma su Internet). Se contesti le bollette, a voce o per
iscritto, nessuno ti risponde e non trovi mai interlocutori. Se deluso, chiedi di recedere dal servizio
e passare ad altro gestore - Telecom o Infostrada - scopri qualche altra “novità”. Infostrada ti dice
che - per accettarti - devi essere già un abbonato Telecom. Allora telefoni a Telecom che ti dice:
“è Fastweb che mi dà l'autorizzazione a riprendermi la sua linea d'utente. Quando lo farà - dopo mesi
- potrò riprenderti, ma solo come nuovo abbonato”, quindi con tutte le spese di canone ed attivazione
relative. Sei nel sacco…e non puoi uscirne ! Altro che “libera concorrenza”! Altro
che libertà di sceglierti il gestore… puri slogan del liberismo all'italiana! Quanti sono e saranno
i casi di questo tipo? A chi giova tutto ciò? Le Autorità di garanzia ed i Ministri sanno nulla di
tutto ciò? E le Associazioni dei consumatori, i Sindacati?
E i mass-media di tutti i colori hanno nulla da comunicare? Intaseremo presto la Magistratura con
migliaia e migliaia di casi simili?
Inseguire il superprofitto a breve, carpendo la buonafede o la comprensibile “ignoranza” dei cittadini, serve a creare i disastri economici ed industriali cui siamo abituati in Italia (dalla Fiat a Stream). Porre regole di tutela e procedure garantiste serve a far decollare il lavoro e l'innovazione.
Ecco dunque un elenco di “buone azioni” da applicare ai nuovi
servizi ed ai gestori come Fastweb.
E' falsa ed ipocrita la mitologia (ideologia) che attribuisce al mercato, alle tecnologie o alla concorrenza tra gestori - peraltro inesistente o inadeguata in Italia - la tutela degli utenti rispetto ai nuovi servizi digitali ed interattivi: telefonici, telematici e radiotelevisivi .
Come dimostrano altri Paesi capitalistici - forse più civili e lungimiranti - la concorrenza (vera) tra gestori coesiste con norme e procedure di garanzia e di tutela degli utenti, anelli sempre più deboli ed indifesi di una costosa e complessa macchina telecomunicativa e tecnocratica.
E' questo il primo presupposto del successo strategico dei nuovi servizi nelle società moderne.
Dunque, facciamo in modo che il MAGLIO - di cui abbiamo parlato all'inizio - ricada sui parassiti e sugli imbroglioni invece che sulle teste dei lavoratori e degli utenti paganti.