Oggi anche la sinistra è in piazza non solo per ricordare e ribadire la condanna delle foibe, ma per impedire strumentalizzazioni e riscritture postume della Storia. Sulla scia revisionista della destra istituzionale italiana organizzazioni neofasciste cercano di riabilitarsi e di trovare legittimità e credibilità. la giunta Mariani con i suoi comportamenti tenuti il 4 novembre e sulle modalità di organizzazione di questa giornata presta oggettivamente il fianco ad organizzazioni eversive nelle quali militano persone che si sono distinte nelle aggressioni a partigiani, ad assalti alle sedi dei sindacati, delle forze politiche della sinistra e dell’ANPI. Soggetti che dell’apologia del fascismo fanno una vergognosa fede di violenza, di sopraffazione e di morte.
Il fascismo e la guerra da esso scatenata nel 1941 con la partecipazione dell’Italia all’invasione della Jugoslavija, sono i principali responsabili dell’immane tragedia che ha colpito le popolazioni italiana e slava. Il mostro della guerra ha partorito la ferocia della foiba per la quale esprimiamo dolore e cordoglio per le vittime civili ed inermi. Contestualmente condanniamo tutti i tentativi di parificazione delle vittime dell’orrore nazifascista alla ricerca di ragioni postume per i vinti. Purtroppo queste pratiche politiche trovano legittimità nella cultura securitaria contro i diversi, i rom, i sinti, gli omossessuali. Cultura securitaria xenofoba e razzista che sta attraversando non solo la destra e la chiesa ma anche le componenti moderate dell’ex centro sinistra. Anche per questo siamo in piazza.
