E' doveroso, dedicando questo anniversario della Liberazione alla famiglia ebrea catturata a Seregno e deportata ad Auschwitz, attribuire il riconoscimento alla solidarietā a coloro che con grande coraggio, ritennero di dover proteggere degli uomini e delle donne perseguitate.
La famiglia protagonista di questa azione č la famiglia Casati, che risiedeva allora nel popolare e densamente abitato edificio della Cā Bianca, in via Trabattoni.
Come giā riferito nel racconto delle vicende della famiglia Gani, i Casati ricevettero questi ebrei in casa e li ospitarono per diversi mesi fino alloro arresto, avvenuto nell'agosto del 1944 a causa della delazione di un simpatizzante fascista.
Capofamiglia era Luigi Casati, contadino, affiancato dalla moglie, Angela Gargantini, ed attorniato da cinque figlie, Maria, Irma, Ambrogina, Fernanda e Teresa. Maria, sposata, aveva in casa Giuseppe Gani, le altre sorelle furono arrestate la sera del giorno in cui vennero catturati gli ebrei e rilasciate il giorno dopo.
Completava poi la famiglia un figlio maschio, Renzo, mentre un altro maschio, Carlo, era morto prima dell'inizio della guerra.
Il riconoscimento verrā consegnato a Fernanda Casati, unica della famiglia ancora risiedente a Seregno.