Oltre la memoria

Gli studenti ebrei del “Manzoni” al tempo delle leggi razziali

Il Preside Giuseppe Pochettino

Il Preside Giuseppe Pochettino (da una cartolina stampata per il cinquantenario del Liceo)

Giuseppe Pochettino, nato nel 1880 a Castellazzo Bormida (Alessandria), laureato in Lettere e Filosofia, entra nella scuola nel 1904 come insegnante di materie letterarie nel Collegio San Benedetto di Parma. Insegna dal 1905 al 1908 nel Collegio Governativo della Repubblica di San Marino, ricoprendo anche la carica di censore e vice rettore; nel 1908/1909 ottiene per concorso la cattedra di lettere nel Ginnasio inferiore a Foggia, e successivamente quella di storia e geografia nel Liceo di Avellino.

Durante la prima guerra mondiale presta servizio come capitano di fanteria in zona di operazioni belliche.

Congedato, insegna storia nel Liceo di Parma, sinché, nel 1923, inizia la carriera di Preside, dapprima nel Regio Liceo femminile di Milano (1923/1928), poi dell'Istituto Magistrale "Teresa Ciceri" di Como (1927/1929), dell'Istituto Tecnico "Schiaparelli" di Milano (1929/1930), dell'Istituto Magistrale "Lena Perpenti" di Sondrio (1930/1932).

E' nominato preside del "Manzoni" nell'anno scolastico 1932/33, subentrando al prof. Pasquale Aldinio, e manterrà la carica sino al collocamento a riposo per motivi di salute nell'aprile 1943.

E' iscritto al P.N.F. dal 15 aprile 1921 e all'A.F.S. (Associazione Fascista della Scuola) sin dalla fondazione; è membro del Consiglio di Disciplina del Provveditorato agli Studi di Milano e del Consiglio Provinciale dell'Educazione, ed è incaricato più volte di mansioni ispettive nelle scuole private religiose per conto dell'Ente Nazionale Insegnamento Medio. E' inoltre autore di un manuale scolastico di Cultura fascista.

Le onorificenze conferitegli per l'attività svolta nella scuola e a favore delle iniziative del Partito in ambito scolastico sono numerose: è nominato Cavaliere e poi (1940) Commendatore della Corona d'Italia; riceve la medaglia di bronzo e il diploma di benmerenza della G.I.L. E', inoltre, Commendatore dell'Ordine di S. Agata della Repubblica di San Marino.

All'immagine di Pochettino quale convinto interprete della politica del regime, che emerge dai dati biografici sopra citati o dal ricordo di alcuni ex-allievi, che ne rievocano i discorsi celebrativi in varie cerimonie di regime, tenuti con molta enfasi dal balcone dell'Aula Magna davanti agli studenti schierati nel cortile, si contrappone la testimonianza di altri ex-manzoniani, che lo dipingono come uomo "insignificante", o comunque mite.

Ricorda a tale proposito il Professor Giuseppe Lanzavecchia, allievo del Ginnasio inferiore, sezione B, dal 1937/38 al 1939/40: "...Il Preside... esigeva una forte disciplina, pretendeva una preparazione a livello molto alto, ma non era un fascista acceso (tra i professori ce n'erano), non era certo un duro, anzi era un uomo mite, e ritengo che non avesse il coraggio di fare qualcosa di diverso dalle superne direttive... Una volta, per un'azione... che sarebbe lungo e inutile raccontare, fummo mandati, il mio compagno Heighner ed io, dal preside che, dopo averci sentito, ci disse di restare per il resto dell'ora in presidenza, ci diede due o tre caramelle a testa, e poi ci fece tornare in classe senza alcuna punizione" (da una lettera al "Corriere della Sera", 31 gennaio 2003).

Barbara Bagliani (II D), Federico Catalfamo (III C), Marco Croatto (III C), Giacomo Di Martino (III C) , Alessandra Maccotta (II D), Luca Marangoni (III C), Laura Olivi (II D), Luca Povoleri (III C), Alessandro Simone Samari (III F)
Milano, 27 gennaio 2003
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