L’intento dell’A.N.P.I. di Lissone, che ha curato questa pubblicazione in occasione dell’inaugurazione del nuovo monumento ai partigiani in piazza Libertà, è di mantenere viva la memoria di chi si è opposto al nazifascismo fino al sacrificio della vita.
Sentiamo il dovere di tramandare alle giovani generazioni la testimonianza di chi ha combattuto per la nostra libertà e per la nostra democrazia.
La memoria storica ha bisogno di luoghi fisici che resteranno nel tempo a ricordare, anche al passante più distratto, chi sono stati quegli uomini e il perché di quegli avvenimenti: per questo motivo si è voluto collocare nella risistemata piazza Libertà il nuovo monumento ai quattro partigiani lissonesi fucilati il 16 e 17 giugno 1944 dai nazifascisti.
“O giovani, dietro ogni articolo della nostra
Costituzione, voi giovani dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati,
torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti
per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e
la giustizia potessero essere scritte su questa Carta… . Non è una carta morta,
questo è un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel
luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani,
nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto
un italiano per riscattare la libertà e la dignità; andate lì, o giovani,
col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.
(Piero Calamandrei,
partigiano e membro dell'Assemblea Costituente)
Carlo Parravicini; Pierino Erba; Mario Somaschini; Remo Chiusi; la tomba al cimitero urbano di Lissone; il sindaco Camnasio che inaugura in piazza Libertà la lapide in memoria dei partigiani fucilati.
