Coordinamento Comitati Spontanei contro "Pedegronda" e "Gronda Intermedia"
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Fermiamo la Pedegronda!
Un'autostrada chiamata Pedegronda si sta abbattendo su un tessuto urbano
di più di 407.000 abitanti, interessando 20 comuni della Brianza (Vimercate, Usmate Velate, Arcore, Lesmo, Biassono, Macherio, Lissone, Desio, Cesano Maderno, Bovisio Masciago, Limbiate, Solaro, Ceriano L., Saronno, Caronno P., Uboldo, Origgio, Rescaldina,
Cerro Maggiore e Legnano).
La nuova arteria che dovrebbe collegare Dalmine ad Arluno è la risposta
dei nostri amministratori alle esigenze di mobilità della brianza: 34 Miliardi al chilometro per sopportare
un passaggio di 50.000 veicoli al giorno ed erogare una media di 13 quintali di Monossido di Carbonio,
due quintali e 20 chili di Diossido d'Azoto, 60 chili di idrocarburi incombusti, oltre a Piombo, Zolfo
ed altre sostanze inquinanti ai fortunati abitanti prospicenti la striscia d'asfalto larga 50 metri
per 6 corsie (3 per senso di marcia).
Un gruppo di cittadini delle città interessate dal nefasto progetto autostradale,
ha deciso di costituire un "forum" permanente per riunire tutti i comitati locali, associazioni
ambientalistiche e forze politiche per fare un fronte comune verso le amministrazioni locali, provinciali
e regionali e sostenere il dibattito per una alternativa all'asfalto, allo smog, al rumore e allo scempio
ambientale!
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seguirci nella nostra impari impresa di protesta. Promuovi e pubblicizza la lettura delle nostre pagine
ad altri navigatori del cyberspazio. Seguici nelle manifestazioni che intraprenderemo nelle nostre città,
per portare a tutta la gente comune una giusta informazione sul problema della mobilità e dei nefasti
progetti orditi dalle nostre incapaci amministrazioni! Scrivici, inviaci i tuoi commenti, saranno pubblicati
su questo setsso web.
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Atto Costitutivo
COORDINAMENTO COMITATI SPONTANEI contro "PEDEGRONDA"
e "GRONDA INTERMEDIA"
I sottoscritti comitati spontanei locali e/o associazioni organizzate, sulla base
delle proposte presentate sia dalla Regione Lombardia che dalla Provincia di Milano hanno ritenuto opportuno
costituirsi in "COORDINAMENTO COMITATI SPONTANEI contro la PEDEGRONDA e la GRONDA INTERMEDIA"
in quanto ritengono che i progetti autostradale e/o di superstrada, così come ci sono stati presentati,
non risultano convincenti per i seguenti motivi:
- sviluppo sostenibile / capacità di futuro. Così come qualche anno
fa, quando si parlava di riciclaggio, molti erano scettici sulle opportunità che avrebbe offerto questo
sistema di smaltimento dei rifiuti, così oggi siamo ad una svolta analogamente decisiva: o riteniamo
che il privilegiare un sistema veramente misto (treno-auto-bicicletta-piedi) sia effettivamente una
scelta chiara e compatibile con lambiente o altrimenti saremo di fronte ad una società senza
futuro.
Alcuni dati significativi, tratti da unindagine condotta per conto di Legambiente:
- luso dellautomobile è passato dal 36% al 66% tra il 1981 e il 1996;
- i veicoli circolanti, in 12 anni, sono aumentati del 71% passando da 3,3 milioni
del 1979 ai 5,7 milioni del 1992 a fronte di una popolazione complessiva di 8,8 milioni di abitanti
in Lombardia;
- gli spostamenti extraurbani sono cresciuti a dismisura ma non certamente la
loro lunghezza.
Il tutto, naturalmente, a discapito del mezzo pubblico, degli spostamenti pedonali
e della bicicletta.
- non tiene conto delle chiare scelte europee. Ormai i nostri paesi
confinanti, Svizzera, Austria stanno puntando la maggior parte dei loro investimenti verso linfrastrutturazione
ferroviaria. Lo sanno bene gli autotrasportatori italiani che non potranno a breve più attraversare
il territorio di questi due stati se non su vagoni ferroviari; in questa ottica va visto anche il
proposto collegamento attraverso il Gottardo
- nessuna nuova strada ha mai diminuito la congestione di quelle esistenti.
Basta guardarci attorno e pensare alla nostra esperienza quotidiana: la congestione della Milano-Meda,
della Milano-Lecco, della Torino-Venezia, del Peduncolo delle tangenziali milanesi sono sotto gli
occhi di tutti
- alto costo / poche risorse. La situazione economica del nostro
paese è evidente per tutti. Lo stesso Piano Triennale di Programmazione ANAS non ha a disposizione
le risorse economiche da investire in unopera di queste dimensioni.
Vale la pena allora di insistere su un progetto il cui ritorno economico occupazionale
per il futuro è tutto da dimostrare?
- grosso impatto ambientale in aree altamente urbanizzate. I collegamenti
ipotizzati attraverserebbero una delle zone più urbanizzate dItalia e siamo sicuri, come affermato
al convegno desiano, che il miglioramento dellambiente passa o arriva con la realizzazione di
unautostrada o superstrada a tre corsie da percorrere a 140 km/h, tutta in trincea o su viadotti?
La movimentazione di 6.000.000 mc di terreno è operazione indolore per un territorio come il nostro?
- contro gli spostamenti locali. La proposta originaria prevedeva
una strada di collegamento intercomunale est/ovest che poco ha a che fare con la progettata autostrada
con tanto di caselli, uno allinizio, un altro alla fine, un terzo in posizione intermedia: Desio.
Come è noto la presenza dei caselli non favorisce gli spostamenti sulle brevi
distanze che immancabilmente si riverseranno sulle strade secondarie interne
- scarsa adattabilità degli strumenti urbanistici che sì, hanno nei
loro piani la futura strada, ma in nessun caso con il calibro proposto nelle nuove versioni e che
sconvolgerà la stesura dei Piani Urbani del Traffico che ogni Amministrazione avrebbe già dovuto redigere.
Per tutte queste motivazioni siamo contrari ai progetti di Pedegronda e/o
Gronda Intermedia autostradale e/o superstradale; ci rendiamo comunque conto che un serio problema
di collegamento est/ovest sia presente nelle nostre zone; riteniamo pertanto che la proposta della Pedegronda
ferroviaria possa essere una valida alternativa insieme ad un reale potenziamento dei servizi
pubblici e alla riorganizzazione viabilistica locale tesa ad un reale collegamento intercomunale.
Il Comitato si pone lobiettivo di
- sensibilizzare i Cittadini e le Amministrazioni pubbliche delle aree interessate
dallattraversamento proposto;
- mettere in risalto linutilità delle opere progettate;
- evidenziare i gravi impatti ambientali che queste provocheranno;
- manifestare lassoluta necessità di realizzare infrastrutture di trasporto
pubblico per persone e merci;
- operare affinché tutto questo avvenga tutelando lambiente e le comunità
locali;
- promuovere una legge che tuteli lacquirente o il locatario di abitazioni
stabilendo che in ogni nuovo contratto siano allegati la destinazione duso prevista nel Piano
Regolatore Generale, i relativi piani di azzonamento acustico, eventuali rilevazioni di inquinamento
ambientale;
- adeguare le norme riferite alle fasce di rispetto delle infrastutture viarie.
La costituzione del Comitato che oggi presentiamo si colloca proprio nella tradizione
culturale delle nostre zone e associazioni che già, qualche anno fa, hanno ottenuto la soppressione
della prevista "Pedemontana".
Recupero e miglioramento di quanto già esiste; capacità di procedere a piccoli passi
pur agendo in un grande quadro di riferimento sono e saranno i pilastri del nostro agire.
COMITATO Spontaneo Antipedegronda di BIASSONO
COMITATO Spontaneo Antipedegronda di BOVISIO MASCIAGO
Comitato Spontaneo Antipedegronda di CARNATE
Comitato Spontaneo Antipedegronda di
CESANO MADERNO
Comitato Spontaneo Antipedegronda S.Carlo di Desio e Seregno
Gruppo Ecologico di Osio Sopra
Comitato AntiPedemontana di Dalmine
Comitato Spontaneo Antipedegronda USMATE VELATE
Circolo Legambiente "R. Giussani" - DESIO
Circolo Legambiente "La Brughiera" - LIMBIATE
Circolo Legambiente - SEREGNO
Circolo Legambiente "Gaia" di Usmate Velate
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- IL CONSUMO DEL TERRITORIO
- Il consumo del territorio è uno degli aspetti più tangibili
e meno sentiti della questione ambientale in Italia.
- Per cercare di rendere più chiaro il quadro basterebbe evidenziare
alcuni tra i primati alla rovescia di cui siamo purtroppo detentori, quello di essere i maggiori produttori-consumatori
di cemento al mondo. Due-tre volte gli Stati Uniti, il Giappone e la Russia: 800 chili per ogni italiano.
- Gli esperti calcolano che nell'ultimo trentennio abbiamo sommerso
sotto cemento e asfalto un quinto dell'Italia (circa sei milioni di ettari), e che andando avanti
di questo ritmo (100-150.000 ettari all'anno, 400 ettari al giorno), tra tre o quattro generazioni
tutta l'Italia sarà consumata e finita, ricoperta da un capo all'altro da un'interrotta e repellente
crosta edilizia e stradale, con tutte le catastrofiche conseguenze immaginabili, inquinamento dissesto
idrogeologico (ad ogni abbondante pioggia le sempre più frequenti alluvioni), cancellazione di paesaggio
e natura.
- Da un rapporto ISTAT 1993, relativo all'andamento reale dell'ambiente
italiano, puntava il dito sull'espansione delle città, delle strade, dei raccordi, degli svincoli,
dei parcheggi, dei capannoni, delle fabbriche, dei depositi, e ci informa che tra il 1971 e il 1990
sono andati persi 800 mila ettari di verde, ciò significa che in venti anni abbiamo consumato il 3,1
percento del territorio ancora libero, pari a una regione grande quanto l'Umbria. Questo esploit ha
interessato sia il nord che il sud: i record delle costruzioni vanno alla Lombardia (9,3 percento
di territorio perso) e alla Campania (7,1 percento).
- Anche l'ultimo rapporto triennale del Ministero dell'Ambiente
(luglio 1996) evidenzia la malgestione del territorio con uno sviluppo per niente sostenibile, tanto
da indicare l'Italia come fanalino di coda dell'Europa in materia ambientale.
- Nel rapporto balza subito in evidenza il numero delle abitazioni
che raggiungono la non indifferente cifra di 25.000.000 ( il 20% seconde case ) con 104.000.000 di
vani, ma il dato più curioso è che ci sono 5.000.000 di vani vuoti.
- Considerato che in Italia siamo 56.000.000 abitanti il rapporto
superficie territorio porta ad una presenza densità popolazione di (190 ab / Kmq). Sempre nello stesso
periodo anche la regione Lombardia ha presentato un rapporto intitolato "Ambiente e sanità",
nel complesso si legge che l'incidenza dei tumori sta aumentando, il 10% dei tumori polmonari sono
causati dall'inquinamento dell'aria specie al traffico autoveicolare, gli abitanti delle aree urbane
sono naturalmente i più esposti al rischio.
- La regione Lombarda con circa 10.000.000 di abitanti e una realtà
territoriale pesantemente antropizzata, tanto da paragonarla alla regione tedesca della Rhuer come
contesto di industrializzazione e impatto ambientale, ha visto perdere negli anni che vanno tra il
1970 ed il 1990 il 40% delle imprese agricole ingoiando anche una consistente fetta di suolo agricolo.
- In questo rapporto è evidenziato inoltre che il 10% delle arterie
stradali in Italia sono in Lombardia, ed inoltre la Lombardia con la regione Calabria risulta essere
sprovvista, ad undici anni dall'approvazione della legge 431/85, dei piani paesistici, importanti
strumenti di pianificazione territoriale sovraccomunale per i quali il Governo ha dato come termine
ultimo per l'adeguamento, la data del novembre 1996.
In fase di preparazione
Indirizzo postale
COORDINAMENTO COMITATI SPONTANEI
contro "Pedegronda" e "Gronda Intermedia"
c/o Circolo LEGAMBIENTE "R.Giussani"
Via XXIV Maggio, 16 - 20033 DESIO (Mi)
Tel. 0362 . 626877
Messaggio di posta elettronica