Dopo la presa di posizione di numerosi sindaci
dei comuni interessati al percorso della Pedemontana
Numerosi consiglieri regionali dell'Ulivo e di Rifondazione
presentano una interrogazione alla Giunta Regionale Lombarda
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI REGIONALI
PREMESSO che:
- Il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 definisce il ruolo
degli Enti Locali e dei loro Amministratori. In particolare :
- al comma 2 dell’art. 3 è scritto “
Il Comune è l’ente locale che rappresenta la propria comunità,
ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo”;
- al comma 2 dell’art. 5 è indicato che
“Comuni e Province concorrono alla determinazione degli obiettivi
contenuti nei piani e programmi dello Stato e delle Regioni e provvedono
per quanto di propria competenza alla loro specificazione ed attuazione”;
- al comma 1 dell’art. 50 si afferma che
“ Il Sindaco e il Presidente della Provincia sono gli organi responsabili
dell’amministrazione del Comune e della Provincia”.
- sulla base di questi presupposti normativi numerosi Sindaci si
sono posti e si pongono di fronte alle soluzioni indicate dalla Regione
Lombardia miranti a risolvere il problema della mobilità;
- i Sindaci dei Comuni e gli enti interessati dalla Pedegronda –
Pedemontana – Sistema Viabilistico Pedemontano hanno avviato
un serrato confronto,
- il documento sottoscritto da una trentina di Sindaci e presentato
alla pre-conferenza dei servizi del 19.07.1999 che esprimeva contrarietà
alla soluzione prevista nello studio di fattibilità elaborato dalla
SPEA Autostrade e conteneva specifiche proposte e richieste ha determinato
una fase positiva di approfondimenti e di verifiche che ha portato
ad una maggiore consapevolezza e chiarezza tra gli Amministratori
e alla conseguente sottoscrizione del Protocollo di Accordo il 13
marzo 2000 da parte di 91 dei 97 Comuni coinvolti (altri 4 lo
hanno sottoscritto successivamente),
- il Protocollo, risultato di una laboriosa e difficile mediazione,
dava la garanzia agli Enti Locali di poter intervenire nel processo
decisionale, sulla base di quanto previsto agli artt. 3 (validazione)
e 4 (partecipazione nella fase di elaborazione del progetto preliminare).
CONSIDERATO che:
- tutto ciò ha forse costituito il primo ed emblematico caso in Italia
che per una struttura viabilistica così importante e complessa hanno
interagito 97 Comuni, 5 Province, 6 Enti Parco, la Regione e le società
autostradali.
- sono ormai tre anni che su una questione fondamentale come
la ricerca di una soluzione complessiva al problema crescente della
mobilità nei territori e che numerosi Amministratori comunali si sono
mobilitati e hanno messo a disposizione tempo, competenze, risorse
per cogliere questa forse irripetibile occasione per conoscere meglio,
per governare, pianificare, gestire i loro territori, non solo dal
punto di vista viabilistico ma anche urbanistico e ambientale, partendo
dalle esigenze locali ma tenendo sempre presente anche gli interessi
e le esigenze sovracomunali.
- in più occasioni la maggior parte dei Comuni ha condiviso e sottoscritto
documenti in cui venivano definiti i criteri, le opzioni di
fondo, le modalità operative, dimostrando un approccio responsabile
al problema,
- ben 31 Comuni hanno richiesto e concordato con la Regione Lombardia
l’attivazione di una convenzione per effettuare ulteriori
studi, che ha poi condotto alla stipulazione di un contratto di consulenza
con il Politecnico di Milano – DST, con la parziale partecipazione
finanziaria degli stessi 31 Comuni per un importo di 120 milioni
(altri 150 milioni sono stati erogati dalla Regione Lombardia),
- lo lo studio, le verifiche, la ricostruzione dello scenario territoriale
e le prime analisi sulla base dei dati disponibili anche se non aggiornati
dei flussi di traffico, evidenzia che a queste aree non serve un asse
forte, un asse autostradale, ma necessita una razionale risistemazione
della rete viaria esistente, da strutturare per assi fondamentali
e assi integrativi.
VERIFICATO che:
- la Regione Lombardia ha convocato per la pre-conferenza di servizi
del 03.04.2001 solo 63 dei 95 Comuni sottoscrittori del Protocollo
di Accordo del 13.03.2000, cioè solo i Comuni direttamente interessati
dall’asse autostradale, non tenendo così conto delle ricadute
che la realizzazione di questo asse avrà comunque sui Comuni
viciniori (basti pensare agli attraversamenti indotti in corrispondenza
degli svincoli).
- nella pre-conferenza è stata rifiutata dalla Regione Lombardia
l’ipotesi alternativa formulata dai comuni della tratta Vimercate
- area bergamasca
APPURATO che:
- successivamente alla pre-conferenza di servizi del
03.04.2001, la Regione Lombardia ha assunto un comportamento tendente
ad escludere quelle Amministrazioni comunali che hanno espresso
legittimamente parere contrario al progetto proposto dalla Regione stessa
e ha posto addirittura veti alla partecipazione di alcuni Sindaci
al Comitato di Coordinamento, disattendendo clamorosamente quanto riportato
nella lettera datata 10 aprile 2001 dell’Assessore regionale Massimo
Corsaro indirizzata a tutti i 95 Comuni, con la quale l’Assessore
stesso si impegnava a garantire il coinvolgimento e la partecipazione
delle Amministrazioni locali, prevedendo un “forte coordinamento
territoriale” sia per l’avvio che per la definizione degli
Accordi di Programma.
RITENUTO:
-
inaccettabile che un dissenso democraticamente espresso venga poi assunto
dalla Regione Lombardia come elemento escludente e penalizzante degli
interessi e delle istanze delle comunità rappresentate dai Sindaci.
- meritevole di biasimo l’esclusione di quei Comuni che sulla
base della proposta della Regione sono in predicato di avere collocato
sul loro territorio l’asse fondamentale e le relative opere
connesse e complementari.
INTERROGANO LA GIUNTA PER SAPERE:
-
Chi ha deciso e quali motivazioni hanno portato all’esclusione
della rappresentanza dei Sindaci e degli Enti della tratta Vimercate
– Area Bergamasca al Comitato di Coordinamento;
- Se non ritiene
di intervenire al fine di garantire la democraticità e la pari dignità
tecnica, culturale, scientifica per tutti gli enti e le istituzioni
coinvolte,
- Se intende
coinvolgere tutte le realtà territoriali interessate dal Sistema Viabilistico
Pedemontano, incluse quelle rappresentate dai Sindaci che si sono opposti
al progetto della Regione e quelle non convocate alla Pre-Conferenza
dei Servizi del 3 aprile 2001,
- Se intende
prendere in considerazione ed approfondire le diverse soluzioni proposte,
anche alternative all’ipotesi autostradale;
- Come intende
procedere e quali enti verranno coinvolti nelle rimanenti fasi di definizione
e di progettazione del Sistema Viabilistico Pedemontano.
Gianni Confalonieri (PRC), Marco Cipriano (DS), Carlo Monguzzi (Verdi), B. Concordati (DS), Paolo Danuvola (PPI), Guido Galperti (PPI), Ezio Locatelli (PRC), Giovanni Martina (PRC), Roberto Biscardini (SDI, Mirco Lombardi (PRC)
Milano, 25 ottobre 2001