Il 14 febbraio è stato sottoscritto dal Ministero dei Trasporti e della Navigazione, dalla Regione Lombardia, dalle Provincie di Lecco e di Milano, da diversi Comuni della Brianza milanese e lecchese, dal Comune di Milano, dalle Ferrovie dello Stato S.p.A. e dalle Ferrovie Nord Milano Esercizio S.p.A. un Protocollo d'Intesa per la definizione degli interventi a completamento e adeguamento del sistema dei trasporti su ferro per l'area della Brianza. Si tratta di un importante passo in avanti per il rilancio del trasporto collettivo, ferroviario, tranviario e metropolitano.
E' un primo passo compiuto in direzione delle richieste dei Comuni Brianzoli. Alla proposta della Regione di costruzione della Pedegronda autostradale, i Sindaci ed i Consigli Comunali (col ruolo attivo e decisivo delle comuniste e dei comunisti) avevano opposto un'azione a tutto campo: la costruzione di qualsivoglia strada o autostrada doveva essere accompagnata da una politica di incremento del mezzo pubblico di trasporto, soprattutto quello a guida vincolata. Ogni espressione in merito alla Pedegronda era subordinato alla definizione di un piano di interventi sulla rete ferroviaria e tranviaria brianzola, al fine di trasferire traffico dalla strada alla rotaia o, almeno, di frenare ulteriori perdite di passeggeri e merci trasportate da parte del servizio pubblico. Erano stati così avviati dei "tavoli tecnici" di confronto sulle diverse problematiche che hanno portato alla definizione di questo Protocollo.
L'azione del PRC è stata determante, dagli ordini del giorno nei Consigli comunali e provinciali, a quelli proposti in Consiglio regionale. Proprio da un ordine del giorno proposto dal nostro partito e votato all'unanimità dal Consiglio Regionale ne è conseguito il rilancio delle ultime due tranvie extraurbane rimaste nel nostro territorio: la Milano-Desio e la Milano-Limbiate.
Però, non è tutto oro ciò che luccica! Questo protocollo rischia di essere un bel libro dei sogni dal momento che non sono definite le fonti dei finanziamenti e le entità degli stessi. Non solo, rischia inoltre di costituire lo zuccherino dato agli Amministratori locali in cabio della Pedegronda!
Noi chiediamo invece che venga mantenuta alta l'attenzione dei Comuni e dei cittadini su quella che, a metà marzo, sarà la conclusione della prima fase del progetto stradale e che, per ciò che riguarda il "protocollo del ferro", esso si trasformi in fatti e in azioni concrete. La Brianza ha bisogno di fatti, non di continue chiacchiere!